lunedì 13 maggio 2013

L'Albania debutta a Salone Libro di Torino (dal 16 al 20 maggio)

L'Albania debutta al Salone internazionale del Libro di Torino (dal 16 al 20 maggio) con un suo stand. Protagonisti dello spazio espositivo - allestito dal Centro di Cultura Albanese - saranno i principali autori albanesi contemporanei le cui opere sono state tradotte in lingua italiana e pubblicati da case editrici quali Einaudi, Feltrinelli, Longanesi, Tea, Besa, Controluce, Zandonai o Fandango. Tra questi: Ismail Kadare', Anilda Ibrahimi, Ardian Kristian Kycyku, Elvira Dones, Fatos Kongoli, Gezim Hajdari, Ornela Vorpsi, Visar Zhiti, Ylljet Alicka. Una sezione speciale dello stand sara' poi dedicata alla letteratura in lingua originale, rappresentata da una selezione di titoli a disposizione del pubblico albanofono, cosi' come una serie di opere di autori italiani dedicate all'Albania. Immancabile la sezione dedicata alla cultura arbereshe (italo-albanese), curata dall'Associazione Vatra Arbereshe che ospitera' documenti e libri provenienti, tra l'altro, dall'Universita' della Calabria, l'Universita' L'Orientale di Napoli, l'Eparchia di Lungro (CS) o la Biblioteca del Comune di Piana degli Albanesi (PA). Durante i giorni del Salone lo stand - che sara' inaugurato dall'ambasciatore di Albania in Italia, Neritan Ceka, il 16 maggio alle 12.30 - ospitera' una serie di incontri con autori albanesi e italiani. (ANSAmed).


mercoledì 8 maggio 2013

I militari albanesi nell'Europa Medievale e la loro capacità di comando in Italia


Prima di Skanderbeg, nelle terre italiane vivevano anche
albanesi che lavoravano come soldati per Venezia, Milano e
per il Papato. Uno dei comandanti più conosciuti di quel tempo
era Mercurio Bua, di origine epirota. Nei secoli XVI-XVII,
quando la Francia e la Spagna bisticciavano per contendersi
l’Italia e l’Europa, ogni esercito aveva soldati albanesi chiamati
“stradioti”, conosciuti per la forza e per il cuore duro. Tutti
avevano paura degli Stradioti perché i comandanti li pagavano
bene per ogni testa tagliata che gli portavano! Quando
nell’anno 1529 la Francia entrò nel regno di Napoli, capitò che
alcune volte gli Stradioti, che lavoravano da una parte e
dall’altra, non si uccisero l’un l’altro e si tennero fuori dalla
battaglia!
I comandanti più conosciuti erano Teodoro Musacchio e suo
figlio Musacchino, Giorgio Rali, Giorgio Albanese e altre
decine. Nel secolo successivo, il più conosciuto era Giorgio
Basta (Monferrato 1547- Praga 1607), che prese parte nelle
battaglie contro gli Spagnoli nelle Fiandre. Dopo alcuni anni il
re d’Austria lo mandò in Transilvania dove guerreggiò contro
i Turchi. Giorgio scrisse anche libri su come si trattano i cavalli
in battaglia. Morì a Praga nel 1607.
Infine abbiamo il “Reggimento Real Macedone” che volle il
re di Napoli Carlo III nel 1734. Venne formato con albanesi
che venivano da Himara e avevano come comandante Strati
Gjika. Questo reparto venne conosciuto quando contenne
l’assalto degli Austriaci nella città di Volterra nel 1744. Dopo
Gjika ci fu Corafa. Uno più conosciuto, e ultimo, fu Demetrio
Lekë Dukagjini, da Dhërmì, che ebbe come ufficiale il nonno
di Gramshi, che veniva dal paese arbëresh di Plataci (Cs). Il
Reparto venne chiuso nel 1860 con l’arrivo di Garibaldi.
nga Francesco Marchianò – ka Spixana (Cs)

Marrë nga “Jeta Arbereshe”
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