In Albania belle case ma nessuno le compra neanche a 10 mila euro.

In Albania il boom economico ha portato una concorrenza sul mercato immobiliare . Fino a 3 anni fa gli imprenditori e gli costruttori facevano grandi affari , ma oggi le cose sono cambiate . il prezzo delle case è sceso fino al 70%. In Albania come in Italia e in Grecia si fatica a vendere.
I palazzi costruiti di recente sono semivuoti , Quasi l'80 % degli appartamenti di costruzione nuova sono state comprate da emigranti che risiedono all'estero. Infatti quasi tutti gli albanesi all'estero hanno una casa in Albania , usate per le vacanze estive , Ci sono persone che hanno speso anche 50.000 nelle città turistiche , ma poi arrivato il mese di settembre chiudono le tapparelle perchè poi se ne vanno tutti all'estero.
Cosi come la Grecia anche l'Albania sente la crisi , molti emigranti albanesi in Italia e Grecia sono tra le prime vittime della crisi e adesso stanno ricorrendo per vendere la casa comprata in Albania. Ma nessuno spende una cifra alta come 4-5 anni fa.!!
Una casa comprata 5 anni fa  40.000 Euro oggi non la si riesce a venderla neanche per 15 mila euro.
C'è da considerare che molti albanesi comprano la casa in Albania facendo sacrifici all'estero ma poi ritrovarsi la propria casa svalutata nel giro di 5 anni del 60%.








DISCOUNT ATENE: APPARTAMENTI IN VENDITA A 7MILA EURO, MA NESSUNO LI COMPRA PER LE MAXI-TASSE (MANCO I CINESI)

Effetti della crisi greca: mercato immobiliare ko per le tasse e la miseria - Ad Atene appartamenti in centro in vendita per cifre intorno ai 10mila euro, ma non li comprano più nemmeno gli albanesi - le supertasse sugli immobili sono un incubo - Fallisce la “promozione cinese” di Samaras...

Dimitri Deliolanes per "il Foglio"
EURO CRACEURO CRAC
Un appartamento o uno studio di due stanze a meno di diecimila euro: lo si può trovare al centro di Atene, ma anche a Salonicco, a Patrasso, perfino nella turistica Corfù oppure nell'isola di Creta. Non ruderi da ristrutturare, ma case pronte per essere abitate.
E' il panorama da svendita del mercato immobiliare della Grecia in crisi, descritto dal quotidiano economico Imerisia in un documentato reportage, basato sui dati dell'Unione proprietari immobiliari (Pomida).
La città in cui i prezzi sono letteralmente crollati rispetto a cinque anni fa è Atene, specialmente nel centro della città, abbandonato da decenni al degrado. Quartieri centrali come Kypseli, Patisia, persino il famigerato Agios Panteleimon, roccaforte dei nazisti di Alba dorata, sono stati gradualmente abbandonati dai residenti greci, sostituiti da immigrati.

Ora anche gli immigrati se ne vanno. Specialmente gli albanesi, al primo posto tra le comunità straniere in Grecia, hanno da tempo ripreso la strada del ritorno in patria. Gli appartamenti in cui vivevano, spesso in affitto, qualche volta di proprietà, sono rimasti vuoti. E sui proprietari pesano le tasse e i costi di mantenimento.
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Le tasse, appunto. Fin dallo scoppio della crisi, la proprietà immobiliare è stata la più sicura fonte di entrate per le casse dello stato. Non c'è solo l'analoga dell'Imu, qui chiamata "tassa straordinaria di solidarietà", che sarà protratta fino al 2016. C'è anche la rivalutazione del valore catastale, decretato nel 2011 ma calcolato sui valori di mercato del 2005, di regola tre o quattro volte più alti degli attuali.
Qualche esempio: un appartamento di 55 mq al centralissimo quartiere Kypseli, palazzo del 1958 in ottime condizioni, si vende per undicimila euro. A Patisia, un appartamento di 68 mq in una palazzina del 1976 si vende a settemila euro. A Salonicco, 50 mq in vendita a diecimila euro. A Corfù, una villetta fuori città di 55 mq con un piccolo giardino, diecimila euro. Ma anche con questi prezzi, gli immobili rimangono invenduti e vuoti.
PROTESTE ATENEPROTESTE ATENEPOVERTa AD ATENEPOVERTA AD ATENE
La Pomida calcola che gli appartamenti vuoti siano tra i 200 e i 270 mila in tutto il paese, e propone la sua soluzione: modificare la legge che impedisce ai proprietari di cedere gli immobili al demanio, come saldo per le tasse dovute. Da quest'anno, per debiti all'ufficio delle imposte per più di cinquantamila euro è prevista la condanna a un anno di carcere.
Durante la sua visita a Pechino, nel maggio scorso, il premier Samaras aveva invitato i cinesi - ma fino a oggi con scarsissimi risultati - ad acquistare immobili in Grecia, visto che la legge cinese prevede per i proprietari di immobili all'estero l'esenzione dall'obbligo del figlio unico.

Saviano copia dai giornalisti albanesi

Lo scrittore Roberto Saviano è stato accusato dal giornale albanese "Investigim" di aver plagiato i suoi articoli riguardo i rapporti tra la camorra e i servizi segreti albanesi durante la dittatura comunista. I giornalisti di Investigim accusano Saviano di aver ricevuto documenti dalla redazione del giornale e che il giornalista italiano non ha citato la fonte degli articoli che spetta a giornalisti albanesi i quali hanno dedicato tempo e inchiesta sul legame Camorra e servizi segreti albanesi durante la dittatura comunista.I servizi segreti albanesi durante la dittatura comunista si chiamavano "Sigurimi".
Intanto il giornale libero-news.it riporta la notizia dell accusa.

"Si dice che i primi abitanti della nostra Italia furono i Pelasgi” - Eneide (Virgilio nel I secolo a.C.)




Foto disegnata da EMANUELE CALIFANO per il 4° CONCORSO LETTERARIO CITTA' DI GROTTAMMARE SEZIONE POESIA IN LINGUA

Il giuramento sulla pietra - La religione dei Pelasgi è viva in Albania




Uno dei riti che appartengono all’antica religione dei Pelasgi, e che nemmeno il Cristianesimo o l’Islamismo sono riusciti a cancellare dalla mente del popolo albanese, è il giuramento sulla pietra, che esiste ancora oggi e si usa nei paesi montuosi dell’Albania con la stessa solennità dei tempi antichi.

Nei casi più gravi, quando si tratta di prendere una decisione di vitale importanza gli anziani, che sono i capo famiglia (o capo tribù), musulmani o cristiani che siano, vengono invitati dagli avversari a giurare sulla pietra prima di iniziare le discussioni per le cause che sono stati chiamati a giudicare. Questo giuramento si fa molto spesso anche ai giorni nostri, sia nell’Albania del Nord, sia nell’Albania del Sud, e si accompagna alle stesse modalità e alle stesse maledizioni per chi lo infrange che spesso sono state descritte dagli storici antichi.

Gli abitanti dell’Epiro, della Macedonia e dell’Illiria, e cioè gli abitanti che appartengono alla etnia pelasgica o albanese, usano giurare sulla pietra anche ai giorni nostri, così come altri popoli giurano su Dio, su Cristo o sul proprio onore. Cosi, quando parlano fra loro, gli abitanti dell’Albania del Nord, prendendo una pietra nelle mani, dicono: Për këtë peshë! (Per questo peso); invece gli abitanti del Sud Albania dicono: Për të rëndët e këtij guri! (Per il peso di questa pietra).


Fino ad oggi non abbiamo riscontrato questo rito nelle consuetudini religiose della Grecia (né abbiamo testimonianze che affermino il contrario). Quello descritto è un rito primitivo, che solo i discendenti dei Pelasgi hanno conservato e che hanno portato con loro nel corso delle migrazioni verso i luoghi dove si sono fermati definitivamente. I Pelasgi, che non si distinguevano per l’esercizio delle belle arti e che non avevano una educazione raffinata, adoravano la natura e i suoi fenomeni benevoli; i loro dei erano la terra, il cielo, la montagna, i campi, l’acqua, il fuoco, la roccia, il sole, la luna, le stelle ecc. Il popolo albanese, in particolare gli abitanti dei paesi montuosi, spesso giurano sulla terra e sul cielo (Për qiell e për dhe!), sul il fuoco e sull’acqua (Për këtë zjarr e për këtë ujë!), sulla montagna e sui campi (Për mal e për fushë!), sul il sole e sulla luna (Për këtë diell e për këtë hënë!), invece di giurare su Dio e sui santi. Questi riti, che ci riportano indietro nella notte dei tempi, sono rimasti uguali e intatti, anche se i secoli sono passati. Gli Albanesi non hanno trovato altre parole per immaginare gli dei. La lingua, le tradizioni, la religione, tutto è rimasto pelasgico in ogni angolo dell’Albania, senza risentire dei mutamenti della civiltà o del tempo trascorso.

