Albanesi a Venezia (1479-1552)

Lavanzata turca nei Balcani nel Quattrocento e loccupazione delle terre d'Albania costrinse molti alla fuga: tanti albanesi ripararono a Venezia. Quale fu la politica di accoglienza della Serenissima? Quale destino ebbero le donne, i bambini e gli uomini scampati agli eventi bellici? Il libro segue le loro vicende e il processo di integrazione nel tessuto socio economico veneziano. Illustra inoltre i contributi albanesi alla cultura umanistica veneziana.

Lucia Nadin ha trascorso un lungo periodo di studio e di lavoro in Albania con incarichi presso lIstituto Italiano di Cultura, lUfficio Culturale dellAmbasciata dItalia e come lettrice di italiano allUniversità di Tirana.








Scuola di Santa Maria degli Albanesi a Venezia


La Scuola di Santa Maria degli Albanesi è un edificio della città di Venezia, situato nel sestiere di San Marco al numero 2762 in calle del Piovan. È stata una delle scuole di mestiere e di devozione di Venezia ed è attualmente sede di un'abitazione privata.

La Scuola degli Albanesi raccoglieva tra i suoi confratelli gli albanesi residenti o di passaggio a Venezia. L'edificio risale alla fine XV secolo e verso il 1531 furono aggiunti in facciata gli stemmi delle famiglie Loredan e Da Lezze accanto ad eleganti rilievi della scuola dei fratelli Lombardo, con la Vergine col Bambino tra i santi Gallo e Maurizio . C'erano siversi simboli in cui l'Albania, come tutti i Balcani, era gravemente minacciata dall'avanzata del Turchi ottomani. La stessa Scutari era infatti caduta nel 1479 e da allora la comunità albanese di Venezia era notevolmente incrementata.

Nel 1504-1508 la sala principale, l'"Albergo", venne decorata da un ciclo di teleri con Storie della Vergine di Vittore Carpaccio, in gran parte frutto di aiuti.

Dal 1780 l'edificio ospitò la Scuola dei Pistori, cioè dei fornai. Nel 1808 la Scuola, al pari delle altre confraternite veneziane, fu soppressa dalle leggi napoleoniche e il suo corredo artistico e decorativo disperso. Oggi le tele di Carpaccio si trovano sparse tra i musei di Venezia, Milano e Bergamo.
E una storia da completare per quei albanesi che ebbero ruoli principali nella Venezia del 1500.

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