Le tappe importanti dell-Albania 1990-1997

Il mondo delle persone che vengono in Italia da paesi più poveri o in gravi difficoltà sociali a causa di rivolte o guerre, è estremamente misterioso non solo per chi si nasconde dietro atteggiamenti di rifiuto, ma anche per chi, in qualche modo, è entrato in contatto con la realtà.


Nella nostra scuola è sempre stata numerosa la presenza di studenti di svariata provenienza geografica che hanno arricchito culturalmente in vari modi i corsi e le attività didattiche; recentemente, a seguito di una rivolta sociale, è aumentato notevolmente il numero degli immigrati albanesi in Italia e, data la presenza di alcune ragazze albanesi nei corsi 150 ore, abbiamo pensato di rivolgere loro alcune domande per capire un po' queste situazioni ed anche per conoscere quale impressione provochi il nostro modo di vita. 1) Come sei arrivata in Italia? 2) Avevi qualche conoscenza? 3) Hai avuto difficoltà di inserimento? 4) Come ti sembra questo paese? 5) Pensi di ritornare a vivere nel tuo paese?
Camilla 1) Sono arrivata in Italia un anno fa con un visto turistico. Perché? Per conoscere la realtà di questo paese presente in Albania attraverso la televisione. Perché ho una sorella sposata in Italia da quattro anni. Perché le occasioni di lavoro atte a soddisfare le mie aspirazioni non sono molte in Albania e l'Italia è una occasione che ritenevo e ritengo migliore. 2) Come ho già detto mia sorella vive qui. Ha un'adorabile figlia, mia unica nipote ed il mio desiderio di vederle è stato forte. 3) Non ho avuto particolari difficoltà ad inserirmi in Italia perché, con l'aiuto di mia sorella, ho trovato una sistemazione in una famiglia di Venezia. In questa famiglia curo l'assistenza della Signora, paralizzata dopo un intervento al cervello e completamente non autosufficiente. Pur essendo un lavoro molto impegnativo e, in certi momenti, stressante, ho trovato in questa famiglia tanta comprensione e ho raggiunto un sufficiente compromesso tra le necessità del lavoro e il mio desiderio di libertà. 4) Per quanto ho visto l'Italia è un paese civile e godibile, pur con le limitazioni comportate da una vita molto stressante. 5) Ritengo che sia prematuro prendere decisioni sul mio futuro, specie in questo momento in cui la mia terra è scossa da troppe violenze e la pace appare ancora lontana.
Durhata 22 anni 1) Sono arrivata in Italia con un traghetto di linea nell'estate del '94; avevo appena finito il primo anno di università e sono venuta in vacanza per trovare mio fratello che già studiava a Brindisi da alcuni anni. Durante questa vacanza ho conosciuto un ragazzo di Venezia e ho preso la decisione di fermarmi in Italia; poi ho seguito questo ragazzo a Venezia dove mi sono stabilita e dove ho cominciato una nuova vita. 2) A parte mio fratello che poi è rientrato in Albania, non conoscevo nessuno; adesso invece vivo con una signora, ho trovato un lavoro, frequento la scuola e ho molti amici italiani. 3) Ho avuto delle difficoltà iniziali per la lingua che non conoscevo e dei problemi con i documenti per essere assunta in modo regolare, ho dovuto addirittura pagare circa 3 milioni di contributi. 4) E' difficile dire qualcosa in generale, mi sembra che l'Italia sia un paese abbastanza libero, ho trovato che la scuola è molto aperta ed è possibile esprimere le proprie idee; mi sembra che ci sia molta informazione ma anche molti programmi televisivi un po' stupidi che forniscono a chi non lo conosce, una immagine falsa di questo paese. Gli italiani sono abbastanza gentili e sono stata aiutata. 5) Non penso che tornerò in Albania perché mi sarebbe difficile inserirmi di nuovo in quel paese dopo le esperienze in Italia, inoltre mi sono spaventata vedendo le immagini delle ultime rivolte e gli albanesi che sembravano giocare con le armi.
Leonora 15 anni 1) Il mio viaggio è stato molto avventuroso: sono partita con mio cugino dalla mia città per raggiungere il porto di partenza dove ho aspettato una settimana prima di partire sola e lontana dalla mamma. Proprio il giorno della partenza mia mamma era venuta a portarmi la pagella scolastica che mi sarebbe stata utile in Italia, ma purtroppo non ci siamo incontrati così sono partita senza vederla. Verso il tramonto siamo partiti per l'Italia su un gommone molto grande e veloce e siamo arrivati in circa due ore verso le otto di sera; per scendere a terra ci siamo bagnati ma avevamo portato dei vestiti di ricambio. Ci siamo allontanati dalla spiaggia e abbiamo aspettato per molte ore un taxi che poi ci ha portato alla stazione ferroviaria dove abbiamo preso il treno per Mestre. 2) Volevo arrivare a Mestre per raggiungere mio padre che era già qui da tre anni e ci aspettava. 3) Nel primo periodo da quando sono arrivata fino al Natale del 1996, non ero molto felice di stare qui: mi mancava la mamma, i fratelli e gli amici, mio papà lavorava ed io ero spesso sola. Poi ho cominciato a frequentare la scuola e la mia vita è un po' cambiata: ho molti compagni e mi diverto anche se devo studiare e fare i compiti. 4) Le persone in Italia mi sembrano molto gentili, non ho mai avuto esperienze negative, la scuola che frequento funziona bene: gli insegnanti sono bravi e fanno di tutto per aiutarmi. Anche i programmi della televisione, che già vedevo dal mio paese, sono interessanti e divertenti: il mio programma preferito è "Baywatch". 5) Penso di terminare prima di tutto la scuola media, poi iscrivermi ad una superiore ed infine mi piacerebbe laurearmi in medicina.