Abbiamo a che fare veramente con un enigma. Come mai una lingua cosi antica, la più antica d’Europa come quella albanese, che era parlata solo da un milione di persone, ha potuto rimanere quasi intatta cosi com’era alle origini, senza avere né una sua letteratura e né il supporto di una civiltà particolarmente avanzata? La lingua di questa popolazione, come coloro che la parlano, ha superato tutte le traversie, perché l’Albanese è rimasto Pelasgo ovunque è emigrato. Questo fatto, straordinario ed inspiegabile nello stesso tempo, si è verificato non solo in Epiro, Macedonia, Illiria (e cioè in quella zona che si chiama Albania e dove la popolazione è omogenea e compatta), ma anche nelle regioni montuose dell’Attica in Grecia, nelle colonie albanesi dell’Italia, e in Dalmazia, e cioè in qualsiasi posto dove questo popolo ha soggiornato durante le sue migrazioni. Anche se ha abbracciato altre religioni, e si è integrato con altre popolazioni, il popolo albanese mantiene intatto il ricordo della sua religione primitiva e della sua lingua madre che, anche a stretto contatto con altre culture, non è cambiata per niente e non è diventata un idioma diverso.

Questo fenomeno, che gli storici greci hanno notato fin dai tempi antichi, e che appare chiaro anche oggi agli studiosi della cultura albanese, merita veramente tutta l’attenzione dei filologi e dei ricercatori, e dovrebbe diventare oggetto di studio approfondito e paziente. Da questo lavoro di indagine la storia dei popoli del Mediterraneo avrebbe solo da guadagnare. Oltre quello che abbiamo scritto finora per avvalorare la tesi dell’antichità del popolo albanese e della sua estraneità dalla cultura ellenica, ci sono altri fatti che rafforzano tale teoria. In Albania, ad esempio, vi è l’usanza largamente diffusa di prevedere gli eventi. Cosi “l’oroscopo” viene formulato mediante l’esame delle interiora o di alcune ossa degli animali, del volo degli uccelli, o interpretando l’ululato del lupo, i sogni, ecc. Queste usanze sono talmente radicate che niente e nessuno finora è riuscito a limitarne l’influsso nelle consuetudini collettive. Le cerimonie funebri, le purificazioni attraverso l’acqua, e molte altre pratiche che derivano direttamente dal culto primitivo dei Pelasgi, e che sono ancora in uso anche ai giorni nostri, provano che gli Albanesi, pur convertiti in cristiani o musulmani, hanno conservato intatte la loro religione antica e la loro lingua.

Liberamente tratto dal libro E vërteta mbi Shqipërinë dhe shqiptarët dell’autore Pashko Vasa



Gli albanesi sono eroi che si sono distinti in tutte le lotte contro la tirannide : Giuseppe Garibaldi

Va segnalata inoltre, tra le fila dei garibaldini nella stazione 1860-’61, la presenza di numerosi italo-albanesi. Il passaggio di Garibaldi in Calabria e il proclama del generale al vigore dei “discendenti di Skanderbeg” favorirono la costituzione di un reggimento italo-albanese al comando del colonnello Domenico Damis di Lungro tra cui un gruppo di giovani scappati dal collegio di Sant’Adriano (Pacukaj 2011).

. . .
«Gli albanesi sono eroi che si sono distinti in tutte le lotte contro la tirannide» affermò il 2 ottobre Garibaldi mentre donava 12000 ducati al collegio di S. Adriano a S. Demetrio Corone (Lorecchio 1904).

Titulo: Academic Journal of Interdisciplinary Studies
Titulo del'articolo: Italian Risorgimento and the European Volunteers
Autore: Antonello Battaglia, Sapienza University of Rome, Italy
Editore: MCSER-CEMAS-Sapienza University of Rome
Vol 2 No 1, March 2013



Thënie mbi shqiptarët e Shqipërinë

  1. “Koha është e maskarenjve, por atdheu i shqiptarëve” - Ali Asllani
  2. “Ka njerëz të mirë në botë (e ka fjalën për shqiptarët). Ky është një manifestim i njerëzve të mirë. Dhe ata ndodhën të jenë muslimanë. Është tregim i cili duhet treguar. Ideja se të gjithë muslimanët janë teroristë – kjo paranojë po gjithpërfshinë perëndimin. Kjo është çmenduri.” (Norman Gershman, Aspen Time, 2012)
  3. Shqiptarët, kanë lindur të rezistojnë dhe të mos binden. (Dursam Beu, gjatë rrethimit të dytë të Krujës)
  4. “Është kulturë e tyre (e shqiptarëve). Ndokush që paraqitet para derës së tyre, i strehojnë nga rreziku. Qoftë edhe armiku i tyre vdekjeprurës.”  (Stu Huck, Aspen Time, 2012)
  5. “Shqiptarët janë kulturë e veçantë. Gjuha e tyre është e veçantë…” (Stu Huck, Aspen Time, 2012)
  6. Ata (shqiptarët) mund të jenë vetëm ushtarë, por asnjëherë mos i lerë të të ofrohen afër pjatës, dhe mos i bëj të gjunjëzohen para teje nëse nuk e ke ndërmend tua heqësh kokën. (Sulejman Pasha i ndriçauri)
  7. Shqiptarët … kanë kodin e vetë të nderit dhe janë të besueshëm deri në vdekje. (H. Charles Woods)
  8. Ata të cilët marshuan drejt Babilonit, Persisë dhe Indisë  ishin paraardhës të shqiptarëve… (Wadham Peacock)
  9. Nëse dëshiron që njëqind italianë të heshtin, vrite një. Nëse dëshiron që njëqind shqiptarë të heshtin, duhesh të vrasësh nëntëdhjetë e nëntë. (Lord Byron)
  10. Më pëlqejnë shumë shqiptarët, ata nuk janë të gjithë turq, disa fise janë të krishterë. Por feja e tyre  bën pak dallim në mënyrën ose sjelljen e tyre. Ata janë me famë, trupat më të mira në shërbimin turk. (Lord Byron (1830), Letrat dhe Ditaret eLord Byron, faqe 161)
  11. Tek ne shqiptarët, politikën e bëjnë historianët, ndërsa historinë politikanët! (Rexhep Qosja)
  12. Sot në kohën e globalizimit nuk ka çështje kufijsh mes shteteve të kombit të njëjtë. (Fatos Nano)
  13. Nuk di asgjë mbi komunizmin. Por e di se shqiptarët më kan dashur. Për arsye të njëjtë siç më do secili. Sepse i kam bërë të qeshin. (Norman Wisdom)
  14. Me gjak the origjinë jam shqiptare. (Nënë Tereza)
  15. Disa ditë pasi arritëm në këtë fshat, Spiro Milio iu prezantua Mavrokordatos, me një trupë prej dyqind Kimariotë të përzgjedhur, burrat më ushtarak nga e gjithë ushtria. Ata nuk dallohen nga shqiptarët, ata vishen dhe kanë gjuhë tërësisht të ngjashme, por megjithëse fenë e kanë greke ata nuk kuptojnë as edhe një fjalë greke. (J.Millingen, Memoirs of the affairs of Greece, Londër, 1831, faqe 208-209.)
  16. Ata janë të shpërndarë me rrënojat e perandorive të vdekura- fuqive të vdekura – vetëm shqiptari “vazhdon përgjithmonë”. (Edith Durham, High Albania (1909))
  17. Historia e vërtetë e njerëzimit do të shkruhet vetëm kur shqiptarët do të marrin pjesë në të shkruarit të sajë. (Maximilian Lambertz, Albanien erzählt: ein Einblick in die albanische Literatur (Berlin 1956))
  18. Skënderbeu ua kalon të gjithë oficerëve, të lashtë dhe moderne, në drejtimin e një ushtrie mbrojtëse. Kam takuar atë në historinë e Turqisë, por askund tjetër. (Gjenerali James Wolfe)
  19. Çdo shtet ka mafi, mafia shqiptare ka shtet. (FBI duke diskutuar mbi mafinë shqiptare)
  20. Shqiptarë kanë lindur të përballojnë dhe kundërshtojnë. (Dursam Bey, gjatë Luftës së Dytë të Krujës 1466))
  21. Ata të cilët marshuan në Babiloni, Persi dhe Indi ishin paraardhësit e shqiptarëve … (Wadham Peacock: The Wild Albanian 1913)
  22. Asnjë popull tjetër i botës në të cilën ne jetojmë, nuk është aq i panjohur për evropianët e perëndimit për sa i përket prejardhjes, historisë dhe gjuhës, sa shqiptarët.”E megjithatë, ata janë popuj kryesorë, të lashtë e të rëndësishëm, që çdo historian do të dëshironte t’i njihte: historia e tyre do të plotësonte zbrazëti të mëdha në historinë e vjetër e të re të Evropës. Por… ata sot nuk luajnë më ndonjë rol të veçantë. Ata janë të nënshtruar, ata janë fatkeq dhe historiani shpesh është po aq i padrejtë, sa dhe njeriu i zakonshëm; ai nuk i përfill ata që nuk i ka prirë fati. (Johan Tunman, 1774, Leipzig,  “Kërkime në historinë e popujve të Evropës Lindore”. )
  23. Malazezët, që janë njerëzit më të gjatë në Evropë… janë me gjuhë serbë, megjithatë nuk ka dyshim se ata janë në një masë të madhe shqiptarë të sllavizuar; vazhdimësia kulturore mes dy popujve është mbresëlënës, dallimi i vetëm i vërtetë mes tyre është gjuha dhe besimi fetarë. (Carlton S. Coon, Montenegrins `Races of Europe’, Kapitulli  14 :The Greeks 1939)
  24. Ata janë mbi-njeiru i Niçes ( Fridrich Nietzsche), këta shqiptarët primitiv – diçka mes mbretërve dhe tigrave. (Henry Noel Brailsford)
  25. Ne shqiptarët, të cilit do religjion, jemi të gjithë vllezër në shtetin tonë. Ne gjithmonë do të jetojmë mirë dhe në paqe me njëri tjetrin, siç jemi duke jetuar, ne do të punojmë së bashku për përparimin e kombit tonë , dhe do ta mbrojmë atë me gjakun tonë  (Hafidh Ibrahim Dalliu)

detti sugli albanesi e l'Albania , presto anche in italiano.

