Luigi Maria Ugolini scopri la Pompei d'Albania

Fenice (sud Albania), 1927. La tenda di Ugolini.


Luigi Maria Ugolini scrisse nel 1932 il libro : L'acropoli di Fenice (=Albania antica).
Egli può essere considerato uno dei più grandi ricercatori italiani.

Oggi raramente si parla di lui. Ugolini non ebbe la fortuna di essere nato in una grande città o magari in paesi ricchi di quel tempo.Nacque da una modesta famiglia romagnola e fu uno studente talmente brillante che, poco dopo la laurea, fu nominato capo della Missione archeologica italiana in Albania.

Nel 1924 gli si diede l'incarico di capire meglio l'avallo della storia e le affinità tra l'Italia e l'Albania.
Mussolini e alti vertici dello stato erano incuriosito dal fatto che al sud Italia molte popolazioni parlavano lo stesso dialetto albanese e non quello greco.
I rapporti Italia Grecia erano tesi e gli storici interpretavano le spedizioni archeologica come gesto intimidatorio alla Grecia.
Siamo a metà degli anni Venti e Mussolini mira a trasformare il Mediterraneo nel suo "Mare Nostrum", cercando l'avvallo della storia.

Ugolini si laureò a Bologna al termine della guerra 1915-18 e proseguendo gli studi, ottenne la che lo portò all’Università di Roma. Per meriti speciali fu poi nominato Capo della Regia Scuola Archeologica Italiana.

Coltissimo in tutti i campi e particolarmente in quello archeologico, scoprì tesori di civiltà antiche nelle terre dell’Albania, di Malta, dell’Egitto, dell’Africa Romana e dell’Europa tutta.


Ugolini incredibilmente scopre Butrinto, chiamata la Pompei dell'Albania, e condurrà in seguito altre importanti ricerche a Malta.

Egli sostenne che ci dovevano essere stati forti collegamenti nelle età del bronzo e del ferro tra le culture illirica e albanese e le civiltà pre-classiche dell'Italia meridionale. Simili argomenti sostenne anche per l'isola di Malta.
Inizialmente Ugolini scopri casualmente anche costruzioni romane e dal ministero fascista era assecondato finche Mussolini disse che era interessato a quei scavi in Albania.
Ugolini rimase per tempo come pedina dello scacchiere del regima fascista, ma i scavi furono veri e ha permesso di capire anche quando l'Albania faceva parte dell'Impero Romano.

Il successo venne quando il grande cantiere di Butrinto, nell' Albania meridionale, permise di portare alla luce i resti di un teatro, di una chiesa bizantina, di un pozzo sacro, del pavimento a mosaico del battistero, delle pitture di un palazzo romano, di una strada e di un molo.
Quel posto era considerato molto importante.


Era un «luogo sacro» della nazione italiana e apparteneva, come si sarebbe detto allora, alla «storia della stirpe». Grazie ad Ugolini oggi Butrinto e altre aree scoperte sono diventate patrimonio dell'umanità.

Fu accolto in Italia come un eroe

Ugolini quendo scopri questi siti aveva 29 anni ma per ferite di guerra morirà pochi anni dopo(nel 1936).



Luigi Maria Ugolini scrisse nel 1932 il libro : L'acropoli di Fenice (=Albania antica).
Egli può essere considerato uno dei più grandi ricercatori italiani.
Oggi continuano le ricerche di ricercatori italini e albanesi a Butrinto e nel resto dell'Albania

GEZUAR VITIN E RI (Buon anno 2010)

QUAL è IL VOSTRO SOGNO PER L'ALBANIA NEL 2010
L'albania nel 2009 è entrata nella Nato nel 2010 sarà un anno ancora più bello e molto più positivo.
e per voi come deve essere il 2010 ?

Le navi che collegano Puglia Albania


Tanti albanesi in Italia preferiscono passare le vacanze di fine anno in Albania in quanto vanno a trovare amici e parenti.
Le navi che collegano la Puglia con l'Albania si dice che siano migliorate solo di poco rispetto a 10 - 15 anni fà, ma ci sono anche tanti albanesi e turisti italiani che accusano e non sono contenti del servizio ma soprattuto del rapporto qualità prezzo.

Molte agenzie turistiche in Puglia hanno fatto una fortuna con gli albanesi e i turisti che vanno in Albania passando dal meridione d'Italia.

Le navi che collegano la Puglia con l'Albania sono meno lussuose di quelle che collegano la medesima regione con la Grecia o la Turchia.

Questa è un ingiustizia verso gli albanesi o verso l'Albania?
Tra il governo albanese e quello italiano ci sono state collaborazioni senza precedenti e accordi storici in materia di sviluppo però è giusto pensare anche a molte esigenze in quanto gli albanesi sono stati sempre rispettosi nei confronti delle compagnie marittime.

la lingua originale che Omero scrisse L'Iliade e Odissea è stato albanese

Su internet e su tante librerie ma sopratutto l'affinità della delle parole della lingua che fù scritto il poema epico è assomigliante solo con l'albanese.


tante ipotesi sono veramente valide
Ricordiamo che sulla città leggendaria Troy alcuni archeologi ritenevano che Troy si trova in Albania.

