Durante il periodo che va dalla subsidenza dell’isola di Atlantide alla prima spedizione dei pelasgi verso l’India, oltre ai contatti con gli atlanti che sono rimasti definitivamente in Europa, i pelasgi hanno avuto diversi altri rapporti con popolazioni di razza bianca grazie alle migrazioni di quest’ultime. I legami che di volta in volta venivano sviluppati hanno fatto sì che si unificasse la lingua pelasgica che si parlava, e forse si scriveva, a quel tempo. Siamo sicuri che i pelasgi o ΑΡΓ (arg) grazie alla loro fama, guadagnata grazie alla battaglia vinta contro gli atlanti, hanno avuto la possibilità, anche per merito della loro leggendaria sapienza, di diffondere l’uso della loro lingua pelasgica in Grecia, soprattutto ad Atene, e in Italia.
Abbiamo detto “grazie alla loro sapienza” proprio per correggere un errore millenario, cioè la parola greca διοι (dioi) che tutti traducono come divini, come se avesse qualche legame con la parola θειος (theios), che deriva da θεος (theos), che vuol dire Dio. Infatti διοι (dioi), che si traduce erroneamente come divini, deriva dalla parola albanese di-ës che in italiano vuol dire so, ho conoscenza. Di conseguenza, l’esatta traduzione di διοι Πελάσγοι (dioi pelasgoi) sarebbe non “i pelasgi divini”, come è stata da sempre tradotta, ma “i pelasgi sapienti”.
Prima della prima spedizione dei pelasgi verso l’India, il termine Pelarg oppure Piellarg che si riferiva a tutte le popolazioni della razza bianca, è stato semplificato, rimuovendone la prima parte (cioè Pel oppure Piell che significa nascere o nato, dall’albanese pjell) e trattenendone la seconda (cioè ARG in greco ΑΡΓ (arg) che significa bianco, dall’albanese bardhë). Il termine ARG, in greco ΑΡΓ, ha avuto una grande fortuna perché da esso derivano la parola mesopotamica ARYA e la parola greca ΑΡΓΕΙΟΣ (argeios); inoltre, finì con l’alternarsi alla parola ΠΕΛΑΡΓΟΣ (pelargos) o ΠΕΛΑΣΓΟΣ (pelasgos), senza riuscire, però, a sostituirla del tutto.
Brano tratto dal libro “Enigma” dell’autore Robert D’Angely.
fonte: http://eltonvarfi.blogspot.com/2009/05/i-pelasgi-sapienti.html
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domenica 17 maggio 2009
martedì 20 gennaio 2009
L'Illiria (l'Antica Albania) in tutta Italia
L'Illiria non era una piccola nazione ;era diffusa nei Balcani prima di ogni altra civiltà.Ed infatti, sono molti gli studiosi a ritenere che la civiltà Illirica si sia diffusa in tutta la penisola balcanica ben prima di qualsiasi altra civiltà. Infatti loro avevano la loro lingua. Furono primi popoli dell'Europa ad entrare nell'Età del Ferro, che ebbe inizio nel 1.100 a.C. Essi si dotarono, quindi, di armi migliori che permettevano di vincere con facilità sulle popolazioni vicine.Infatti loro conquistarono l''Italia del Nord(Nella parte del Veneto e della costa Adriatica)arrivando prima dei Celti.Invece in Italia meridionale si insediarono nel Salento e principalmente nelle punte più vicine all'Albania.Brindisi fu chiamata inizialmente "Brention ". Infatti alcuni termini delle città del nord Italia provengono dal nome "Bre" Brescia -Brenta ecc.
I piu' antichi popoli delle coste orientali d'Italia sono giunte dall'Illiria. I Iapigi, illirici, hanno attraversato le alpi orientali, percorrendo quella stessa via che tenero i Veneti che erano del pari un popolo di stirpe illirica.
La cultura illirica era molto diffusa in quel tempo.Oramai si ritiene comunemente che in Italia durante il X e il IX sec. a.C. fiori' una cultura preellenica dovuta ad una vasta invasione illirica... I Iapigi dell'Italia meridionale debbono la loro origine ad una invasione illirica.Sono scientificamente attribuite alla civilta' illirica, i reperti dell'antica ceramica Apula, rinvenute a Teano, Benevento, Suessula, in Campania, Lazio ed Etruria.
La civilta' illirica estesa anche al territorio Veneto, e' testimoniato dalle iscrizioni paleovenete rinvenute in Cadore, nella Carinzia, nella vasta Necropoli di Santa Lucia d'Isonzo, nella Caverna di S.Canziano, nei sepolcreti di Vemo, di Pizzughi e Nesazio, come pure nelle vallate di Rezia (Alto Adige, Tirolo, Grigioni).
la lingua dei Messapi e dei Iapigi ha congruenza piena, nei piu' importanti fenomeni fonetici, morfologici e lessicali, con l'albanese.Percio' il messapico ci rappresenta, per l'antichita' dei suoi monumenti, l'antico illirico o uno degli antichi dialetti illirici,, come albanese ci rappresenta la fase piu' recente dell'antico illirico.
Ricordiamo che ci sono stati 24 imperatori albanesi alla guida di Roma.
I piu' antichi popoli delle coste orientali d'Italia sono giunte dall'Illiria. I Iapigi, illirici, hanno attraversato le alpi orientali, percorrendo quella stessa via che tenero i Veneti che erano del pari un popolo di stirpe illirica.
La cultura illirica era molto diffusa in quel tempo.Oramai si ritiene comunemente che in Italia durante il X e il IX sec. a.C. fiori' una cultura preellenica dovuta ad una vasta invasione illirica... I Iapigi dell'Italia meridionale debbono la loro origine ad una invasione illirica.Sono scientificamente attribuite alla civilta' illirica, i reperti dell'antica ceramica Apula, rinvenute a Teano, Benevento, Suessula, in Campania, Lazio ed Etruria.
La civilta' illirica estesa anche al territorio Veneto, e' testimoniato dalle iscrizioni paleovenete rinvenute in Cadore, nella Carinzia, nella vasta Necropoli di Santa Lucia d'Isonzo, nella Caverna di S.Canziano, nei sepolcreti di Vemo, di Pizzughi e Nesazio, come pure nelle vallate di Rezia (Alto Adige, Tirolo, Grigioni).
la lingua dei Messapi e dei Iapigi ha congruenza piena, nei piu' importanti fenomeni fonetici, morfologici e lessicali, con l'albanese.Percio' il messapico ci rappresenta, per l'antichita' dei suoi monumenti, l'antico illirico o uno degli antichi dialetti illirici,, come albanese ci rappresenta la fase piu' recente dell'antico illirico.
Ricordiamo che ci sono stati 24 imperatori albanesi alla guida di Roma.
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