Kledi Kadiu rappresenta bene gli albanesi in Italia ?

Il ballerino italo albanese tanto amato sia in Italia che in Albania si vede spesso in trasmissioni che parlano di immigrazione, di sogni oppure argomenti che riguardano l'Albania.


Insomma Si può dire che Kledi è l'albanese più conosciuto in Italia.


Di certo si può dire che è molto più bravo a ballare che raccontare e promuovere indirettamente l'Albania.


Infatti in ogni trasmissione racconta sempre :Io sono venuto in Italia e ho fatto fortuna qui.




Non racconta che lui può ritenersi un albanese che ha esportato la sua passione la sua energia per coinvolgere i giovani a non arrendersi mai, perché per ottenere veramente quello che desideri devi essere sempre combattivo e in gamba.


Kledi l'ha dimostrato come lo hanno dimostrato tantissimi albanesi emigrati in Italia o al nord Europa che sono diventati grandi imprenditori e che da semplici provinciali guidano aziende o gestiscono proprie aziende.




Insomma è un ottimo ballerino però non ha quel pizzico di comunicazione particolare che ogni artista ha.




Sappiamo benissimo che molte persone fino a ieri non sapevano dove fosse l'Albania.
Un ringraziamento a Kledi per la sua semplicità ma lo vogliamo più carico.

Potete iscrivervi alla scuola di danza a Roma


Siti web di Kledi:
www.kledi.it
http://www.myspace.com/kledik




19 commenti

  1. credo che ci sono tanti albanesi meno conosciuti che lavorano per dare alla luce le cose reali dell'Albania.

    tung

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  2. ma kledi è italiano?

    Ha preso la cittadinanza?

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  3. Ehi.. ma voi da dove siete usciti ?
    è bellissimo questo blog !!!
    kledi è anche amico nostro..
    guardate un po' qua..

    http://balkan-crew.blogspot.com/2008/08/kledi-kadiu.html

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  4. ciao lina ma te di dove sei.

    hai la cittadinanza di tutti i balcani.

    Che nazionalità sei?

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  5. io sono italiana e sono radioamatrice..
    i radioamatori italiani aiutavano quelli serbi nel 99
    poi ho portato degli aiuti umanitari in balkania ed è rimasta l'amicizia..
    qualcosa trovate spiegato qua
    http://balkan-crew.blogspot.com/2008/06/balkani-che-paura.html

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  6. Amici!!! Manca fra i vostri libri: di CAIAZZA ANTONIO

    IN ALTO MARE
    VIAGGIO NELL'ALBANIA DAL COMUNISMO AL FUTURO
    Genere: Libro
    Disponibilità: Immediata
    Editore: INSTAR LIBRI
    Collana: LE ANTENNE
    Pubblicazione: 03/2008
    Numero di pagine: 232
    Prezzo: € 14,00



    Descrizione (da Hoepli.it)
    In questo libro Antonio Caiazza racconta la vita quotidiana degli albanesi, incontra gli uomini politici, intervista scrittori e intellettuali, vive le strade e le città giorno per giorno, descrive in presa diretta gli eventi che hanno mutato gli scenari politici e sociali del Paese negli ultimi 15 anni. Antonio Caiazza è un giornalista d'altri tempi, per lui raccontare vuol dire conoscere, toccare con mano, vivere di persona le cose e i luoghi dei suoi reportage. Caiazza ha vissuto in Albania a più riprese, riuscendo in questo modo ad accedere a personaggi e informazioni non facilmente raggiungibili dai giornalisti occidentali. Spicca l'intervista e il racconto dell'incontro con l'ex premier albanese, l'ultimo uomo di potere prima della caduta del regime comunista, che analizza gli errori e la disfatta del regime. Colpisce inoltre il dialogo serrato e appassionato con lo scrittore Dritero Agolli, in cui emerge una seria riflessione sul rapporto tra Italia e Albania e sul ruolo che questa nazione potrà giocare nel futuro europeo. "In alto mare" è la metafora di una terra che ha visto il suo popolo scappare verso il nuovo mondo, ma anche la situazione attuale di una nazione che sta provando a ritrovare sé stessa per tornare a essere artefice della propria storia.


    Mio commento:

    Dua te falenderoj z. Antonion Caiazza pse libri që ka shkruar është taman një dokument shumë i rëndësishme për shqiptaret.... Voglio pubblicamente ringraziare il dott. Caiazza perché reputo che "in alto mare" sia davvero un documento importante per gli albanesi. Finalmente non si grida alle tragedie dell'Adriatico dei primi anni novanta che hanno riempito pagine lacrimevoli e girato coltelli nelle piaghe ancora aperte per almeno un decennio, ma si porta una testimonianza storica che conoscono in pochi:



    chi quell'Albania l'ha vissuta e

    chi forse come me la ama al punto di averne ereditato tutto il bene e tutti i mali,

    chi se l'è fatta entrare sotto la pelle come un tatuaggio indelebile a forma (e contenuto) d'aquila bicipite,

    chi come l'Autore ne ha raccolto le voci e le memorie testimoniando fasi importantissime della storia di una piccola nazione pressoché sconosciuta


    con

    l'abilità del giornalista,

    la leggerezza del novelliere,

    la fluidità del romanziere,

    la precisione dello storico,

    la sensibilità partecipata dell'umanista.





    È un libro che va letto e meditato.


    Un libro che consiglio a tutti coloro vogliano visitare l'Albania


    (e consiglio a tutti di visitarla prima che l'Europa e l'America la fagocitino del tutto!).

