Albania vieterà la caccia per i prossimi 2 anni , duro colpo ai cacciatori italiani

Albania – Moratoria della caccia per i prossimi due anni

GEAPRESS – La caccia sarà illegale in Albania per i prossimi due anni. Questo nel caso dovesse essere ratificato dal Parlamento, la proposta voluta dal Ministro dell’Ambiente Lefter Koka e già condivisa dal Consiglio dei Ministri.
Nel corso di una intervista rilasciata al quotidiano Gazeta Shqip, il Ministro dell’Ambiente si è detto certo che tale misura migliorerà in maniera significativa la situazione della fauna albanese ridotta ad un minimo critico. Una misura drastica, ha spiegato il Ministro, ma resa necessaria al fine di evitare ulteriori danni. La risposta del Ministro era riferita ad una domanda sulla caccia illegale esercitata non solo dai cacciatori locali ma anche da quelli stranieri. Non è infatti un mistero per nessuno come l’Albania rappresenti una delle mete di caccia preferita da cacciatori di altri paesi, italiani compresi.
Il Ministro dell’Ambiente albanese, nominato appena lo scorso settembre, si è reso promotore di numerose iniziative ambientali quali il divieto di esportazione di carbone ed un stringente controllo sui tagliatori di legna. Secondo quanto da lui stesso riferito, sono avvenuti più interventi di repressione negli ultimi due mesi che non negli ultimi due anni. Significativa, inoltre, la chiusura di alcuni forni destinati alla produzione di calce, sui quali molto si erano lamentati i cittadini. Infine un promesso intervento di repressione dell’abusivismo edilizio all’interno dei parchi nazionali. fonte 

Persino in Albania Fazio e Littizzetto fanno discutere , sono accusati di razzismo.


Dopo il Trota gli albanesi se la prendono con due personaggi che in Italia si dichiarano pacifisti ma che in Albania sono accusati di razzismo .


fazioDue inviati di un programma investigativo albanese  si sono recati in Italia per intervistare Fabio FAzio e per consegnarli un’onorificenza satirica una specie di  “tapiro d’oro” in quanto nella trasmissione “Che tempo che fa , Luciana Littizzetto è scivolata molto in basso offendendo gli albanesi facendo satira dichiarando che dovrebbero prendere il Gommone.

Tutto è iniziato in quanto Fazio accusa una tv albanese (fondata da Alessio Vinci , ex Matrix) di averli copiato il programma.

Ecco l’assalto dei due inviati albanesi al conduttore Fazio



fonte http://www.italiainweb.com/persino-in-albania-fazio-e-littizzetto-fanno-discutere-sono-accusati-di-razzismo/

Le armi chimiche della Siria in Albania : Elsa Lila videoprotesta contro il governo .

Elsa Lila: “Dëgjo qytetarët, Shqipëria ka nevoje për shpresë, jo për helme” (Video)
 Ish grevistja e urisë dhe nga mbeshteteset e kryeministrit Rama,kengetarja e njohur Elsa Lila, I ben thirrje publike shefit te qeverise shqiptare , te degjoje zerin e qytetareve. Ne nje video-mesazh te hedhur ne “you tube”, Elsa Lila qe disa vjet me pare mori pjese ne greven e urise se opozites socialiste,thote se vendi ka nevoje per shprese dhe lule,dhe jo per helmet e Sirise.

In Grecia vestono il tradizionale vestito popolare albanese

Nella parte centrale della Grecia, il vestito tipico è “la fustanella”, è una gonna larga e bianca, che ha avuto origine dall'Albania del sud.

questa frase è stata estrapolata dal seguente libro:

Titolo libro: Il vestito popolare d'Europa
Autore: James Snowden
Editore: Harlequin Mills & Boon, 1979

STRADIOTI ALBANESI, lo stesso epiteto come Achille

Folengo chiama Achille con l'epiteto Capelletto (Mercenario); la cavalleria dei mercenari albanesi al servizio della Repubblica di Venezia, è stata chiamata così a causa dei piccoli berretti rossi che indossavano.


Titolo: Baldo, 13-15 Libro
Autore: Teofilo Folengo
Tradotto da: Ann E. Mullaney
Editore: Harvard University Press, 2008


*Gli stradiotti, stradioti o stratioti (greco: στρατιώτες) erano mercenari greci e albanesi che formavano unità militari di cavalleria della Repubblica di Venezia e del Regno di Napoli nel XV e XVI secolo.