Ci sono veramente un sacco di storia da scoprire e da precisare

riccordiamo solo che si sa di preciso che la secconda città di Troy è stata costruita a Butrinto(Albania).
la domanda sorge spontanea.
Se la prima città di Troy era nell'attuale Turchia , perchè avrebbero costruita un altra al nord di Atene e facilmente raggiungibile via terra(cosa che allora era molto pericoloso in quante le battaglie erano all'ordine del giorno).

Omero rimase senza un giusto peso fino al 1860 e creduta fantasia dell'autore, finche un signore tedesco di nome Heinrich Schliemann decise di capire un pò di più su questo poema ecapire esattamente dove si trovava Troy,era affascianto dalla mitologia greca e dall'archeologia.
Tornando alla lingua che furono scritti i poemi è una lingua potete trovare le loro somiglianze e sono veramente incredibili

comunque ecco il link su un forum http://ciaobalcani.com/forum/viewtopic.php?id=548

Madre Teresa di Calcutta (Anjeza Gonxhe Bojaxhiu)


premessa
Tanti infami e tante persone che hanno creato danni all'Albania in tanto tempo ed in periodi diversi hanno cercato di cancellare la storia e la cultura dell'Albania e delle sue terre.
Non c'è l'hanno fatta.
I più grandi uomini che sono stati i fondatori dell'Europa arrivano dall'Albania ,dal sangue albanese ,dalla purezza e dalla grande energia che questa parte del mondo dà.
80 % dei miti greci ha sangue albanese la Grecia ha trasformato i suoi nomi aggiungendo una s e gli ha fatti suoi.
Oggi in Grecia vivono 3 milioni di discendenti dall'Albania oltre agli immigrati negli ultimi 20 anni.

In realtà gli albanesi che vanno in Grecia vanno nella propria terra rubata nel secolo scorso (tutto il nord dell'attuale grecia era dell'Albania)
Comunque un grande personaggio il migliore in assoluto del secolo scorso era madre Teresa di Calcuttà una suora che ha portato la bandiera albanese sino in India, nella povera India.

Leggendo su internet alcuni associano la sua nazionalità (facendo confusione) alla Macedonia. Ovviamente è un errore che fanno i giovani ma ci sono anche altri maligni che tentano di buttare vergogna sui santi
Madre Teresa è nata in una terra albanese, nel 1914 all'Albania "rubarono" le terre e anche l'attuale macedonia che era terra albanese e il suo capoluogo Shkup (che poi trasformata in Skopje) nel 1910 era in terra albanese(una specie di confine triestino italiano) nel 1914 passo alla macedonia e tanti albanesi coraggiosi nonostante ciò non lasciarono le proprie terre.
Madre Teresa è stata una religiosa albanese di fede cattolica, e fondatrice della congregazione religiosa delle Missionarie della Carità.
All'età di 8 anni perse il padre e la miseria e il terrore delle occupazioni slave spinse Madre Teresa a lasciare la propria terra e a spostarsi in Europa.

Ella in realtà si chiamava Anjeza Gonxhe Bojaxhiu...forse oer comodità si faceva chiamare Teresa.


Ha vinto il Premio Nobel per la Pace nel 1979, e il 19 ottobre 2003 è stata proclamata beata da papa Giovanni Paolo II.

Tutti la ricordiamo con il suo volto segnato ed la sua statura bassa ma sopratutto con le sue immagini con un bambino malato in braccio.


conoscimenti
Madre Teresa alla Casa Bianca, dove l'allora presidente degli USA Reagan le consegna la "Medal of Freedom"

* 1962: Premio Magsaysay per la Pace e l'Intesa Internazionale; premio indiano Padma Shri
* 1971: Premio della Pace papa Giovanni XXIII, assegnatole da papa Paolo VI; Premio Kennedy
* 1972: Premio Nehru per la promozione della pace e della comprensione internazionale
* 1973: Premio Templeton
* 1975: Premio Internazionale Albert Schweitzer
* 1978: Premio Balzan per l'umanità, la pace e la fratellanza tra i popoli "per l'eccezionale abnegazione con la quale ha dedicato tutta la sua vita per soccorrere, in India e in altri paesi del mondo, le vittime della fame, della miseria e delle malattie, gli abbandonati e i morenti, tramutando in azione instancabile il suo amore per l'umanità sofferente."
* 1979 e 1980: Bharat Ratna, la più alta onorificenza civile dell'India
* 17 ottobre 1979: Premio Nobel per la Pace "per il lavoro compiuto nella lotta per vincere la povertà e la miseria, che costituiscono anche una minaccia per la pace". Nel discorso di premiazione[9] disse di accettarlo esclusivamente a nome dei poveri e presentò l'aborto come il principale pericolo in grado di minacciare la pace nel mondo. Rifiutò il convenzionale banchetto cerimoniale per i vincitori, e chiese che i 6000 dollari di fondi fossero destinati ai poveri di Calcutta, che avrebbero potuto essere sfamati per un anno intero: "le ricompense terrene sono importanti solo se utilizzate per aiutare i bisognosi del mondo". Alla domanda: "Cosa possiamo fare per promuovere la pace mondiale?", rispose: "Andate a casa e amate le vostre famiglie".
* 1981: assegnazione della Legion d'Honneur da Jean-Claude Duvalier
* 1985: Medal of Freedom da Ronald Reagan
* 1996: nominata Cittadina Onoraria degli Stati Uniti e Medaglia d'Oro Congressuale