IL PAESE DELLE AQUILE a cura di Alberta Salmeri L’origine dell’Albania risale a un’età molto remota, forse due o tremila anni a.C., colonizzata da popolazioni provenienti dall’Anatolia.La sua storia è strettamente connessa con quella dell’Italia per una molteplicità di relazioni che affondano le loro radici nell’antica Roma, nei rapporti con Amalfi e Venezia all’inizio del secondo millennio e proseguono nel corso dei secoli sino all’interesse (di carattere economico e strategico) dei governi unitari tra la fine del diciannovesimo secolo e l’inizio del primo conflitto mondiale. Il governo di Zogù dal 1924 al 1943 favorì l’interscambio economico tra l’Italia e l’Albania che rimase però un paese povero e arretrato. L’occupazione italiana durata dal 1939 al 1943 impresse all’Albania un relativo ma disordinato sviluppo sociale che fu interrotto dalla quarantennale dittatura di Enver Hoxha. La rottura con la Jugoslavia, quella con l’unione Sovietica nel 1961 e poi quella con la Cina nel 1968 ha condotto l’Albania al totale isolamento. La controtendenza attuale però, fa temere la dispersione degli albanesi sul pianeta intero e la trasformazione di questo paese in un malinconico pensionato che vive di aiuti internazionali e rimesse degli emigranti. Il cosiddetto “paese delle aquile” com’è definito per la sua struttura prevalentemente montuosa rimane un paese ricco di storia e di tradizioni al centro di un groviglio di problemi e di controversie locali e internazionali difficili da chiarire. 1990 - Rivolte popolari a Tirana, la capitale, e in altre città repressi dalla polizia segreta e dall’esercito con l’intervento dei carri armati.
1991 - In febbraio la folla abbatte a Tirana la statua di Enver Hoxha. 13 giugno. Nasce il primo governo pluripartitico. Dal 3 al 9 agosto 10-12 mila profughi sbarcano in Puglia, concentrati nello stadio di Bari, saranno rimandati nel loro paese.
1992 - 18 gennaio. 20 mila lavoratori protestano per il rincaro dei generi alimentari, la polizia presidia i negozi con le armi in pugno, molte merci si trovano solo al mercato nero. In marzo il Partito democratico vince le elezioni anticipate. In aprile Sali Berisha è eletto presidente della Repubblica.
1994 - Il 23 febbraio l’Albania aderisce alla NATO.
1996 - Nuove elezioni politiche. A maggio il partito democratico ottiene la maggioranza, a ottobre vince anche le elezioni locali.




1997 - Gennaio. Rivolta a Valona e in altre città contro Berisha.

24 marzo. Tre poliziotti vengono uccisi a Valona dove si sviluppa un imponente business per organizzare il trasporto dei profughi in Italia.

28 marzo. Collisione tra una motovedetta albanese e la nave italiana Sibilla. Lo scontro provoca la morte di 84 persone.

15 aprile. L’operazione umanitaria ”Alba” sbarca in Albania.

Dal 27 aprile al 4 maggio sbarcano in Italia altri 2mila profughi.

2 giugno. Quattro attentati a Tirana.

4 giugno. Attentato a Berisha.

11 giugno. Fucilate da una nave di profughi verso la Marina Italiana.

27-29 giugno. Cinquecento osservatori di 31 paesi diretti dall’OSCE controllano i seggi elettorali distribuiti sul territorio albanese.

29 giugno - 6 luglio. Alle elezioni politiche il Partito socialista ottiene la maggioranza. 25 luglio. Rexhep Mejdani è eletto presidente della Repubblica.



di Riccardo Palma
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2 commenti :

  1. nel 97 ce stata una situazione spaventosa in albania..
    Ma di chi e` la colpa??

    tonino

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  2. sinceramente l'Albania mi affascina...sarà che il ragazzo che amo è albanese ed ha una brutta storia alle spalle...

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