Atan Shabani ,ci mandava i curriculum adesso è direttore della Galleria Nazionale dell'arte in Albania

Cari amici con grande entusiasmo vi informiamo che il pittore albanese Artan Shabani , famoso in Italia , dove ha lavorato principalmente, è stato scelto dal governo del centro sinistra come direttore della Galleria Nazionale dell'arte in Albania.
Tempo fa ci mandava il suo curriculum per aggiornarlo  che potete leggere qui 

Complimenti !!!!!





 "Due esempi di successo in tutto il mondo al timone degli affari qui. Ilir Kerni direttore del Teatro Nazionale dell' Opera e di Artan Shabani, direttore della Galleria Nazionale sono entrambi ottime scelte Kumbaro ministro, che porta ad un livello di lavoro di qualità superiore Queste due istituzioni sono anche ripetuto un appello a tutti gli albanesi hanno successo in tutto il mondo che la generazione successiva l'Albania ha bisogno di governo e l'incrollabile sostegno di tutti invitati a tornare a servire il loro paese nel settore pubblico ". - Prime Rama scrive su facebook. (A.C / shqiptarja.com)


in albanese
"Dy shembuj suksesi nëpër botë në krye të punëve këtu. Ilir Kerni drejtor i Teatrit Kombëtar të Operas dhe Artan Shabani drejtor i Galerisë Kombëtare të Arteve, janë dy zgjedhje të shkëlqyera të ministres Kumbaro, për të çuar një shkallë më lart cilësinë e punës në këto dy institucione po edhe për të përsëritur apelin ndaj gjithë shqiptarëve që kanë bërë sukses nëpër botë se Shqipëria e gjeneratës tjetër ka nevojë për ta dhe se qeveria ka vullnetin e palëkundur të mirëpresë e mbështesë çdokënd që rikthehet për t'i shërbyer atdheut në sektorin publik". - shkruan Kryeministri Rama në facebook. (a.ç/shqiptarja.com)

Albanese denigrato e diffamato da Repubblica.it , chieda 1milione di € per i danni



Il giornale la Repubblica da tempo da la caccia agli albanesi , li piazza in prima pagina , li denigra , , li usa , li mette contro gli italiani , li offende , li etichetta come mafiosi . La dittatura mediatica made in De Benedetti un uomo tanto sensibile quando ci sono offese agli ebrei ,ma mai sensibile alle altre razze ,anzi vedere gli articoli che compaiono in questo giornale si potrebbe dire " l'odio verso gli albanesi scaturito dalla gelosia verso un popolo che sta fiorendo , dopo secoli di invasioni" .

Quando qualcuno parla male di Israele su Repubblica.it viene espulso immediatamente ed etichettato come razzista . ( E' successo a Piergiorgio Odifreddi dopo aver difeso la Palestina).

Viene da chiedersi come mai questo giornale alimenta l'odio sociale tra i popoli ??

A subire una violenza mediatica questa volta è toccato ad un ragazzo albanese con la passione del calcio e degli ideali politici non di sinistra  , ovviamente opposto a quel comunismo che ha distrutto i sogni degli albanesi per 40 anni.

Si chiama Landi e tifa per l'Inter , non ha mai lavorato per Massimo Moratti , mai avuto a  che fare con la prostituzione come invece scrive il giornalista su repubblica.

Ecco il testo della risposta sul suo profilo facebook


"Si rezultat i permbajtjes se website Republica.it , une jam pergjigjur si me poshte : " Une kurre nuk kam qene i denuar per krime kaq famekeqe te tilla si droga , nen hetim per grabitje dhe prostitucion . Sic ju e dini te gjithe une jam shqiptar nga lindja , dhe askush me shume se une nuk eshte krenar per origjinen time . 


Une kurre nuk kam pasur marredhenie pune me presidentin e skuadres sime te zemres Zotin Massimo Moratti . Une jam tifoz i madh i skuadres se Vareses , si dhe jam krenar per miqesine e madhe qe kam me grupin Blood Honour , i te cilit une NUK jam apsolutisht lideri . Per ta mbyllur i sygjeroj gazetarit Paul Berizzi , te perdorin me shume burime te informoje , per te shmangur lajmin apsolutisht te rreme ".