La giovane Albania di Soros e Obama

Con le ultime elezioni politiche in Albania e la vittoria di Edi Rama nulla potrebbe cambiare nella politica albanese. La politica albanese è condizionata dalla politica americana e che in poche parole per gli Usa è indifferente il colore politico al comando.


Riportiamo qui un articolo di alcuni anni fa

IL REPORTAGE / DA «IO DONNA» 24 giugno 2009
Tirana, i ragazzi di via Elbasan
Il più vecchio ha 32 anni. Il leader, 29. Il loro partito potrebbe dare una spallata al potere in Albania

Genci Kojadheli ha deciso di entrare in politica un paio d’anni fa. «Ricordo il giorno preciso come fosse ieri» dice, mentre beve il suo espresso. A una riunione dell’Osce, organizzazione per cui al tempo lavorava, arrivò un ministro del suo paese, l’Albania. «Aveva un cellulare da mille euro. Ma non lo sapeva usare. “Perché un tizio che non è capace di mandare un sms è a capo di un ministero da 400 milioni di euro?” mi sono detto. Se hai una Maserati almeno impara a tirarla fuori dal garage».


Genci ha 32 anni ed è vecchissimo. In G99, il partito per cui si candida alle elezioni del 28 giugno, nel distretto di Valona, praticamente tutti sono più giovani di lui. E con gli sms sono imbattibili. La loro è una campagna elettorale fatta dal passaparola più che dagli adviser. Il presidente di G99, Erion Veliaj, ha 29 anni che è l’età media della popolazione albanese, la più giovane d’Europa.L’avversario da battere, Sali Berisha, al potere ininterrottamente dal 1992, di anni ne ha 65. È passato attraverso scandali, crisi e un tentato colpo di Stato, ma se l’Unione per il cambiamento, la coalizione guidata da Edi Rama, il sindaco della capitale, di cui i ragazzi di G99 fanno parte, tra un paio di giorni lo manderà a casa, sarà di stretta misura. I bookmaker di Tirana da mesi scommettono invariabilmente sul testa a testa.

L’Albania è giovane, ma il nuovo fatica ad avanzare. In via Elbasan, nel loft di G99 oggi sono rimasti in pochi a tenere il forte. «I candidati sono a fare campagna elettorale» spiega Erinda Shah, testa di serie nella circoscrizione di Fier, nel sud del paese. Al piano di sotto un piccolo esercito di volontari non smette di consegnare alla rete appuntamenti e appelli. Ci sono le tende che in pochi minuti vengono montate (e spesso altrettanto velocemente smontate dalla polizia) per raccogliere adesioni. Ci sono gli appuntamenti di “rock dhe politik”,un concerto ogni sera fino al giorno delle consultazioni: un camion che in mezz’ora diventa palcoscenico, un manipolo di supporter locali e, tra le ola dei ragazzi sulle note di Alban Skënderaj, star del rock melodico di Tirana, Erion Veliaj, bello quasi come George Clooney, incassa la sua parte di applausi e strilli.

«Il carisma del leader è importante»: Edi Rama, l’uomo che definì se stesso «una popstar tra i sindaci e un sindaco tra le popstar», lo sa bene. «Ma Erion non potrebbe fare tutto da solo» spiega, in perfetto italiano, dalla scrivania stracolma di libri e colori nell’ufficio più kitsch che mai municipio abbia visto. «In Europa la politica ha stancato giovani e vecchi. In Albania questo piccolo partito nato da una costola di Mjaft! (Basta!, creativo movimento studentesco tuttora operante, ndr) è riuscito a coagulare migliaia di volontari intorno a un’idea tutto sommato fuori moda: un paese più giusto dove vivere, opportunità, futuro».

Nina Cheruti ha 26 anni e ci crede. In piedi dalle 6, coordina i volontari e organizza serate nei locali in cui il buono per il drink è un facsimile del documento di identità di cui ancora 400mila albanesi sono privi e senza il quale non si può votare. «Ho una laurea. Assistente sociale. Ho studiato quattro anni per scoprire che un lavoro come il mio in Albania non esiste» spiega. «Andarsene? Io resto qui. Cambierà». Elona Hoxha ha 23 anni e un delizioso accento emiliano. «Studio a Reggio, scienza delle comunicazioni con indirizzo politico». Per la candidatura aspetta la prossima tornata, l’età minima è 25 anni. Oggi accompagna Arbi Mazniku, candidato numero due del distretto di Tirana, a incontrare i ragazzi di Vora, 20mila abitanti: quasi tutti diciottenni al primo voto. I neofiti - un trionfo di gel e T-shirt taroccate - fumano di nascosto, mandano sms, si sbaciucchiano. «Cosa volete fare da grandi? Raccogliere arance in Grecia o lavorare come ingegneri nel vostro paese?» chiede Arbi, alle spalle una famiglia che «mi ha sfinito per convincermi a leggere e studiare. Oggi solo il due per cento degli albanesi ha un’educazione davvero buona. Dodici è la media europea». Alla domanda: «Che cosa manca?» i ragazzi di Vora rispondono, timidi, che manca tutto: «Qui ci sono solo il bar e il campetto. E le ragazze - non che la politica possa farci niente - non le puoi frequentare a meno che tu non faccia sul serio. Ma se non le frequenti come puoi decidere di fare sul serio?». Qualcuno propone di creare un cinema all’aperto, dvd e sedie portate da casa. «Il caffè e il muretto non 46bastano più».

Olsi Abazi, candidato nel distretto di Tirana, giovane manager di due radio libere, ClubFm e Love Radio, «più o meno come 105 da voi», fa la domanda di rito: «Quanti di voi s’interessano di politica?». Si leva una mano sola. La riformula: «Quanti di voi sono interessati al proprio destino?». All’appello rispondono tutti. Non ricordano, non possono, i diciottenni albanesi fanatici di Armani e Dolce & Gabbana, gli anni in cui la tv di Stato trasmetteva dalle 6 alle 10 di sera e solo programmi tristi, né il crollo, quando la missione Pellicano mandava dall’Italia di che sfamare un paese di contadini che non sapevano più coltivare la terra. Aspettavano che fosse la radio a dare “il segnale della semina”. «Sono troppo giovani per avere le cicatrici della dittatura» spiega Veliaj, alle spalle «una tipica storia albanese»: orfano, scappato dal paese a 10 anni con uno zio, poi le borse di studio, il lavoro con la cooperazione internazionale dal Salvador al Perù, dal Burundi al Ruanda, e infine il ritorno a casa. «Ma questi ragazzi sono cresciuti nel grigiore - dai vestiti al pensiero - del post-Hoxha. All’inizio del 2000 ci siamo inventati Mjaft! per dimostrare che si poteva ridere della politica, dei dinosauri. Si varava una legge per dare privilegi alle mogli dei deputati? Noi mandavamo 10 ragazze vestite da Cenerentola ad assediare il Parlamento. Ma non basta più. Se prima parcheggiavamo gli asini davanti al ministero dell’Istruzione, oggi puntiamo a raddoppiare il budget di quel dicastero. Ed è molto più difficile».


Finanziato in parte, e apertamente, dalla fondazione Soros (il miliardario e filantropo americano che tanto ha influenzato i movimenti dissidenti “d’Oltrecortina”, da Solidarnosc alla Rivoluzione delle Rose in Georgia), Miaft! continua a iniettare «humour nero nel sistema». E dietro l’exploit di G99, a Tirana si sussurra che ci sia l’attiva collaborazione dell’ambasciata americana. «Il governo non ci lasciava fare comizi nelle scuole pubbliche» spiega Genci Kojdheli. «Allora abbiamo tradotto in albanese il libro del presidente americano, L’audacia della speranza, e - con l’aiuto dell’ambasciata - l’abbiamo portato nelle scuole, aggirando il divieto.La nostra campagna, del resto, assomiglia in piccolo a quella di Obama: blog, Facebook, portare al voto chi di votare non ha voglia, i delusi, gli scettici, anche i cinici. Ma se dietro G99 davvero ci fossero gli americani, io non dovrei usare il mio cellulare, il mio computer e, soprattutto, la mia vecchia macchina per fare Tirana-Valona tre volte a settimana ». Come si dice “Yes, we can” in albanese?


La Luna e il Sole il culto degli illiri (gli uomini liberi)




Uno dei Dioscuri con Qeleshe 
Il copricapo albanese è un indumento pelasgico e ilirico come lo è fustanella e oggi gli albanesi lo indossano come i loro antenati.