Altro:

* Fu la prima persona non politica ad essere raffigurata da vivente su un francobollo postale
* Ricevette diverse laureae honoris causa da parte di diverse università
* Durante la sua vita e dopo la sua morte, fu più volte eletta dalla Lista Gallup delle persone più ammirate, e nel 1999 fu eletta "persona più ammirata del XX secolo"

Capodogli morti avevano plastica nello stomaco

Quattro dei sette capodogli spiaggiati sul Gargano, in Puglia, sarebbero morti per aver ingerito buste di plastica, pezzi di corda, scatole e contenitori di vari materiali. Lo ha stabilito il professore Giuseppe Nascetti, pro-rettore dell'università della Tuscia, uno dei massimi esperti mondiali di parassitologia ed ecologia marina, chiamato a valutare le cause del decesso.
Infatti secondo il prfessore potrebbero aver scambiato gli oggetti trovati nei loro stomaci per calamari, unico cibo di cui si nutrono.

Nei giorni scorsi le immagini che la televisione ci facceva vedere sono passate in secondo piano in quanto immagini affiancate dalla tenzione in politica italiana
Di questi mammiferi ne sono morti 7 ed erano un patrimonio di tutto l'Adriatico ,anzi della terra dove facciamo parte tutti e se riusciamo a uccidere senza sforzo uno dei più grandi mammiferi di tutti i mari allora siamo veramente la prima macchina di morte di tutto il pianeta.
Questi capodogli potevano essere salvati!!!
Facciamo tutti uno sforzo a rispettare la natura e non gettare le spazzature in aria aperta e al mare.

Il video

video

Ospitalità e cultura albanese

L'Albania è una cultura incredibilmente ospitale e ha le sue proprie tradizioni particolari di cortesia. Essi sono strettamente connessi al concetto di ospitalità, un concetto simile a quello del cliente sacro da Omero e della letteratura classica. Molte tradizioni albanesi di ospitalità provengono dal Kanun, o il "Codice", un testo de 15-testo secolo scritto dal potente clan Dukagjin , anche se molte delle leggi scritte nel codice data da tempi più remoti.


Come scritto nel Kanun, il cliente verrà mostrato il massimo rispetto e verrà offerto un posto a capo del tavolo. L'ospite viene quindi intrattenuto con tutto il meglio che la famiglia ha da offrire, di solito sotto forma di vino e raki(grappa) fatto in casa, liquori tradizionali.


Si tratta di una tradizione albanese a stringere la mano quando ci si incontra, e in molti casi, ci si baciano sulle guance, in genere quattro volte. Uno delle più comuni confusioni gesticolare deriva dal fatto che gli albanesi al contrario degli italiani scuotendo la testa da sinistra a destra significa un "si" e scuotendo la testa su e giu significa un "no", Un altro gesto specifico albanese che possono essere fonte di confusione per gli stranieri è quando il palmo della mano è posto al petto(dagli anziani), si esprime grazie.

Gli albanesi sono cordiali e molto aperti nei confronti degli stranieri che visitano il loro paese. Se siete abbastanza fortunati da essere invitati a visitare l'Albania e ospitati in una casa albanese, avrete la possibilità di conoscere meglio la storia e la cultura albanese.

fonte http://www.albaniaturismo.com/

Un kerkoj.com - Njoftime falas (Annunci in Albania)

(Riceviamo e pubblichiamo )

Unkerkoj .com ( Un è in italiano e Kerkoj è in albanese, in italiano significa una una ricerca e in albanese puo essere assimilato a io cerco.) è un sito on line che offre la possibilità di inserire annunci gratuiti in Albania , Kosovo,Macedonia,Montenegro e Grecia.
E un opportunità per tutti gli albanesi che vivono nei Balcani ma anche agli albanesi nel mondo.
Unkerkoj.com dà la possibilità di inserire annunci di lavoro,vendere o comprare.
Un modo per avvicinare le persone e per rendere meno faticosi la ricerca di lavoro.

Per saperne di più non vi resta altro che inserire il vostro annuncio.infatti tante aziende visionano il sito che è on line da diverso tempo.

HTML clipboard

www.unkerkoj.com

Parco arheologico a Orikum

Oricum(o Oricum) si trova al sud della città di Valona a sulla strada nazionale Valona-Saranda. La sua posizione geografica ne fece un importante porto sulla costa adriatica.