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  7. mi sa che anche ske ha capito che la balkania non sara' piu' balkania tra qualche anno..
    bello godercela adesso !!!

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  8. ragazzi ma per quanto riguarda il gesto razzista nei confronti di Kledi ho sentito che era lui ad aver picchiato gli altri e non viceversa.

    Come al solito anche un albanese pulito si mette a fare aggressioni.

    Milanese doc

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  9. Ho leto il comento di milanese doc e sinceramente mi fa veramente male quando è lui che vuole capovolgere la verità.

    Da fastidio forse ke kledi è un ragazzo diventato famoso ed è diventato i migliori artisti che ci sono in Italia.

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  10. be.. viviamo in un clima di informazione decisamente raziale, ma stiamo attenti a non darci addosso noi..
    quando sul mio blog posta skender perdiamo tutti i serbi, quando posto io perdiamo gli albanesi, eppure sia io che skender abbiamo amici in serbia, in albania,in bosnia.. in ogni parte dell'universo..
    cerchiamo cio' che ci unisce e non cio' che ci divide..
    quello che ci divide lo vedono molto bene i grossi stati tipo l'america che usano a loro piacere interi territori a danno dei piu' deboli..
    non c'è mai un'ultima guerra..
    dopo gli orrori in kosovo ce ne sono stati tanti altri.. ma ki si aspettava tutti i morti in ossezia ?
    e non è finita..
    non è mai finita perchè la guerra è il miglior business nel mondo..
    quindi noi parliamo di cose che ci possono aiutare..
    kledi con la sua danza unisce...
    cio' è sufficente
    non ha avuto una sola parola cattiva contro gli aggressori e già questo è un grande insegnamento..
    e poi c'erano molti testimoni all'aggressione ed è un po' difficile che tutti si mettano daccordo a dire il contario..
    vi invito comunque a contattarci per qualsiasi esperienza balkanika nel nostro spazio ospiti..
    se andate a vedere ci sono già molte persone che hanno scritto delle belle cose..
    a presto..
    lina

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  11. Giusi da pavia10 ottobre 2008 11:32

    ma quanti sono gli albanesi in Italia.

    MI spiegate la differenza di quelli che sono in sicilia e calabria e quelli che sono al nord.?

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  12. Cara Giusy,

    molti albanesi che sono al sud sono giunti oltre cinquecento anni fa fuggendo dai Turchi quando l'eroe nazionale Skanderbeg non potè più difendere la sua terra perché investito da un comune male che si chiama morte(ma molti paesi dell'Italia meridionale sono popolati da "Dardani" ovvero albanesi dell'area dell'attuale Kosovo fuggiti dalle invasioni slave altri 1000 anni prima!!!!).
    Tuttavia pare vi siano comunità albanesi giunte ancora molto prima.

    L'esistenza dei Pelasgi nei Balcani (anche nei territori successivamente occupati dagli elleni) ci viene tramandata dagli stessi storici greci ed il fatto che non si registra negli annali e tramite scoperte archeologiche un movimento di popoli "illiri" lascia come unica spiegazione possibile quella che gli Illiri siano i discendenti dei Pelasgi che hanno cambiato nome. "I lir" in albanese significa "libero" e probabilmente proprio in periodo greco romano (quando la schiavitù era all'ordine del giorno) questo definirsi "i lir" differenziava le genti greco romane da quelle illire perché non esiste testimonianza che gli Illiri utilizzassero forma alcuna di schiavitù! Gli Albanesi sono i diretti discendenti degli Illiri, anzi sono Illiri che ancora una volta hanno cambiato nome perché gli Albani (una delle tribù illire) ad un certo momento prese il predominio sulle altre.
    L'Istituto Svedese di Glottologia ha pubblicato una mappa, frutto di studi comparati, in cui l'albanese viene definita come la più antica lingua di ceppo indoeuropeo parlata in Europa, più antica del greco!!!!

    24 sono stati gli imperatori romani di origine illira e si possono ancora oggi trovare le loro dimore fino al confine con la Bulgaria, a Zajecar in Serbia ad es., oppure in piena Vojvodina dove a Sremska Mitrovica gli Imperatori illiri dell'Impero Romano avevano il loro conio. Diocleziano stesso era illiro! Anzi Illirissimo! :)

    La differenza fra gli albanesi che vivono al nord e quelli del sud? La residenza :)

    Gli altri albanesi? Quelli last generation? Sono sia al sud che al nord. E sono venuti in Italia a cercare una vita migliore. La differenza fra quelli del sud e quelli del nord dunque non esiste... ma intanto t'ho raccontato un po' di storia!

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  13. Kledi è l'albanese meno integrato in Italia! L'avete sentito quando parla...sembra che è sbarcato ieri!

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  14. Che sia... non che è... :)

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  15. alla fine kledi non sa parlare l'Italiano e cerca di rappresentare gli albanesi in Italia che secondo me sono 1000 volte piu intelligenti

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  16. Kledi lìho visto a Roma e devo dire
    che non è un bel ragazzo.

    ..

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  17. alessandro da Prato16 ottobre 2008 00:18

    ciao a tutti cosa rende felice un uomo sono le vere donne e le vere donne sono le donne albanesi.

    Grazie fatjona ti sposerei 1 milione di volte.

    ciao

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  18. L'invidia è una brutta bestia...

    Dedicata ai ragazzi italiani;-)

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  19. Kledi è l'unico uomo che mi ha fatto piangere di emozioni.

    Grazie Kledi sei il ragazzo che ogni madre vorebbe vedere a fianco alla propria figlia

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