Ritornando indietro di 2000 anni ritroviamo questo copricapo in molte monete ,in molte statue e dipinti ; come ad esempio le statue di Ulisse che appaiono quasi sempre con un copricapo sulla testa ,sembra che questo sia il suo vestito tradizionale. Ulisse non è l'unico che porta questo copricapo che è oggi il segno distintivo degli albanesi.

Ulisse nei suoi vestiti riflette e porta la cultura pelasgica , la stessa cultura tramandato agli illiri e che oggi conservano gli albanesi.

La storia di questi eroi dell'antichità assomiglia alla storia degli eroi della rivoluzione greca (1800) , agli Arvanites i quali sono citati come eroi greci anche se essi erano albanesi. Ad esempio il vestiti con il gonnellino famoso albanese, è diventato l'abito nazionale greco, è diventato l'abito delle guardie presidenziali greche.

Nel 2010 gli storici greci hanno ammesso che la fustanella è un abito tradizionale
albanese . Il copricapo albanese veniva sempre indossato in completo con
la fustanella perciò per esclusione è un copricapo albanese Vi mettiamo
alcune immagini con il copricapo albanese.







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Ultime 2 foto sono Dioscuri al Camp

Gli italiani vestono albanese

Nella foto con il costume tradizionale albanese Ettore Sequi (ambasciatore UE in Albania ) , Riccardo Cocciante 


Thot (divinità egizia) parlava albanese , 40 anni di ricerca di Giuseppe Catapano

Il filologo romano Giuseppe Catapano, ha pubblicato il risultato di quarant’anni di ricerca in un opera capitale che si colloca perfettamente tra le ricerche filologiche. 

Il titolo dell’opera è THOT - TAT PARLAVA ALBANESE.
È scritta in lingua italiana, ma anche in arbëresh. Alterna delle parti in prosa, a suggestivi frammenti in poesia. L’autore ha basato la sua ricerca sulle opere degli storici dell’antichità. Numerosi sono i riferimenti ai bassorilievi e alle incisioni degli egizi, degli ittiti, dei greci e dei romani, oltre che alla scrittura, che l’autore riconosce come scrittura degli Illiri, antenati degli albanesi.
È bene precisare sin da subito che le affermazioni di Giuseppe Catapano concordano pienamente con le affermazioni di molti filologi, storici e archeologi inglesi, francesi, turchi e albanesi. Secondo Catapano, la lingua albanese, o meglio la lingua degli illiri, si parla da più di 12.000 anni. Inoltre, secondo un professore di linguistica anglo-germanica dell’Università dell’Indiana (Usa) la lingua albanese è il ramo più antico appartenente alla famiglia delle lingue indo-europee. Pertanto la lingua albanese è rimasta quasi del tutto immune al contatto con altre lingue ed ha ancora oggi preservato la sua natura unica e primordiale. Sappiamo già che i geroglifici degli antichi egizi sono stati inventati 4000 anni a.C., ma non sapevamo che questi geroglifici avevano un significato anche nella lingua albanese. È proprio questo fenomeno che il filologo Giuseppe Catapano ci spiega nella sua opera.
Ma chi era Thot? In egizio Tehut, era il dio della scrittura, oltre ad essere patrono degli scribi; noto anche come il dio del computo cronologico e guardiano del calendario; scopritore dei numeri e inventore dei geroglifici. I suoi poteri lo resero un mago temibile e il patrono indiscusso della magia.
Si descrive come un essere con corpo umano e testa di ibis (aquila). Secondo Catapano, Thot “parlava la lingua albanese” e compilò i geroglifici, cioè l’alfabeto fonetico degli antichi egizi, “basandosi nella sua lingua madre, la lingua albanese”. Thot era l’inventore della scienza antica. Sempre secondo Catapano, la lingua albanese si parla da oltre 12.000 anni.
Il nome di Thot deriva senza dubbio (sempre secondo l’autore) dal verbo thom, thua, thotë = dire, notizia ecc,della lingua albanese, cioè “messaggero degli dei”.
L’autore pensa, inoltre, di poter spiegare l’etimologia del nome Atlantide in greco Ἀτλαντίς (Atlantis) attraverso la lingua albanese. Per lui il nome di Atlantide si potrebbe spiegare così:
AT = PADRE (nella lingua albanese), LASH(TË) = VECHIO, cioè ANTENATI (bisnonni)
Ma cos’era Atlantide? Secondo Platone (427–347 a.C.) era un grande e potente continente, che 9.000 anni prima era sprofondato nell’oceano Atlantico. Secondo Catapano, era uno dei posti più sviluppati dove vivevano gli antenati della razza albanese. I superstiti, dopo la catastrofe che fece sprofondare Atlantide, passarono nella valle del Nilo, dove diedero vita ad una nuova civiltà. Secondo alcuni studiosi, la civiltà degli antichi egizi non è altro che il prolungamento, la continuazione della cultura nata ad Atlantide. Su questa linea si sono concentrate le ricerche scientifiche che Catapano ha condotto per molti anni. Gli scritti antichi degli egiziani si riferiscono ad Atlantide utilizzando il nome di Borea cioè bianca, dalla parola illiro-albanese bora (neve).

I greci chiamavano Pelasgi il più antico popolo della terra. I Pelasgi erano Divini

In questo articolo si parla della nascita della civiltà..

I greci chiamavano pelasgi il più antico popolo della terra. La loro razza arcaica, superiore in concetti, forte nella volontà e nei fatti, era per i greci cosi superiore in tutto che i pelasgii venivano chiamati da loro “dioi”, che vuol dire “divino.” La loro civiltà evolve sempre di più e tutti esseri del universo conoscevano questa oasi paradisiaca. Ma successe qualcosa e la loro felicita e tranquillità piano, piano, svanisce. Che cosa successe?