Oricum è stato usato dai Romani in tempi antichi come base difensiva nelle guerre contro gli Illiri come pure nel 3 ° secolo a.C contro i macedoni, che in realtà la occuparono nel 214 aC Giulio Cesare alle sue truppe si stanziò nei campi lì per diversi mesi, fino a quando non sono stati presi da Pompeo (Pompeo Magno).

Essere nel crocevia di tali influenze, Orikum divenne un centro urbano civilizzato, come evidenziato da alcuni reperti archeologici, Cìè anche un piccolo teatro, con una capienza di 400 spettatori e le sue tracce di rovine e i muri sono chiaramente visibili.Vicino si trova la chiesa di Marmiroi. Questa è una chiesa risalente al periodo bizantino, l'imperatore bizantino Teodoro del 13 ° secolo d C . la chiesa ha una superificie di 6m x 9 m della sala principale e una cupola di circa 3m di diametro che è supportata da quattro archi a tutto sesto.

Nelle pareti interne ci sono ancora frammenti di affreschi caratteristici della cultura bizantina. La chiesa ha tre ingressi ed è rinomato per la sua costruzione complessa e valori architettonici. Per raggiungere la Chiesa deve passare attraverso la città moderna di Oricum, in direzione di Pashaliman. Oricum oggi è un importante insediamento, che vede lo sviluppo rinnovata. Questo è anche il risultato della sua favorevole posizione geografica tra la città di Valona e la località turistica di Llogara ,così come la sua vicinanza al mare.

Antigonea la città antica (parco archeologico)

Antigonea è stata fondata da uno dei nomi più famosi del mondo antico, Pirro, re dell'Epiro (319-272 aC), da cui arriva anche la frase "una vittoria di Pirro" . All'inizio del 3 ° secolo aC Pirro è stato costretto ad andare a combattere in Egitto. Le sue capacità impressionarono Berenice, la moglie del re Tolomeo d'Egitto, che ha deciso di offrire a lui la figlia, Antigone. In segno di gratitudine verso la madre-in-legge e la sua prima moglie, Pirro decise di costruire Antigoneia.
Nel 198 aC i Romani sconfissero l'esercito macedone di Filippo V. Gli abitanti di Antigoneia si erano schierati con i macedoni nella loro guerra contro la Repubblica Romana e, quindi, quando i Romani ottenero una vittoria totale nel 167 aC, decisero di punire i Epirioti che aveva combattuto contro di loro. Il console romano Emilio Paolo diede l'ordine di saccheggiare e bruciare 70 città dell'Eipiro ,una di queste città era l'Antigonea , ala quale fu distrutta e mai più ricostruita .Oggi rimangono i segni della civilta di questa terra nel sud dell'Albania.
Il parco archeologico si trova vicino alla città di Argirocastro.

Nelle vicinanze c'è Sarcinishte dove ci sono due chiese del 17 ° secolo.
Il custode Park sarà in grado di dirvi nel dettaglio i ritrovamenti e le scoperte a Antigonea. Alcuni di questi reperti, tra cui una sfinge in bronzo e una statua di Poseidone, sono esposti a Tirana. E 'possibile vedere una serie di elementi della città che sono state scavate dai archeologo Budina albanese Dhinosten nel 1970, e più recentemente da un team albanese . Più impressionanti sono le mura della città, distrutta dai Romani, che circondano completamente la collina.

Il cancello più visibili nelle mura si trova al lato sud-ovest della città. La sezione di muro termina in una piccola chiesa paleocristiana di forma Triconch si affaccia sulla scogliera a questo lato della collina. Questa cappella, costruita dopo che la città è stata saccheggiata dai Romani, ha esposto sul pavimento un mosaico.

Festa dell'indipendenza Albania a Forli Juvenilja

28 novembre 2009 i giovani e studenti albanesi in una festa piacevole

A Parma si balla albanese - 28 Novembre 2009

Per la festa del 97 anniversario della festa nazionale dell'Albania l'associazione Skanderbeg ha organizzato un evento a Parma dove italiani e albanesi hanno passato un bel 28 novombre ed un bel giorno di festa.

Hanno ballato danze popolari albanesi con la musica albanese ovviamente

Il video




Video dell'inno nazionale albanese

LA GUERRA DI TROIA TRA MITO E STORIA

LA GUERRA DI TROIA TRA MITO E STORIA

UN VASO RINVENUTO NEL 1998 NEGLI SCAVI DI "TROIA"


Estensore: Prof. Giovanni de Sio Cesari
( www.giovannidesio.it )

INTRODUZIONE AL PROBLEMA

Le leggende connesse alla guerra di Troia cantate parzialmente da Omero, hanno avuto una influenza enorme nella nostra civiltà: dal mondo greco sono passati nel mondo romano ( Cesare si dichiarava discendente di Enea) e poi in quello medioevale, nel Rinascimento, nel neo-classicismo , nel Romanticismo fino a noi.

