La lingua albanese , la lingua più antica dell’Europa.

La lingua albanese è la lingua più antica dell’Europa. Essa deriva dalla lingua illirica e da quella tracio – frigia (che è della stessa famiglia della lingua etrusca), lingua ereditaria della antichissima lingua pelasgica, sulla quale i Greci costruirono la loro lingua: il greco antico.  Da questa lingua derivano la lingua ionica e quella arcadico – cipriota.

La lingua albanese è un ramo completamente separato da quelle che si chiamano lingue indoeuropee, e non deriva da nessun’altra lingua conosciuta. Noi oggi non abbiamo tracce della lingua degli Illiri antichi, se non solo alcune epigrafi rare (trascrizioni fonetiche della lingua illirica tramite le lettere greche e, successivamente, le lettere latine) che sono composte da nomi propri e toponimi tipici illiri. In verità i principi Illiri usavano la lingua greca e poi quella latina nelle relazioni con il mondo esterno, e nel frattempo il popolo parlava la propria lingua. Proprio questa lingua è una eredità enorme che i pelasgo-illiri lasciarono ai loro discendenti.


John Geipel fra tanti autori moderni nel suo libro “Anthropologie de l'Europe, histoire ethnique et linguistique”  scrive delle verità incontrovertibili:
"Nonostante gli attacchi, gli Albanesi sono rimasti isolati nelle loro montagne e non hanno quasi sentito l’impatto con gli invasori, anche se un certo numero di parole greche, latine, slave e turche sono rimaste nella loro lingua. L’invasione slava nei Balcani durante il VI secolo d.C. ha portato alla scomparsa dei dialetti albanesi nelle regioni della Bosnia e Montenegro, ma a dire la verità la lingua slava non riuscì mai a mettere radici in Albania. Nella lingua albanese troviamo la struttura di un certo numero di parole tracio-frigie, lingua quest’ultima che si è estinta nei Balcani.”
Ecco cosa scrive Norbert Jokl;
"In ogni aspetto si osserva che le lingue del patrimonio linguistico, successive alle lingue antiche dei Balcani, come la lingua illirica e la lingua tracia, sono strettamente legate alla lingua albanese”.
Il linguista Meje nel suo libro “Le lingue indoeuropee” non ha potuto determinare la vera origine dei Pelasgi e neanche della loro lingua .Così non ha potuto stabilire la connessione della lingua pelasgica con la lingua illirica e tanto meno con l'albanese, ma ha rilasciato alcune verità sorprendenti:
“Gli Illiri hanno svolto un ruolo molto importante, ma ancora mal definito, nel centro d'Europa e hanno agito in varie direzioni: verso il mondo germanico, con il quale i rapporti e gli scambi  sono stati intensi; in Italia dove si trovavano molte tribù illiriche (è stato anche ipotizzato che il popolo Umbro fosse un ramo illirico); queste tribù illiriche devono essersi spostate anche nel Sud dei Balcani dove tanti toponimi ci indicano una colonizzazione illirica coperta in seguito dalla colonizzazione ellenica. Anche i Filistei, i quali fondarono la Palestina, si devono considerare di origine illirica. La radice di molte parole e alcuni nomi sono illirici”.
Tuttavia rimane oscura la questione della lingua dei Pelasgi:
“le regioni che i Greci occuparono erano abitate prima del loro arrivo da una popolazione di razza sconosciuta, che parlava una lingua sconosciuta e che conosciamo solo sotto i nomi di Pelasgi, Lelegi, Cari ecc. Secondo i toponimi arrivati a noi, questi popoli parlavano una lingua non indoeuropea. Secondo gli scrittori antichi la lingua pelasgica (nome non molto chiaro che sembra essere stato usato per lingue pre-ellene diverse) era ancora in uso nel V secolo a.C. sulla costa della Tracia,  nella  Propontide meridionale, e in alcune isole come Imbro, Lemno, Samothrake fino in Creta”.
Infine ecco un altro paragrafo tratto da uno studio proposto dallo studioso e filologo Zaharia Majani  sugli Etruschi e le tribù della stessa stirpe Tracio-Illiriche:
“Erodoto, secondo una diffusa tradizione,  considerava l’Anatolia come il punto di partenza degli Etruschi per l’Italia. Verso il 1300 a.C. questa regione dell’Anatolia era popolata dagli Illiri e dai Traci venuti dai Balcani. Cosi i Macedoni diventarono Frigi in Anatolia. I Dardani balcanici si sono trasferiti in Troade. Essi parlavano dialetti illirici , una lingua indoeuropea unica, né greca e né latina. Ecco perché i latinisti e gli ellenisti non hanno potuto fino ad oggi interpretare la lingua degli etruschi. Essi cercavano la chiave interpretativa in queste due lingue classiche; ma questa chiave si trova da un'altra parte. Solo la lingua illirica ci permette di avvicinarci all'interpretazione della lingua etrusca. In fine la nostra fonte principale rimane la lingua albanese, l’unica lingua balcanica ancora viva, alla base della quale rivive la lingua illirica.”
In realtà bisogna dire che i primi linguisti del periodo compreso tra il XIX secolo e l’inizio del XX secolo hanno basato i loro studi esclusivamente sulle affinità di tre lingue: sanscrito, greco e latino .Ecco perché questo problema etnico-linguistico è rimasto senza soluzione. Non è stato tenuto conto del fatto che la lingua pelasgica è più antica di quella greca ed addirittura di quella sanscrita. Non si è tenuto conto neanche dell’ influenza della lingua pelasgica nella formazione di lingue più tardive. Oltretutto, va considerata l’influenza che ha avuto la lingua illirica nelle lingue balcaniche.
Liberamente tratto dal libro, Albanie ou l'incroyableodyssée d'un peuple préhellénique dell’autore Mathieu Aref


Tratto dal libro L’etrusco lingua viva dell’autrice Nermin Vlora Falaschi

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