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GIGANTI, I NEMICI DI DIO

I giganti e le guerre del Signore


Tantissime leggende e miti del antichità ci parlano di un popolo misterioso, di grande statura, che dimorava in tutta la terra in quei tempi. Difficile a credere che non sono mai esistiti, perche non e possibile di avere tutti una psicosi in massa, par parlare della stessa cosa in tutti i angoli della terra. Perfino la Bibbia parla di loro. E allora noi cosa dobbiamo fare, credere o non credere? Per poter esprimere un parere, cerchiamo di capire chi sono, e da dove vengono.
Per capire meglio chi sono e da dove vengono i ebrei, ho provato di fare l’albero genealogico della famiglia umana, cosi come ci viene descritto nella Bibbia. Sono sicura che tutti i nomi sono fasulli cosi come anche tante descrizioni, ma di una cosa sono certa. Tutto il racconto biblico ha come base personaggi e storie vere, che furono poi adattate al racconto che oggi conosciamo.
Adamo umano, e Adamo universale, la persona che dette vita ha tutti esseri del universo. La linea maledetta, di Caino, non fu altro che la vera umanità che popolava la terra, persone con alte potenzialità, persone che vivevano in stretto contatto con la coscienza universale, persone che non hanno mai perso il ricordo delle cose passate, e conoscevano anche il futuro. Questi esseri erano il frutto della vita universale, che voleva evolvere, che voleva sperimentare nuove esperienze per comprendere di più la grande mente universale che e il Padre di tutti.
Adamo umano, e un essere generato da altri esseri di luce, che volevano popolare la terra, e quale convivevano pacificamente con il loro creato. I matrimoni misti tra questi e l’uomo, crearono una nuova razza, più forte, nobile, e piena di amore. Il colore della pelle della nostra razza si diversificò, la conoscenza tramandata dai padri celesti ai loro figli fecce che il nuovo uomo diventò di più consapevole della sua natura universale. Ma in quei giorni su la terra arrivo un'altra razza di esseri universali, crudeli e tiranni, che non potevano credere come mai qui possono vivere tante razze, cosi pacificamente. Loro volevano il dominio sul pianeta.
Su tutta la terra erano uomini, ma non tutti vivevano con gli esseri di luce. E un può come oggi. Nelle foreste pluviale, sono delle tribù che non hanno mai conosciuto la civiltà, e con tutto ciò anche loro raccontano strane storie di dèi che venivano dal cielo per portare loro la conoscenza. Quando pensiamo alla conoscenza, ci viene in mente la tecnologia. E no. La conoscenza che tante tribù hanno e più grande, potente e tante volte incomprensibile per noi. Loro conoscono l’universo, i pianeti, i segreti delle piante e il loro effetto miracoloso di guarigione, la potenza del sole e della luna e i loro effetti. Ma la cosa più sconvolgente e che tutte questi segreti li furono svelate di uomini bianchi, di alta statura, barbuti, con poteri incomprensibile per loro, molto buoni e pazienti, quale promisero di tornare. Quando Cortez conquisto America per la corona spagnola, tutto il popolo lo accolse con tanto affetto pensando che era il saggio che li dette la conoscenza e promesse di ritornare. I abitanti del continente Lemuria e quelli del Atlantide, erano anche loro uomini alti, bianchi, che conoscevano i misteri del universo e avevano grandi poteri.
Vedete, uomini che hanno vissuto con gli esseri di luce, erano diversi del resto del’umanità, perche i uomini che vivevano con loro in quei tempi, parlano di loro e della loro civiltà con grande ammirazione e rispetto. Erano loro i costruttori della grande civiltà fiorita prima del diluvio. Loro sono i discendenti di Caino. La Bibbia ci dice che i loro capostipiti erano i maestri dei cantanti, dei pastori, dei fabbricanti di rame e fero, e i costruttori di grande cita. Non sappiamo quanto lunga era la loro vita, perche per dio della Bibbia questo popolo era maledetto, cioè il suo nemico.
I discendenti di Set, erano il ramo benedetto, perche come abbiamo visto, Set, fu ingannato di suo dio, con la promessa della vita millenaria, e cosi come ci dicono le scritture, a parte la loro longevità e il fatto che Noè e la sua famiglia furono salvati dal diluvio, non hanno fato niente di speciale.
Quando il diluvio sconvolse la terra, tutta l’umanità perì. I soli rimasti fu Noè e i suoi figli, e la certezza di questo disastro ci viene data del racconto universale di questo evento sconvolgente. Noè viene chiamato con altri nomi in diverse altre culture, ma il fatto di essere solo questa famiglia salvata, non cambia da nessuna parte. Se e vero il fatto di essere salvate solo poche persone dal cataclisma, allora e per questo che l’umanità ha un amnesia totale del evento più catastrofico successo abbastanza vicino ai nostri giorni. E giusto che ci sono rimasti solo racconti dalle persone che sopravissero a quel evento. L’umanità non e amnesica, l’umanità non lo ha vissuto ed e per questo che non credono e non possono capire perche questo ricordo non c’e la nessuno. Le testimonianze fisiche non mancano però. Sono troppe, per non essere una certezza, solo che accettare questo, significa accettare anche la periodicità dei cataclismi, e accettare questo significa cambiare la storia. E chi lo vuole? Ci stano bene le bugie e le menzogne.
Dopo il diluvio, l’umanità fu ridotta ai figli di Noè, Cam, Iafet e Sem. Noi siamo i loro discendenti. Come abbiamo visto in un capitolo precedente, la storia della maledizione si ripete anche con i figli di Noè, Cam e Iafet perche entrarono nella tenda del loro padre, quando questo ubriaco fradice, dormiva nudo per terra. La realtà e un'altra. Loro non erano d’accordo con il dio del loro padre, e cosi andarono per conto loro, a trovare un luogo per la loro dimora. I esseri di luce li aiutarono a ricostruire le cita sommerse dalle acque, e ha moltiplicarsi. Loro hanno creato le antiche e enigmatiche civiltà, disperse su tutto il pianeta. La Bibbia nomina pochissime persone della loro discendenza, probabilmente perche erano i grandi eroi di quale parla tutto il mondo antico. I semidèi, che lottavano per difendere l’umanità del male, e il male non era altro che la razza cattiva che voleva il dominio del pianeta.
Il libro delle guerre del signore, e proprio la guerra che i esseri di luce fecero ai esseri delle tenebre, aiutati dai esseri umani, discendenti di Cam e Iafet. Nella Bibbia loro sono nominati come popoli, che erano nemici di dio ebreo, specie discendenti di Cam che vivevano in vecchio Sumer. Ai discendenti di Iafet non li fu riservata una buona sorte, perche anche loro perirono in guerre, la civiltà di Rodi fu distrutta di un terremoto, quella minoica e un enigma, la civiltà olmeca lo stesso e. t. c. Tutto quello che sappiamo di loro con certezza, e che erano uomini alti, bianchi, molto potenti, conoscitori di grande scienza, guerrieri invincibili, giusti e buoni, e navigatori eccellenti.
E Sem? Di lui sappiamo tutto. Lui e la sua discendenza sono la radice benedetta, che vuol dire d’accordo con dio. Sem, fu il primo uomo dopo il diluvio che soffri mutazioni biogenetiche. Cosi come abbiamo detto, i fu tolta la longevità della vita e l’elica del DNA i fu mutilata. Le sue capacita spirituale, cessarono, e iniziò a diventare quello che noi siamo oggi. I suoi discendenti fino a Terach, padre di Abramo, vissero anche loro in diverse cita del vecchio Sumer, la maggior parte di loro ufficiando sacro servizio per signore. O pensato, perche dovevano abitare anche loro in Sumer,il luogo dove dimoravano anche i discendenti di Cam? Semplice, perche la nuova generazione con importante mutazioni genetiche doveva moltiplicarsi proprio li, nella cita degli dèi, il luogo più importante della terra per loro. La Bibbia lo chiama “l’ombelico della terra.” E che cosa ha di speciale questo posto, che fino ai nostri giorni le guerre e il desiderio di controllarlo non e mai cessato? E il più grande portale che terra ha per comunicare con l’universo. La promessa del ritorno di dio proprio in quel posto non e fatta per caso. Allora come adesso, solo da li possono arrivare in massa. Le guerre degli dèi sono state fatte per la conquista del aeroporto spaziale di Baalbek, odierno Libano, e per il controllo del corridoio di volo Ararat – Baalbek – Eliopoli – Giza e Ararat – Umm Shumar (vicino al monte Santa Caterina) con il controllo di volo in Gerusalemme. Da questo immenso portale arrivano gli dèi su la terra. Il dio di Sem voleva il controllo assoluto di questo posto, e la guerra che fece contro i nostri maestri spirituali fu sanguinosa e omicida e per la nostra sfortuna vincono loro. In questo modo, il nostro caro dio prende controllo del intera umanità, diventa il nostro dio e noi i suoi burattini. Ma ,chi e questa razza che con astuzia ci conduce da migliaia di anni?