Fino agli anni '80 lo studio dell'Iliade e dell'Odissea costituivano una delle basi fondamentali dello studio della nostra Scuola Media e tuttora costituiscono un patrimonio comune della civiltà occidentale.

Noi cercheremo, in questo articolo, di fare il punto sulla attuale situazione sugli studi storici connessi a queste antiche leggende: cosa c'è di vero, di storicamente accertato in questi antichi racconti? Gli elementi specifici (ratto di Elena, inganno del cavallo, ecc) sono chiaramente leggendari; ma è mai esistita veramente la guerra di Troia, è mai esistita veramente Troia?

GLI SCAVI

Nel 1870 Heinrich Schliemann, seguendo alla lettera le descrizione dell'Iliade, fece degli scavi su una collinetta sulla quale sorgeva il villaggio Turco di Hissarlick: trovò effettivamente una antica città;anzi trovò molti strati, ciascuno dei quali corrispondeva a una città. Non ebbe nessun dubbio nell'identificare in una di essa la Troia omerica e, in una serie di oggetti ritrovati, il "tesoro di Priamo (che asportò senza troppo formalizzare). Ma Schliemann non era un archeologo ma un ricco mercante con la passione dell'archeologia e soprattutto con il sogno, covato fin da giovane, di ritrovare la Troia cantata da Omero. Scavò in fretta e senza metodo, per cui molti elementi preziosi per identificare i reperti, andarono irrimediabilmente perduti.

Altri archeologi continuarono poi, con maggiore competenza, le ricerche e ritennero di identificare la Troia omerica in un altro strato. Le ultime ricerche sono state eseguite, in questi anni, da una spedizione guidata dal prof. Manfred Korfmann dell'università di Tubinga.

Ciò che si è accertato è che il luogo è stato abitato dalla preistoria (dal 3200 a.C.) fino ai nostri giorni. Si contano nove strati: periodicamente la città veniva distrutta, ma risorgeva dopo qualche tempo usando come fondamenta le rovine della precedente: si tratta di un procedimento molto comune che ritroviamo un po' dappertutto. Evidentemente il sito era considerato particolarmente idoneo, trovandosi in un luogo elevato dominante l'importantissimo stretto dei Dardanelli (Ellesponto per i Greci).

SI TRATTA DI TROIA ?

Ma è corretto identificare uno di questi strati, non importa ora quale, con la Troia omerica?
L'unico elemento che mette in relazione gli scavi di Hissarlick con Troia ,è soltanto il fatto che i primi si trovano proprio nel luogo indicato dall' Iliade. Per il resto le ricerche ci indicano soltanto un luogo abitato ininterrottamente da più di 3000 anni, ma nulla ci dice che uno di queste città si chiamasse Troia ( o Ilio), o che fosse distrutta da una spedizione di Greci. L' identificazione, quindi, con Troia, non trova alcun riscontro obbiettivo, nessun elemento sia pur genericamente probante.

Nessuna iscrizione, nessun documento di nessuno dei popoli del Medio Oriente accenna, nemmeno vagamente, ai fatti narrati da Omero: nessun elemento storico quindi convalida le antiche leggende.

TROIA IN OMERO

Si noti poi, che nei poemi omerici vi è una contraddizione di fondo: Troia viene considerata città straniera, nemica, contro la quale i Greci sono tutti alleati come di fronte a uno straniero. Tuttavia i Troiani sono descritti in tutto simili ai Greci: hanno in comune lingua, costumi, religione; né l'autore greco mostra di parteggiare per i Greci, che è cosa davvero singolare.

Non vi è quindi nessuna indicazione della effettiva consistenza di un tal nemico: se i fatti narrati da Omero fossero il ricordo, sia pure profondamente trasformato di un fatto effettivamente avvenuto, sarebbe rimasto in primo piano nell'immaginario collettivo la "alterità"! di questa città nemica e non ve n'è invece nessuna traccia.

La identificazione di Troia, in fondo, ci è impossibile perché di essa le leggende non dicono nulla che ce la possa fare identificare.

E' MAI ESISTITO OMERO ?

Di Omero abbiamo solo notizie vaghe, leggendarie che ce lo presentano come un poeta cieco e ramingo: ma è esistito effettivamente una persona che ha scritto l'Iliade e l'Odissea, comunque egli si chiamasse? Noi sappiamo che la redazione dell'Iliade e dell'Odissea che ci è pervenuta, fu messa per iscritto nel VI secolo a.C., molto tempo dopo, quindi, la loro effettiva compilazione.

Pure in questo caso, nessun elemento ci conferma la esistenza di un vero e proprio autore singolo: è molto probabile che in effetti i canti fossero opera collettiva, di un gran numero di poeti vissuti in tempi e luoghi diversi e che tali canti fossero poi ridotti a unità nel momento in cui furono messi per iscritto.


ILIADE ED ODISSEA

Comunque, appare inverosimile che l'Iliade e l'Odissea siano opera dello stesso autore: infatti esse hanno ben distinti per ispirazione, struttura e temi.

