Kledi Kadiu : in Bangladesh ho visto la povertà che noi albanesi non abbiamo mai conosciuto

Kledi Kadiu : il ballerino albanese,come testimone dell'Unicef ,si è recato in Bangladesh e ha visto tanta povertà che non ha mai visto in vita sua.
Kledi invitato a Matrix ,dice che i viaggi della speranza degli albanesi negli anni 90 erano dei viaggi di lusso , rispetto alla povertà in Bangladesh in quanto in Bangladesh la vita è molto difficile.
Kledi è molto amato in Italia come ballerino , è entrato nel cuore degli italiani anche per la sua drammatica e personale di emigrante , il quale emigrò dall'Albania negli anni '90 su una nave per raggiungere le coste italiane.

Tra tanti albanesi l'Unicef ha scelto Kledi, non solo per la sua drammatica emigrazionepersonale all'inizio , ma anche per la sua esperienza artistica e culturale.

In ogni intervista Kledi racconta sempre il suo viaggio della speranza verso le coste italiane...sembra che il pubblico italiano gradisca sentire spesso il ballerino emigrato e diventato famoso.


Kledi oggi non si dimentica di chi ha bisogno.Kledi ha portato un pò di sorriso ai bambini del Bangladesh.

Grazie Kledi !!!


Stalin: Gli albanesi hanno stesse radici etrusche, Enver Hoxha : Gli albanesi hanno origine pelasgica

Stalin: Gli albanesi potrebbero avere le stesse ragici degli etruschi , Enver Hoxha: Gli albanesi hanno origine pelasgica , il popolo più antico dei Balcani



"Qual è l'origine e la lingua del tuo popolo?" mi chiese Stalin, tra le molte domande, "La tua popolazione è simile a quella dei baschi? ha continuato: "Non credo che il popolo albanese è venuto da dentro l'Asia, e neanche di origine turca, perché gli albanesi sono una popolazione più antica dei Turchi .Forse il vostro popolo ha radici in comune con gli etruschi rimasti nelle vostre montagne , perchè una parte è andata in Italia , alcuni sono stati assimilati dai Romani e alcuni andarono nella Penisola Iberica. "



Io ho risposto al compagno Stalin che l'origine del nostro popolo era molto antica, compresa la lingua che è una lingua indo-europea. "...ci sono molte teorie riguardo a questa questione", ho continuato, "ma la verità è che la nostra origine è dall' Illiria. Noi siamo una popolazione di origine illirica. Esiste anche una teoria che sostiene la tesi che il popolo albanese è il più antico dei Balcani e che i Pelasgi erano i padri degli antichi albanesi pre-omerica ".


Ho continuato a spiegare che la teoria Pelasgica era difesa da tempo da molti ricercatori, in particolare dagli studiosi tedeschi. "C'è anche uno studioso albanese", gli dissi, "che è conosciuto come un esperto sull' Omero, che ha raggiunto la stessa conclusione, sulla base di alcuni termini utilizzati nella Iliade e l'Odissea, che sono oggi in uso dagli albanesi, per esempio, la parola "gur" , che in russo significa "kamenj" , Omero usa questa parola come prefisso per la parola greca, dicendo: "Guri-Petra"(pietra). Così, sulla base di tali parole,tenendo presente l'oracolo di Dodona ed alcuni documenti o etimologie delle parole che nel tempo sono state trasformate , secondo molte interpretazioni filologiche, gli scienziati concludono che i nostri antichi antenati erano i Pelasgi, e che vivevano nella penisola balcanica prima dei Greci .


"Tuttavia, non ho sentito dire che gli albanesi sono della stessa origine, come i baschi," ho detto al compagno Stalin. "Una tale teoria può esistere, così come la teoria che lei ha citato, che alcuni degli Etruschi sono rimasti in Albania, mentre il resto si era stabilito in Italia, e una parte nella penisola iberica, la Spagna . E 'possibile che questa teoria può anche avere i suoi sostenitori, ma non ho nessuna conoscenza su di esso. "


"Nel Caucaso abbiamo un paese chiamato Albania," mi chiese Stalin aggiungendo. "Ci può essere qualche collegamento con l'Albania?"