Nella Bibbia, come per altro, nelle altre tante scritture, vengono chiamati Nefilim, il popolo buttato giù che, nei tempi antichi vivevano con noi e con altri fratelli universali sul nostro pianeta. Ma erano furbi, non li stava bene l’amore e unita che esisteva tra questi, perche loro non vivevano di questi sentimenti, la loro razza iniziava a estinguersi e allora decidono di creare una razza umana separata dalla coscienza universale, una razza al quale il legame con universo li viene tagliato. L’uomo con due eliche di DNA e con l’ incapacità di utilizzare tutto il suo cervello, era ideale per loro, era l’uomo che ubbidiva ai loro piani e progetti. Il primo uomo mutilato geneticamente fu Sem. I suoi discendenti crebbero di numero insieme con le altre creature che la terra ospitava. Iniziando con il pronipote di Sem, Eber, dio, comincio la sua scalata verso il domino della terra. Nei tempi di Peleg, figlio di Eber, la terra fu divisa fra i Nefilim e gli esseri saggi protettori del uomo. Sicuramente ai Nefilim non li fu data la terra del Sumer, perche loro fanno vagare Terach, padre di Abramo, in tante cita, prima di stabilirsi nella cita di Ur, nel paese di Sumer. Il popolo mutilato geneticamente discendente di Sem era cresciuto e vissuto tra i altri popoli non modificati. Coscienti della loro scarsa potenzialità nei confronti di questi popoli potenti, vivevano vicino a loro, chiedendo sempre i loro concili e il loro aiuto nelle loro imprese. La Bibbia ci dice chiaro che il padre di Abramo serviva altri dèi e che viveva dal altra sponde del Eufrate rispetto al popolo degli ebrei che nascerà dopo e quale vissero prima in Canaan. Gs23/2. Il capo dei Nefilim decide di creare un popolo tutto suo, ubbidiente schiavo delle sue assurde crudeltà. Cosi, Abram, figlio di Terach, viene girato con la promessa di fare dalla sua discendenza un grande popolo conosciuto su tutta la terra, e dal quale tutti gli uomini conosceranno la potenza del loro dio. Abram che diventerà Abramo cosi come abbiamo visto, doveva vagare lui e poi la sua discendenza per più di 400 anni da una parte al altra tra Egitto, Canaan, Haran, per moltiplicarsi e cerando cosi il popolo di dio: ma c’e del altro. Abramo e il padre del popolo ebreo perche scelse ingannato da dio, di essere un re, che avrà un popolo tutto suo e una terra solo per se, in mezzo alle nazioni potente che verranno sconfitte con l’aiuto del suo dio.
La sua disperazione avviene quando si rese conto che non avrà mai una discendenza tutta sua, perche la sua legittima moglie Sara non poteva avere dei figli. Ma a questa pensò il suo dio, e cosi, iniziando da lui si verificarono innumerevole nascite miracolose. Sara rimase incinta a 90 anni non per accoppiamento con suo marito ma per la volontà di dio, che decise quando lei rimarrà incinta, quando vera la nascita e quale sarà il sesso del neonato. Altre nascite miracolose si verificarono con Sansone, Giovanni il Batista, Gesù, e anche nei loro casi dio sapeva dal inizio quando nasceranno e quale era il loro sesso. Mi sto chiedendo com’e possibile che nel ventunesimo secolo qualcuno può bere queste minchiate? E per l’ennesima volta ribadisco che la religione fa miracoli nel lavaggio del cervello. Vi spiego io il miracolo delle nascite sante.
Dio voleva un popolo suo, e come afferma da solo,” Israele e il mio primogenito” era un solo modo per plasmare un essere che nasceva dal suo stesso sangue. L’inseminazione artificiale. Isacco e l’uomo plasmato dal seme di dio con il seme di una donna umana. Isacco portava nelle sue vene il sangue di Nefilim, il suo dio, ed e per questo che loro dovevano sposarsi tra di loro, per non alterare il legame di sangue del essere extraterrestre, che solo in questo modo poteva controllare e manipolare intera umanità.
Immagino il urlo di no, non e possibile fatto dei amanti della Bibbia, ma per voi ho un'altra storia. Un mese fa, Enrico Ruggeri, nella trasmissione Mistero, in onda su Italia 1, faceva conoscere al pubblico italiano il caso di Giovanna, una ragazza che affermava di essere stata seminata artificialmente di una razza extraterrestre che stava per estinguersi. Lei portò per loro 18 gravidanze di due mesi ciascuna, dopo di che loro venivano a prelevare il feto appena formato. Una di queste gravidanze fu un aborto e lei mostrava l’essere abortito, gli accertamenti fatti dal dottore che attestavano il battito cardiaco del feto, ma non la sua esistenza fisica. La sua testimonianza innescò un vero putiferio sul internet, e grave accuse per la povera ragazza, che con dignità voleva far conoscere al mondo un'altra verità che non tutti conoscono. E bene, con lei successe una di quelle gravidanze e nascite miracolose con quale ci ha abituato la madre chiesa, e quale in realtà non sono altro che seminazioni artificiali, come in caso di Giovanna.
E adesso per essere più chiara, per farvi magari riflettere un attimo alle grandi bugie che state seguendo vi racconto la storia di Giovanna in un altro modo. Una ragazza italiana che non ha mai avuto rapporti sessuali con un uomo, e rimasta incinta dallo spirito santo di dio. Lei piange e afferma che non lo sa come poteva succedere tale prodigio. Questo racconto vi stava bene non e vero? Andavate in gran numero a confortare Giovanna, ed a aspettare la nascita miracolosa del bambino di dio, no? Vedete come siate presi in giro delle vostre convinzioni nelle cose sante?
Mi potete dire che anche altri umani che si accoppiarono con l’altra razza buona di quale abbiamo parlato prima avevano il sangue mescolato. Si e vero, ma loro in ansi tutto avevano il DNA completo e poi il loro accoppiamento era naturale. Loro erano copie di marito e moglie, compatibili dal punti di vista sessuale. I loro figli non erano dei mostri, i loro figli erano belli e potenti, i loro figli erano i eroi del antichità e i eroi del antichità sono tutti semidèi che lottarono per la sovranità umana nei confronti degli dèi cattivi. Bella differenza tra il grande popolo degli eroi e il povero popolo morto di fame, nomade e sottomesso umilmente al dio ebreo non vi pare? Questo dio che vuole farsi conoscere tramite un povero popolo che non ha mai creduto in lui e se non fosse per i loro capi non lo seguivano mai, e un dio crudele, bugiardo, omicida, grande amante dei sacrifici di ogni tipo, che l’uomo doveva fare per lui. E che bisogno aveva? Lui si nutriva con sangue e con la paura delle sue vittime. Questo dio e un demone.
In tutto il racconto biblico si parla tanto dei serpenti. Il dio serpente sedusse Adamo, i apostoli dovevano essere prudenti come i serpenti, Gesù stesso gli rimproverò dicendo:”Ipocriti, razza di vipere..”, poi ce Leviatan, serpente fuggente, Leviatan, serpente tortuoso e anche satana e i suoi angeli erano come i serpenti. Che minchia fanno tutti questi rettili tra i santi? Fano tanto, perche questo dio del male, i Nefilim , il dio degli ebrei e un rettile, un spregevole demone che ha sviato tutta l’umanità facendo, cosi come dice il saggio Gesù: solo orbi, sordi e uomini vuoti dentro, assicurandosi in questo modo il domino su la nostra razza. Mettetevi bene in testa una cosa. Non esistono miracoli fatti da nessun dio. Dio e demoni sono una razza di esseri extraterrestri quale vivono con noi, tra di noi e dentro di noi, e quale hanno un solo scopo: il dominio universale della nostra specie. Inutile a pensare che sono stronzate. Stronzate sono le convinzioni che tutto quello che non capiamo e opera di dio.
Che cosa? Non vivono dentro di noi? Vivono e come. Sicuramente detto cosi non credete, ma vi spiego altri pregiudizi e credenze vostre. Chi e che non ha mai sentito dei indemoniati che Gesù esorcismo, e chi non ha mai visto dei indemoniati ai quale i preti leggono e pregano di essere liberati? Quasi tutti siamo d’accordo che questo e vero, no? E bene, queste persone possedute, sono persone in quale uno di questi esseri devoti a dio, opera per i scopi diversi. Le persone non sono possedute dei spiriti del male, ma degli esseri extraterrestri, dominatori di questo mondo.
Lo so che verità come quelle che vi sto raccontando adesso, attireranno verso di me persecuzioni, bugie, sceneggiate e poi la morte, ma non me ne frega niente. La mia coscienza e il mio spirito saranno felice di poter fare un può di luce in buio totale in quale vive l’umanità, e aprire magari un cm la porta che porterà l’umanità verso la verità, verso la vera conoscenza di se e dello spirito universale che li porterà nella luce di amore e unità.
Torniamo adesso ad Abramo e al popolo di dio a chi li fu promessa una terra dove score latte e miele, che non hanno seminato loro, ma dove devono andare a raccoglierle i suoi frutti. Ma quali frutti, loro dovevano andare a conquistare questa terra insieme con loro dio, sterminando il grande popolo del Sumer per aggiudicarsi il territorio del “ombelico del mondo”, il grande portale universale, custodito dai esseri di luce. In questo modo, nessun essere non poteva intervenire per gli uomini, e loro rimanevano i dominatori del pianeta.