ISPIRAZIONE: l'arete (il modello di eccellenza) che ispira l'ILIADE è la gloria, il desiderio smoderato di compiere una grande impresa che possa lasciare il ricordo ai posteri.
Nell'ODISSEA invece, il motivo dominante è il desiderio di tornare alla famiglia, agli affetti familiari, al focolare. Gli eroi dell'Iliade abbandonano la casa, la famiglia per la gloria; Ulisse invece vuole tornare alla famiglia, non gli interessa la gloria.

TEMI - L'Iliade è un insieme di battaglie intramezzate dal lutto per i caduti e dalla preparazione di altre battaglie. Nell'Odissea non vi sono vere e proprie battaglie ma è il racconto di viaggi, di avventure, di astuzie.
Alla fine, il sanguinoso scontro con i Proci, è una vendetta (o giustizia) personale, non una battaglia fra eserciti schierati.

STRUTTURA - : L'Iliade appare chiaramente come un insieme di episodi diversi, messi poi insieme da una trama generale (l'ira di Achille): prevalgono personaggi diversi nei vari episodi. L'Odissea invece, ha una trama ben organica e un solo protagonista, Ulisse, intorno a cui tutto ruota: L'Iliade dà più l'idea di un insieme di canti collegati, l'Odissea pare invece opera di una sola persona.

MONDO CULTURALE: appare alquanto diverso nei due poemi, più primitivo e antico il primo, più civile e più recente il secondo. Si pensi per esempio alle divinità: nell'Iliade entrano direttamente in lotta, a volte anche fra di loro; nell'Odissea, la concezione si fa meno antropomorfa: intervengono sempre nelle vicende umane, ma con un maggiore distacco; non arrivano a colpirsi fra di loro materialmente. Anche il mondo sociale appare diverso: nell'Iliade conta solo il re; nell'Odissea vi è una maggiore comprensione per l'uomo comune, i Proci stessi appaiono come un freno o un tentativo di freno all'autorità dei re: passiamo cioè a un ambiente più democratico.

GLI ACHEI

E' il termine proprio con cui sono designati i Greci, in Omero. Chi erano? Nessun dubbio questa volta che essi siano veramente esistiti. Attualmente, generalmente vengono indicati con il termine di Micenei, dal nome della loro città più celebre, Micene appunto.

Si tratta di una prima ondata di invasori venuti dal nord, che occuparono la Grecia e distrussero la civiltà cretese, già comunque messa in crisi forse da un grande terremoto. Essi non formarono un organismo politico unitario, ma si ressero in piccole città indipendenti, retti da re guerrieri, gli eroi omerici, appunto.

Dopo il 1000 a.C. questa civiltà decadde (si parla di medio evo ellenico) per l'arrivo di nuove ondate di invasori della stessa lingua e cultura, che costituirono poi la Grecia classica.

Gli Achei si ridussero, poi, solo in una piccola e montuosa parte del Peloponneso ed ebbero un posto insignificante nello svolgersi della civiltà greca.


Ecco cosa -oggi- è rimasto a Micene:


1) PALAZZO IMPERIALE - 2) TOMBA DI AGAMENNONE
3) PORTA DEI LEONI - 4) LE MURA - 5) FONTE PERSEIA - 6) TOMBA DI ATREO


I poemi omerici narrano, quindi, questo mondo che appena si distingueva come lingua e cultura dai Greci dell'età classica. In che misura poi i poemi omerici effettivamente rispecchiano questa civiltà, non è facile dire. Un caso esemplare è quello dei carri da guerra: nei poemi omerici essi sono presentati, ma non ne viene compreso l'uso: i carri infatti , con due uomini a bordo, un auriga e un combattente, venivano lanciati in formazione serrata , un po'come i carri armati moderni. Nell'Iliade (nell'Odissea non sono mai presenti) invece, essi hanno la singolare funzione di portare il combattente , l'eroe, sul campo di battaglia; questi poi scende e combatte a piedI, una specie di fanteria motorizzata, diremmo noi. In un solo caso invece (nello scontro fra Achille e Asteropeo), gli eroi combattono restando sul carro, senza peraltro comprendere l'uso in formazione.

E' da ritenersi che era rimasta nella memoria collettiva dei cantori una eco di una civiltà ormai tramontata, ma essa era commista a molte fraintendimenti e sovrapposizioni, per cui è difficile stabilire quanto nei poemi omerici faccia riferimento alla reale civiltà Micenea.

In generale diremmo che la civiltà Micenea fu molto più industriosa e pacifica di quanto appaia nell'Iliade e che il carattere puramente guerriero è tratto invece, proprio dalle nuove ondate di Greci che avevano distrutto quella civiltà.




fonte : http://cronologia.leonardo.it/storia/troia.htm

Byllis : tra le scoperte più importanti del Mediterraneo.

