Thot (divinità egizia) parlava albanese , 40 anni di ricerca di Giuseppe Catapano

Il filologo romano Giuseppe Catapano, ha pubblicato il risultato di quarant’anni di ricerca in un opera capitale che si colloca perfettamente tra le ricerche filologiche. 

Il titolo dell’opera è THOT - TAT PARLAVA ALBANESE.
È scritta in lingua italiana, ma anche in arbëresh. Alterna delle parti in prosa, a suggestivi frammenti in poesia. L’autore ha basato la sua ricerca sulle opere degli storici dell’antichità. Numerosi sono i riferimenti ai bassorilievi e alle incisioni degli egizi, degli ittiti, dei greci e dei romani, oltre che alla scrittura, che l’autore riconosce come scrittura degli Illiri, antenati degli albanesi.
È bene precisare sin da subito che le affermazioni di Giuseppe Catapano concordano pienamente con le affermazioni di molti filologi, storici e archeologi inglesi, francesi, turchi e albanesi. Secondo Catapano, la lingua albanese, o meglio la lingua degli illiri, si parla da più di 12.000 anni. Inoltre, secondo un professore di linguistica anglo-germanica dell’Università dell’Indiana (Usa) la lingua albanese è il ramo più antico appartenente alla famiglia delle lingue indo-europee. Pertanto la lingua albanese è rimasta quasi del tutto immune al contatto con altre lingue ed ha ancora oggi preservato la sua natura unica e primordiale. Sappiamo già che i geroglifici degli antichi egizi sono stati inventati 4000 anni a.C., ma non sapevamo che questi geroglifici avevano un significato anche nella lingua albanese. È proprio questo fenomeno che il filologo Giuseppe Catapano ci spiega nella sua opera.
Ma chi era Thot? In egizio Tehut, era il dio della scrittura, oltre ad essere patrono degli scribi; noto anche come il dio del computo cronologico e guardiano del calendario; scopritore dei numeri e inventore dei geroglifici. I suoi poteri lo resero un mago temibile e il patrono indiscusso della magia.
Si descrive come un essere con corpo umano e testa di ibis (aquila). Secondo Catapano, Thot “parlava la lingua albanese” e compilò i geroglifici, cioè l’alfabeto fonetico degli antichi egizi, “basandosi nella sua lingua madre, la lingua albanese”. Thot era l’inventore della scienza antica. Sempre secondo Catapano, la lingua albanese si parla da oltre 12.000 anni.
Il nome di Thot deriva senza dubbio (sempre secondo l’autore) dal verbo thom, thua, thotë = dire, notizia ecc,della lingua albanese, cioè “messaggero degli dei”.
L’autore pensa, inoltre, di poter spiegare l’etimologia del nome Atlantide in greco Ἀτλαντίς (Atlantis) attraverso la lingua albanese. Per lui il nome di Atlantide si potrebbe spiegare così:
AT = PADRE (nella lingua albanese), LASH(TË) = VECHIO, cioè ANTENATI (bisnonni)
Ma cos’era Atlantide? Secondo Platone (427–347 a.C.) era un grande e potente continente, che 9.000 anni prima era sprofondato nell’oceano Atlantico. Secondo Catapano, era uno dei posti più sviluppati dove vivevano gli antenati della razza albanese. I superstiti, dopo la catastrofe che fece sprofondare Atlantide, passarono nella valle del Nilo, dove diedero vita ad una nuova civiltà. Secondo alcuni studiosi, la civiltà degli antichi egizi non è altro che il prolungamento, la continuazione della cultura nata ad Atlantide. Su questa linea si sono concentrate le ricerche scientifiche che Catapano ha condotto per molti anni. Gli scritti antichi degli egiziani si riferiscono ad Atlantide utilizzando il nome di Borea cioè bianca, dalla parola illiro-albanese bora (neve).

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