Cosi iniziò la guerra tra gli dèi che sconvolse quasi tutta l’umanità. Dovevano perire i dèi buoni e tutti i grandi uomini che vivevano in una civiltà progredita lontano da loro. La Bibbia parla tanto di queste guerre che dio fecce ai popoli grandi di alta statura che abitavano nelle cita che erano vere fortezze e che facevano dagli ebrei delle locuste nei loro confronti. Ebrei sono stati onesti quando affermarono che era meglio stare in Egitto che venire li ad essere ammazzati di questi. Ma dio li conforta dicendoli che sarà lui a battersi per loro, e cosi fecce.
Nella Bibbia la prima guerra che il buon dio fece, fu la distruzione di Sodoma e Gomora con la sua potentissima arma nucleare, cosi come si vanta da solo” Deut.29/21 La generazione futura, i vostri figli che sorgeranno dopo di voi e lo straniero che vera da una terra lontana vedranno i flagelli di questa terra e le malattie che il signore le infliggerà e diranno: Zolfo, sale, arsura e tutta la terra! Non sarà seminata, non darà alcun germoglio, su di essa non crescerà erba alcuna; è come la distruzione di Sodoma, Gomora, Adma e Zeboim che il signore distrusse nella sua ira e nel suo furore.” Vedete, la guerra che dio fece contro altri dèi, fu terribile. Potentissime armi furono buttate contro di loro e contro gli uomini, proprio dal nostro buon dio, che poi come un ipocrita si vanta della paura che inflisse contro tutti, delle malattie, delle distruzioni irreparabili che seguirono, e del fatto che e capace di rifare tutto se non vera ascoltato. Ma la cosa più sconvolgente e che non solo le due cita portuale del Mar Morto subirono questa sorte, ma anche altre. Comunque in tanti posti della terra sono centinaia di testimonianze che tutto è accaduto, che e vero, ma nessuno vuole ammettere tale verità. Proseguiamo con la distruzione del umanità compiuta dal bravo omicida Dio.
Cerchiamo di capire chi erano i popoli della terra santa che dovevano essere sterminati per ordine e volontà di Dio, cosi come lo dice lui stesso. Deut.2/18-23 ”Israele, stai oggi per attraversare Ar territorio di Moab, e ti avvicinerai davanti ai figli di Amon. Non essere ostile con loro e non provocarli: non ti darò il possesso delle terra dei figli di Amon, perche e stata data in possesso ai figli di Lot. Essa era pure considerata terra di Refaim che gli Ammoniti chiamano Zamzummim. Popolo grande, numeroso e di alta statura come gli Anakiti, ma il Signore gli stermino innanzi agli Ammoniti, che li spossessarono e si stabilirono al loro posto. Come aveva fatto per i figli di Esau che abbittano in Seir, quando stermino gli Hurriti innanzi al loro: Essi li cacciarono e si stabilirono al loro posto fino ad oggi. Cosi gli Avviti che abitarono in villaggi fino a Gaza, furono sterminati dai Kaftoriti, venuti da Kaftor, che si stabilirono al loro posto”. Deut.3/1-5 “Siamo partiti risalendo per la strada di Basan. E Og, re di Basan, e uscito con tutto il suo popolo contro di noi in battaglia a Edrei. Il Signore a messo nelle nostre mani anche Og, re di Basan, con tutto il suo popolo; lo abbiamo battuta fino a non lasciarli nessun superstite. Ci siamo impadroniti di tutte le sue città. Sessanta città, tutta la zona di Argob, la capitale di Og, in Basan, tutte città fortificate da alte mura, da porte e sbarre; oltre le numerosissime città dei Perizziti. Le abbiamo votate all’anatema come avevamo fatto per Sicon, re di Chesbon, colpendo di anatema ogni città abitata, le donne e i fanciulli. Soltanto Og, re di Basan sopravviveva dei Refaim; ecco il suo letto, un letto di ferro si trovava al Rabbat, dei figli di Amon; a nove cubiti di lunghezza e quattro cubi di larghezza.”(1cubito=0,44cm) Deut.9/1-3 “Ascolta Israele: Oggi tu stai per passare il Giordano per andare a conquistare nazioni più grandi e più forti di te, città grandi e fortificate fino al cielo; un popolo potente e alto, i figli di Anakiti che tu conosci e dei quali hai sentito dire: Chi può resistere ai figli di Anak? Oggi sappi che il signore tuo Dio e lui che passera davanti a te, e lui che li sterminerà ed e lui che te li sottometterà”. Deut.3/22 “Non abbiate paura di loro poiché lo stesso Dio combatte per voi”. Num.13/17 “Mose li invio ad esplorare la terra di Canaan. Salirono nel Negheb a arrivavano fino a Ebron: la c‘era Achiman, Sesai e Talmai, figli di Anak. Ebron era stata costruita sette anni prima di Tanis in Egitto. Puoi venero fino alla vale di Escol e vi tagliarono un tralcio con un grappolo d’uva, che portarono con una stanga in due, con melograno e fichi”. Quando tornarono raccontarono a Mose, Aronne e a tutto il popolo l’accaduto. Deut.13/27 “Siamo arrivati nella terra dove ci avevi inviato ed effettivamente vi score latte e miele; questi sono i frutti. Solo che il popolo che abita e forte e le città sono fortezze grandissime: vi vedemmo anche gli Anakiti. Non possiamo salire contro quel popolo, perche e più forte di noi. La terra dove siamo passati per esplorarla e una terra che divora chi l’abita, e tutto il popolo che vi abbiamo visto e di uomini di taglia. La abbiamo visto i giganti, figli di Anak, della razza dei giganti, e ai nostri occhi eravamo come delle cavallette, cosi come lo eravamo ai loro occhi”. Un alto popolo gigante a parte Refaim e Anakiti era Emim Deut.2/10 “Gli Emim era un popolo grande, numeroso e di alta statura come gli Anakiti. Anch’essi come gli Anakiti, erano considerati Efraim; ma i Moabiti gli chiamarono Emim”. Anche i Filistei erano un popolo di alta statura che discendevano da Rafa. Isbi – Benòb”aveva una “ una lancia del peso di 300 sicli di rame, ed era cinto di una spada nuova.” Golia, il gigante era anche lui un filisteo, la cui alteza era di 3 metri. Aveva una corazza a scaglie che pesava 5000 sicli di bronzo, e la punta della sua lancia pesava 600 sicli di ferro.(1 siclo=11,4gr). Poi c’era “un uomo altissimo che aveva le ditta sei a sei, cioè ventiquattro in tutto che discendeva da Rafa”Cr 20/6-7. Questo non può essere uno sbagli, perche in 2Sam 21/20-22 si parla dello stesso uomo che aveva le ditta sei a sei, e che non fu Davide a uccidere Golia, ma Elcanàn figlio di Iair di Betlemme.
Questi popoli che occupavano il territorio gradito del signore, erano veramente dei popoli forti. La loro altezza era di 3-4 metri, avevano cita fortificare con muri grosi, oltre porte e sbarre di un altezza impressionante, i frutti della loro terra erano giganteschi ed erano molto conosciuti di tutto il mondo antico. Loro erano: Hittiti, Evei, Perizziti, Gergesei, Amorei, Gebusei, Cananei, Filistei. Tutti questi popoli sono la discendenza di Cam figlio di Noè.
Ma il piano divino vuole anche la distruzione dei figli di Iafet. Ez.38/1-3 “Figlio del uomo, rivolgi la faccia a Gog nel paese di Magog, principe di Ros, Mesech e Tubal e profetizza contro di lui. Cosi dice Dio: Eccomi conto di te, Gog, principe di Ros, Mesech e Tubal. Ti trascinerò via, metterò un morso alle tue mandibole”.Mesech e Tubal erano i figli di Iafet, e il popolo del paese di Magog erano i suoi discendenti A Dio non basto tutta questa distruzione, perche altri popoli furono distrutti della sua bontà. Libano, Saron e Basan furono distrutte per la gloria di Dio, Edom fu punito con la spada dei sacrifici, per la distruzione di Assiria, Dio progetto la guerra dai tempi antichi, Egitto e Saba furono sottomessi, stermino i Cretesi, Tiro e Tarsis. Furono distrutte Etiopia, Put, Lud, Arabia, Tebe, Sin, Moab e Damasco.
Tutto questo massacro subito dalla povera umanità, non fu per la gloria di Dio davanti a loro, ma per il suo dominio sopra gli dèi, i suoi nemici. Ger.43/12 “Io faro accendere il fuoco nelle case degli dèi di Egitto. Frantumerò anche le stelle della casa del Sole che e nel paese del Egitto e brucerò con il fuoco le case degli dèi di Egitto”. Ger.50/2 “E persa Babilonia! Si vergogna Bal, infranto e Marduch”. Ger.51/44 “io castigherò Bel in Babilonia ed estrarrò ciò che a ingoiato dalla sua bocca”.
Dio stermino tutti i popoli grandi e potenti che vivevano vicino o lontano della sua terra solo per acchiappare il dominio su tutto il territorio. Non si tratta di guerra santa e di popoli santi, ma di desiderio di dominare e di essere riconosciuto come sovrano su tutta la terra. Che bisogno aveva per esempio di farsi conoscere al faraone di Egitto? Se era cosi forte, buono e giusto come si vanta, per che doveva far soffrire un popolo intero per essere conosciuto? No, amici miei, lui voleva adorazione e sottomissione da parte di tutti. Lui voleva essere venerato di tutti i uomini, piccoli o grandi. Lui era il padrone e principe della terra e l’umanità si e cascata nel suo laccio, adorandolo, venerandolo e compiendo per lui le più orrende cose.
Vi chiedete spesso perche e cosi tanto male in questo mondo, guerre, malattie, invidia, disprezzo, dolore, fame, umiliazione, paura e infamia, no? E bene, perche questo e il mondo del principe delle tenebre, creato e condotto da lui. Noi siamo i suoi figli, e non posiamo essere meno del nostro genitore che adoriamo e veneriamo giorno e notte. Siamo creati cosi, perche solo con questo nostro modo maligno di essere posiamo mantenere in vita anche lui.