Byllis è un sito archeologico tra i più importanti in Europa per quanto riguarda il periodo che risale a 2500 anni fà.
E stato scoperto il laboratorio dell'Olio , una cantina e laboratiorio del vino, laboratorio dellafusione del vetro e tanto altro.
Si trova nell'Albania centrale e si trova sulle cime di una collina dove si puo osservare mare montagna e terre lontane.
Non è raggiungibile facilmente e si trova molto fuori dai centri abitati .quasto ha permesso un abuona conservazione.

Byllis si estende su un vasto spazio. Da lì si può vedere la metà del territorio
dell'Albania. Da lì, l'occhio cattura Janina, monte Tomorri, Mare Adriatico e
tanto altro. Byllis ha carattere epico. . Egli si distingue con le altre città
del periodo ellenistico. Seri ricercatori vedendo il sito deducono che si tratta
di una copia della città ellenistica greca, ma un'altra forma in termini
archittetonici . La cosa più importante che tutte i reperti e le strutture sono ben conservate per il semplice motico che in epoche successive alle loro costruzioni non è stata abitata.



Storia
Gli inizi della sua appartenenza risalgono alla metà del IV secolo a.C fino alla
fine del VI secolo dopo Cristo ,quindi ha avuto circa 1000 anni di vita(10 secoli).
Infatti dopo il VI secolo d.c , non è il più stata popolato ,in questo modo è
stata diffesa dalla rovine che potevano avvenire con costruzioni nuove nel
tempo.
Grazie a questo fatto, Byllis è un importante centro per il VI secolo, quando fu
abbandonato, ma anche per i periodi precedenti. Questo perché molti dei
monumenti che appartengono al tempo prima del secolo VI secolo, non sono
utilizzati e sono meglio conservati. Byllis, è oggi la città antica meglio
conservata nel Mediterraneo.
Oggi gli scavi non sono stati completati e cè tantissimo da riportare alla luce.
Byllys è oggi una degli antiche città meglio conservate che risale a 2600 anni
fà.

Questo centro sta fornendo e fornirà risposte a molte domande del passato la
vita, la pianificazione urbana e l'economia.
Finora, l'Istituto Archeologico ha ricevuto dati per quanto riguarda gli edifici
religiosi, la lavorazione dell'olio e del vino.


Edifici che sono stati scoperti

Episcopato di Byllis è una vasta area di 8.000 metri quadrati. Dal
complesso si è scoperto solo la metà del sito in quanto l'instituto di
archeologia ha ancora tanto da scoprire con cura e pazienza.
Si tratta di un paese intero antico. Come parte della cattedrale della città,
dove gli scavi iniziarono nel 1984.
La Cattedrale nel Bylis è composto dalla Chiesa, il Battistero e complesso episcopale (il palazzo del vescovo). Chiesa o il vescovo, nel secolo VI secolo divenne proprietario di un grande in città e
svolgono un ruolo importante nella gestione e l'economia. Così che nel 1991,
avevano completato lo scavo completo la scoperta del Battistero .

Nell stesso anno, gli archeologi avevano scoperto l'officina del legno e e della
trasformazione della pietra.
In queste trutture hanno trovato strumenti e utensili in legno per la
trasformazione della pietra.
Si spera che in futuro si possa trovare il laboratorio della latte (pastorizia )
e della Ceramica.

Anni fa sono stati trovati graffiti si trova ai bordi di recipienti che parlano
proprio di Byllis Si è appreso che questo piccola città è stata importante non
solo per la produzione di bestiame e prodotti agricoli, ma appare anche nella
produzione di ceramica.



Il Teatro

Il teatro è il il monumento più importante a Bylis per quanto riguarda
l'antichità. Il teatro infatti è ben conservato.
Inoltre è stato scelto l'angolo sudorientale della piazza per la sua costruzione
in quanto era una parte dove il terreno facilmente scavabile ed era facile da poter
costruire le scale.
Inoltre, questa posizione è adiacente al muro di cinta della città offrono
l'opportunità di comunicare direttamente con chi
proveniva da una gran parte degli spettatori, senza dover passare attraverso i
quartieri della città.
I visitatori provenienti da stadio, oppure quelli che entravano in città dalla
porta,potevano notare il teatro in questo modo poteva essere attraente e rappresentare un
magnifico edificio.


La cantina di vino in Bylis
La cantina del vino in questo sito è la meglio conservata nel Mediterraneo non solo per il periodo della tarda antichità, ma per tutti i periodi,.
In questa cantina si può osservare l'intero processo di
produzione del vino, dal momento dell'arrivo delle uve per estrarre il vino. Si
tratta di una veranda con un cortile in cui le uve provengono, si scaricavano e si depositavano all'interno. Da qui attraversava tutte le fasi di lavoraziopne.
Sono state trovate 2 grandi vasche ma si pensa che c'è ne siano altre.