"Non lo so", dissi, ma è un dato di fatto che nel corso dei secoli, molti albanesi, sono stati costretti ,dall'invasione ottomana ,da feroci guerre e persecuzioni dai sultani ottomani , sono stati costretti a lasciare la loro patria e stabilirsi in terre straniere dove si sono formati interi villaggi. Questo è quello che è successo a migliaia di albanesi che si stabilirono nel sud Italia nel 15 ° secolo, dopo la morte del nostro eroe nazionale Skanderbeg, e adesso ci sono zone abitate in tutta Italia, che mantengono pure la loro lingua e costumi della patria antica dei loro antenati, anche se hanno vissuto in un paese straniero per 4-5 secoli. Inoltre, "ho detto al compagno Stalin", in Grecia intere regioni sono abitate da albanesi, altri si stabilirono in Turchia, Romania, Bulgaria, America e altri paesi ... Tuttavia, sul paesino nel caucaso chiamato Albania non ho informazioni al riguardo', gli ho detto" ....


Libro: With Stalin: memoirs
Autoro: Enver Hoxha
Edition 2
Editore: "8 Nëntori" Pub. House, 1981
(From the University of Michigan)

L'albanese è un uomo devoto fino alla morte - Charles Woods


Charles Woods: l'Albanese, devoto fino alla morte

"L'albanese è un uomo devoto fino alla morte. Una volta preso un albanese in servizio non è solo un lavoratore sicuro ma un amico sincero e fedele in tutto , ma anche un difensore più utile su eventuali difficoltà che si verificano."



Charles Woods nel libro "La Turchia e i suoi vicini"

(nella foto tipico vestito albanese nel 1813)

Garibaldi, agli Arbëresh "Avete combattuto come leoni"

La storia della partecipazione degli arbëreshë alla vita politica italiana è glorificata da numerosi grandi nomi. Infatti quanto mai decisivo, talvolta commovente, e il contributo dato alla causa dell'unità e dell'indipendenza italiana: sempre presenti nei moti insurrezionali, sempre presenti in tutte le guerre.

Garibaldi nel periodo dell'Unità d'Italia ringrazio gli Arbereshe per aver combattuto nelle dure batattaglie ed egli disse "Avete combattuto come leoni"


Giuseppe Pace (Castrovillari, 4 febbraio 1826), figlio di Muzio Pace, partecipò con il padre, nei movimenti di rinascita del 1848, guidando il battaglione nella battaglia di Campotenese castrovillari , composto per lo più da volontari provenienti da Eianina, Frascineto e S. Basile . Esiliato per qualche tempo a Londra. Al ritorno a casa nel 1860, organizzò e comandò il reggimento calabro-albanese nella memorabile battaglia Voltruno il Kapuas (Capua) meritando le congratulazioni di Garibaldi.

Questo è stato il caso in cui Garibaldi ha ringraziato gli Arbereshe e disse a loro "Avete combattuto come leoni "


I Garibaldini che si vedono ora nelle piazze italiane, per i 150 anni dell'unità d'Italia, ricordano anche gli arbershe che hanno combattuto per la libertà d'Italia.



Giovanni Laviola
“Dizionario biobibliografico degli italo-albanesi”
Volume 7 of Biblioteca degli Albanesi d'Italia
Editore: Brenner, 2006


Cinquecento lungresi con Garibaldi

I lungresi sono stati patrioti,

dei patrioti molto forti

che hanno combattuto contro i Borboni

e hanno liberato l’Italia del Sud.

Quando Garibaldi é passato in Calabria

il loro animo si é riempito di gioia,

ben cinquecento con lui sono andati

e le donne hanno cucito una bandiera con galloni dorati.

Damis li comandava

e tutti forti li voleva.

Quando erano sul Volturno

non avevano paura di nessuno,

Garibaldi li ha chiamati “ i leoni”

perché hanno sconfitto i borboni.




(in Arbereshe)
Pesëqind ungirnjotë me Gariballdin

Ungirnjotët qenë patrjotra,

patrjotra të fortëra,

kundir Burbunratë luftartin

e Italljen posht libërartin.

Kur Gariballdi ndë Kalabrjet shkoi

pjot hare i mbjoi,

pesëqind van me tënë

e gratë një flamur me galun i benë.

Damsi i kumandonej

e të fort i donej.

Kur ndë Vollturnit ishin

timur ata nëng kishin,

Gariballdi i thërriti “lliunrat”

se më truall shtun gjithë Burbunratë.






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