I due dio e le due guerre raccontate dalla Bibbia


Quando le prime scritture che compongono la Bibbia di oggi furono scritte nel 300 a. c. tutto quello che paiono profezie e miracoli erano già successe. La seconda creazione del uomo fu solo il racconto della trasformazione del essere già vivente su la terra, il risultato della prima creazione in quello che siamo oggi. L’essere che era prima non aveva il DNA mutilato, le sue capacita spirituale non erano perse perche il legame che lo spirito ha con la materia si fa attraverso il DNA. La caduta del uomo e proprio questa rottura che i nefilim hanno operato nel nostro corpo. Noi abbiamo smesso di vedere e sentire cose che ci circondano, proprio per questo cambiamento che subì il nostro sangue. Noi eravamo diversi di come lo siamo oggi proprio perche il nostro DNA completo ci permetteva di vivere in un’altra dimensione, precisamente nella quarta, e da quale siamo stati buttati nel superiorità della terza. La nostra caduta dalla quarta nella terza dimensione non fu fatta per caso, ma perche i nefilim vivono nel inferiorità della quarta dimensione e in questo modo noi avevamo la possibilità di vederli, di sapere chi erano veramente. La nostra mutilazione genetica da parte loro, li permesse in questo modo di nascondersi dalla nostra vista. Tutto quello che loro facevano erano ai nostri occhi miracoli e prodigi. La nostra incapacità di ricordare il passato fu per loro la più grande conquista sopra di noi, perche cosi potevano manipolare con facilità la nostra mente e la nostra vita. In questo modo loro al inizio dei tempi ci fecero credere che erano i nostri dèi creatori, i nostri padri che dovevamo ascoltare e adorare. La loro tecnologia sconosciuta e dannosa ci conquistò sempre di più, e cosi loro arrivarono nel punto di essere i nostri padroni e noi i loro schiavi.
Il giardino di Eden era popolato con tante razze di esseri intelligenti. Tutti loro vivevano in armonia e in pace. Le loro occupazioni erano agricoltura, crescita di animali e la maggior parte erano pastori, erano i veri artigiani in argilla, e le loro oggetti erano veri gioielli, e verri capolavori di questo materiale, il miele era una delle delizie che la natura li offriva, e loro sfruttavano molto il lavoro delle api, erano dei cantanti meravigliosi di flauto e lira, e con il ferro e il rame costruivano dei oggetti con quale lavoravano la terra e estraevano i minerali specie oro, rame e ferro. Coltivavano orzo, mais grano e vite, e la terra li dava un ricco raccolto. Non era niente di più bello in tutta la terra. A quei tempi l’uomo non lavorava la terra di Eden per gli dèi, non esisteva questo concetto. L’uomo insieme con i suoi fratelli lavoravano insieme per il benne di tutta la comunità e il ricavato era di tutti. Parlavano una sola lingua tutti e la loro scrittura erano dei segni. Vivevano nelle case di pietra e argilla coperte con paglia o con mais, avevano forni sofisticati per la cottura di argilla, erano verri orefici nella lavorazione del oro e rame. Non conoscevano la guerra ne le sue armi mortali. Un paradiso era tutta questa terra. Il capo di questa civiltà nobile e pacifica si chiamava Pelasg. Lui era artefice e insegnante di tutta questa meravigliosa civiltà. Dal nome del suo capo, la civiltà prese il nome di Pelasgii come attestano antichissime fonti rumene studiate di Nicolae Densusianu nella sua monumentale opera “Dacia preistorica”. I greci chiamavano pelasgi il più antico popolo della terra. La loro razza arcaica, superiore in concetti, forte nella volontà e nei fatti, era per i greci cosi superiore in tutto che i pelasgii venivano chiamati da loro “dioi”, che vuol dire “divino.” La loro civiltà evolve sempre di più e tutti esseri del universo conoscevano questa oasi paradisiaca. Ma successe qualcosa e la loro felicita e tranquillità piano, piano, svanisce. Che cosa successe?
Su la terra arrivarono i Nefilim, popolo senza casa, che distrussero il loro pianeta con la loro rapacità e cattiveria. Quelli che riuscirono ha salvarsi vagarono nello spazio, fin che trovarono un pianeta come il nostro dove vivevano tranquilli altri esseri come noi. Con astuzia estesero il dominio sopra di loro ma non riuscirono ha portare al termine i loro desideri perche furono smascherati in tempo di quel popolo che li cacciarono via dal loro mondo. Iniziarono di nuovo a vagare nello spazio, fino quando incontrarono la terra. Il popolo buttato giù, il popolo cattivo e senza dimora, iniziarono anche con noi lo stesso trattamento che operarono sul pianeta INUA, vicino alla costellazione di Orione. Quando andarono via da li portando con loro un può di prigionieri INNUAKI, che diventarono su la terra i loro schiavi.
Arrivati qui, iniziarono ha costruire grandi cita, piramidi per alimentare con energia le loro nave spaziale con quale facevano il giro della terra. Con la loro tecnologia avanzata e con le loro armi, facevano ai occhi di Pelasgi miracoli e prodigi. Qualcuno tra di loro lascio la sua meravigliosa civiltà, per andare con i Nefilim conquistati delle promesse che loro li facevano. Furono corrotti facilmente spinti della curiosità di capire e conoscere quelle cose strane che i Nefilim manovravano. Nella Bibbia questa coincide con la corruzione di Eva da parte del serpente. Fu lasciato il paradiso e la spiritualità per seguire la tecnologia e la corruzione. Iniziando da questo punto, i Pelasgi si dividono e invadono insieme con i Nefilim territori nuovi situati al inizio intorno alla antica Dacia diffondendosi poi in tutta Europa, Asia e Africa. Diversi popoli comparsi in seguito iniziarono ha parlare dialetti della lingua madre mescolate con parole della lingua degli INNUAKI. Questo e il episodio della torre di Babele di quale parla la Bibbia, dove fu confusa la lingua dei popoli che andarono dopo, ogni uno per la sua strada. E adesso viene il bello.
La terra santa, il giardino di Eden dove nacque l’umanità, la terra de Pelasgi, il primo popolo dalle quale radici nacque l’umanità di oggi, non era in medio oriente, era in Carpazi, nella vecchia Dacia, Romania di oggi. Da li la cultura, la civiltà e l’umanità si estese in Asia e in Africa. Con la nuova tecnologia dei Nefilim, l’umanità inizia di cambiare. Compare il culto della divinità, l’uomo conosce l’arte della guerra, e iniziano i suoi primi sentimenti maligni: invidia, prepotenza, lussuria, sofferenza. La civiltà cresce dal punto di vista tecnico, solo che succede qualcosa. La clima inizia a cambiare, il pianeta cambia i poli magnetici e Europa diventa un continente freddo insieme con Antartide e Russia. Tanti popoli migrano verso oriente, passando Anatolia, parte di loro, arrivarono in medio oriente e da li in Africa, altri invece andarono verso il cuore del Asia, in Cina e India di oggi, portando con loro i segni di una civiltà progredita. Ma i veri Pelasgi rimasero li, dove continuarono la vita che avevano prima della invasione dei Nefilim. Dopo secoli, della loro venuta, i Nefilim e INUAKI assistono alla grande catastrofe che sconvolge la terra:il diluvio. L’umanità era in pericolo di estinzione, e per loro poteva stare bene tale situazione, il pianeta rimaneva tutta per loro, solo che era un grosso problema. Si nutrivano col sangue dei sacrifici e con energia negativa sprigionata dalle vittime e dalle sofferenze e dolori dei umani. La nostra razza non doveva perire. Prima del diluvio, portarono con loro in spazio dove aspettarono che tutto passasse, copie dei uomini e semi di uomini per poter riprodurre la nostra specie accoppiandola con sangue della loro specie, in questo modo il nuovo uomo era fratello di sangue con loro, ma senza l’elica del DNA completa. I Pelasgi vengono anche loro avvisati dei nostri fratelli cosmici del grande cataclisma, e insieme costruirono quello che la Bibbia chiama arca, e che in realtà era un sommergibile. Anche la loro razza veniva cosi ripristinata. Nella scrittura non ci viene detto da dove precisamente parti l’arca con i suoi uomini, ma e chiaro che era un posto dove non c’era il mare, perche viene descritto cosi”il diluvio venne sopra la terra per 40 giorni: le acque ingrossarono e sollevarono l’arca che si alzo sopra la terra; e le acque divennero poderose e ingrossarono assai sopra la terra e l’arca galleggiava sulla superficie delle acque. E le acque aumentarono sempre più sopra la terra e coprirono tutti i più alti monti che sono sotto tutto il cielo. Di quindici cubiti di altezza le acque superarono e coprirono i monti.” L’arca parti dalla Dacia che era un paese pieno di montagne e galleggiò sul oceano di acque verso Anatolia, dove la Bibbia ci dice che si fermò su una delle cime del monte Ararrat. I Pelasgi dopo di che le acque si ritirarono cercarono la via di casa. Una parte rimase li in Anatolia, altri popolarono le isole del mediterraneo e da dove altri poi ripartirono per Europa la loro casa, e un’altra parte andò verso medio oriente. In questo modo la civiltà Europea si diffuse su tre continenti e più tardi questi uomini costruirono civiltà grandiose e misteriose e poi sparirono senza tracia. Questi popoli sono quelli che la Bibbia chiama il ramo maledetto di Cam e Iafet.
I Nefilim scesero anche loro su la terra. Ma come loro prima del diluvio popolarono per poco tempo Europa dove lasciarono qualche traccia del loro passaggio, tornarono dove era la loro vecchia casa su la terra. Il medio oriente. Li iniziarono la ricostruzione delle cita sommesse e ricominciarono il dominio sopra l’umanità. Il seme umano che portarono con loro prima del diluvio e i umani salvati furono quelli che portarono alla nascita del ramo benedetto di Sem, come lo chiama Bibbia. Dal ramo di Sem, mescolato e manipolato geneticamente noi siamo i suoi discendenti. Quando i loro servi umani crebbero di numero, i Nefilim iniziano le guerre per distruggere tutte le trace dei bravi eroi del umanità. Instituìrono la terra santa in medio oriente, ma non poteva averla senza guerra, perche li erano i eroi umani che la controllavano insieme con i loro fratelli di luce. Pulirono ogni tracia della prima civiltà umana in Europa falsificando i testi della prima creazione e scrivendo il loro libro sacro, dove loro erano il nostro dio, che dovevamo seguire.
Cosi noi nella Bibbia abbiamo principalmente loro come dio e i loro insegnamenti schifosi come modello da seguire, e dal altra parte i insegnamenti veri di Adamo universale che noi chiamiamo Gesù. Le guerre, il dolore, sofferenza, malattie, paura peccato, sottomissione, adorazione, divisione sono dogme imposte da loro attraverso la loro chiesa, per poter manipolarci e dominarci.
La vera terra santa fu cambiata come posto perche cosi si perdeva ogni traccia della nostra vera radice, della nostra vera identità. Situandola dove e adesso non hanno fatto altro che farci credere che noi siamo la loro creazione che deve vivere solo per renderli grazie, adorazione e sottomissione.
Noi siamo una razza di esseri di luce come loro e come altri tanti del universo, che viviamo per evolvere, per arrivare a conoscere noi stessi, il nostro passato e il nostro futuro. Loro sono come noi, non li dobbiamo niente, la paura di loro non deve esistere per noi. Siamo più forti di loro e sonno coscienti di questa. Sanno che il loro tempo e passato e che i nostri occhi finalmente si apriranno, e allora non potranno più vivere ne con noi ne sul nostro pianeta. Il solo modo per sconfiggerli e amore. Ma non quello di quale parla la Bibbia, ma quello di quale parla il vero Dio.
Inutile munirci di armi distruttivi per quale si pagano miliardi per distruggere razze di extraterrestre che possono essere sconfitte con il più bell’sentimento del universo: AMORE.
FONTI:GABRIELA DOBRESCU-BIBBIA IL LIBRO DEGLI EXTERATERRESTRI

* Nefilim = uomini giganti

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