Finora sono state scavate due grandi Vasche e un altra che è stata identificata,
ma ancora non si sa quante potrebbero essere in totale. Le vasche grandi sono le
dimensioni di tre metri per tre e due metri di altezza. Da questo si può
comprendere che la quantità di vino che si lavorava era molto grande.
Questa è tra le più grandi cantine di vino dell'antichità .
Questo non è Cantina della città, ma appartiene al vescovo della città, il che
significa che appartieneva al Episcopato .
Si puo pensarte che la città avrebbe avuto cantine più grandi di questa.

Questa cantina offre la possibilità di capire un modello di trasformazione antico del vino .
Parte della cantina scavata è di circa 2000 metri quadrati e dispone di tanto
spazio.Gli edifici erano generalmente a due piani, al piano superiore è usato per un'altra cose.
I recipienti per il vino erano fatti erano di argilla



Due parole sulle cantine del vino
Cantine del vino ci sono state anche nel periodo romano e sono ben conservate e
si trovano nella zona di Israele e Palestina, invece in altri territori non c'è
ne sono ben conservate nella storia.
La cantina di Vino di Byllis facceva parte della vita economica della città.
Era anche un centro di produzione e di commercializzazione. Il complesso
In Albania, fino al 19 ° secolo, il vino è stato usato molto e più tardi si
inizio a usare l'uva anche per produrre la grappa.


Laboratorio dell'Olio
Laboratorio dell'olio d'oliva è stata scoperta pochi anni fò dal team di
archeologi che hanno lavorato nel corso del 2008 in questo centro.
E scato scoperto la fresatura(il mulino) che macinava l'oliva e poi ci sono
anche i forni per trasformazione in Olio e poi sono state trovate resti di
materili


Guarda il video

video




Immagini del sito archeologico




Scandalo in Albania: Italiani utilizzano i Bambini nella Caccia





Quasi non ci volevo credere.
Quando Aurel mi ha segnalato questo reportage di poche ore fa di Top Channel , una delle più importanti televisioni albanesi, mi sono detto che suvvia, non era possibile. D'altronde quella lingua non la comprendo affatto, magari chissà.

Ma è bastato qualche riscontro in più, qualche veloce ricerca, per capire ciò che sta accadendo in Albania. La stagione della Caccia è al suo apice, il parco della Divjaka richiama cacciatori da tutto il Paese, ma non solo. Arrivano anche dall'Italia. Il volo per l'Albania è alla portata di tutti, veloce e conveniente. La mancanza di leggi e controlli, mixata alla ricchezza della fauna ["HTML clipboard Caccia in Albania" - "HTML clipboard Italcaccia"], si trasforma in qualcosa di particolarmente invitante per il patito della Doppietta. Ci sono persino società Italo-Albanesi che forniscono tutto il necessario, armi, albergo, trasporto e dritte sui luoghi più "caldi". Ed è qui che sgorga a fatica una storia di miseria e soprusi, che va immediatamente raccontata.

I cacciatori italiani che arrivano fin laggiù, alcuni almeno, utilizzano i bambini del posto come "Cani da caccia". Per terra un incredibile numero di Volatili. E a raccoglierli, come si vede dal video, dei bambini. Caccia e sfruttamento di lavoro minorile, una sorta di "Picco Negativo", come si racconta nel servizio. I bambini "strisciano per terra", riordinano diligentemente le prede, dovrebbero "essere a scuola o a divertirsi", ma riescono ad eludere il controllo dei genitori.

E non è finita qui. La paga, in rarissimi casi, arriva ad 1 o 2 euro a battuta. Spesso basta una mela, un panino, ma questo solo per i più fortunati. Oppure, dopo una giornata di lavoro, un paio di Proiettili, così, per giocarci sù. Alcuni bambini, e qui il respiro s'interrompe, raccontano di avere subito anche delle molestie: i cacciatori per evitare di pagarli ed infastiditi dalle loro successive proteste, si sarebbero persino "Calati le Mutande", altri avrebbero invece preferito la via del bastone.

La giornalista si rivolge ad uno degli uccellatori. "Ma lo sa che tutto questo è proibito?". "Ah, non sapevo", la risposta seccata del Cacciatore Italiano.

In fin dei conti il nostro è il Paese che ha proposto in Parlamento di non negare a nessuno il diritto di tenere in mano un bel Fucile, nemmeno ai 16enni. E non solo: caccia tutto l'anno, abolizione delle specie protette, ricorso ai richiami vivi, possibilità di sparare un po' ovunque, insomma, la tipica avversione alle regole che caratterizza questo altissimo presente socio-politico. Fetida deregulation, ma ci si dovrà pur divertire, dirà qualcuno. Altrochè lotta al bracconaggio o tutela dell'ambiente, come HTML clipboard lamentano quei bacchettoni della Lipu. Ecco, se la Vergogna non ci blocca in casa nostra, ci conosciamo, figuriamoci altrove.

fonte : http://nonleggerlo.blogspot.com/

Post in evidenza

La storia dei 130 carabinieri in Albania nel 1943 (una storia dimenticata)

Dopo la fine della seconda guerra mondiale l'esercito italiano in Albania si trovava circondato dai tedeschi e dai comunisti albanesi....