Questo invece è l'articolo piazzato in prima pagina da Repubblica.it


Gli antichi miti Albanesi. Idra e draghi lottano nei cieli, foreste e montagne.

Le credenze popolari albanesi sono radicate nelle tradizioni pagane, il Cristianesimo e l'Islam. Da tutte queste credenze derivano molti racconti e legende mitologiche che riempiono il mondo albanese.

Uno dei più importanti è l'Idra(chiamata kuçedra in albanese), un demone femminile con molte teste di serpente, criniera fitta, coda lunga. Chi ha il coraggio di sfidarla tende a diventare pietra o viene ucciso. Se lei si avvicina troppo a noi, si verificano lampi e temporali. I suoi avversari sono i draghi, creature che vivono tra la gente, hanno un cuore d'oro con pietre preziose in mezzo. Solo loro sono in grado di sconfiggere l'idra.




testo originale e articolo completo in tedesco qui sotto

„Es war, vielleicht aber war‘s auch nicht!“

1922 erschien Lambertz‘ Werk „Albanische Märchen und andere Texte zur albanischen Volkskunde“, das bis heute als Maßstab setzende Sammlung albanischer Folkloretexte gilt. Mit dem im selben Jahr erschienenen und von Axl Leskoschek illustrierten Bändchen „Zwischen Drin und Vojusa. Märchen aus Albanien“ machte der Forscher die bis dahin kaum bekannte Erzähltradition des Balkanlandes auch einem breiteren Publikum zugänglich.

Dem albanischen Volksglauben, der in heidnischer Überlieferung, Christentum und Islam wurzelt, entspringen zahlreiche mythologische Gestalten, die die Welt der albanischen Märchen bevölkern. Eine der bekanntesten Figuren ist die Kulschedra, ein weiblicher Dämon mit mehreren Köpfen, am ganzen Körper behaart, mit langem Schwanz und neun Zungen. Ihre wichtigsten Waffen sind ihre Milch und ihr Urin, mit denen sie Angreifer vergiftet oder ertränkt. Die Kulschedra haust in Quellen, Brunnen und Höhlen. Menschen, die sich ihr zu nähern wagen, werden versteinert oder gar verschlungen. Wenn die Kulschedra naht, brechen gewaltige Gewitter los. Ihre Widersacher sind die Drangues, geflügelte Drachenwesen, die unerkannt unter den Menschen leben. Sie haben ein Herz aus Gold mit einem Edelstein in der Mitte. Die Drangues liefern sich mit den Kulschedras heftige Schlachten, indem sie Felsblöcke, Bäume, ja sogar Häuser gegen sie schleudern. Nur sie vermögen die Kulschedras zu besiegen.

Die Oren wiederum sind weibliche Schutzgeister, die jedem Menschen bei seiner Geburt beigegeben werden und dessen Schicksal vorherbestimmen. Der rechtschaffene, glückliche Mensch hat eine weiße, der Nichtsnutz oder der unglückliche Mensch eine schwarze Ora. Böse Geister, Elfen, Gespenster, Teufel, Wiedergänger und Hexen vervollständigen das Figureninventar der Folkloreliteratur. Eine der zahlreichen Schlussformeln des albanischen Märchens lautet: „Soviel ich wusste, soviel hab ich erzählt, soweit ich wollte, soweit hab ich euch angelogen!“

Un aquila sorvola lo stadio dell'Albania prima della partita.


Una vera aquila ha fatto un volo spettacolare dentro lo stadio Qemal Stafa a Tirana. Prima della partita Albania-Svizzera è stata fatto volare una vera aquila che dopo aver volato per tutto lo stadio, sopra i tifosi rosso neri, l'aquila è atterrata sopra la bandiera Albanese.

Quando l'aquila è atterrata è stato un momento veramente magico anche se la nazionale albanese ha perso 1-2 contro la svizzera , partita valida per le qualificazioni dei mondiali di Brasile 2014.

Multati 100 mila euro , 4 cacciatori italiani in Albania rischiano..




4 italiani di Vicenza sono stati bloccati con uccelli protetti nel bagagliaio. Pagando cauzione e sanzione potranno rientrare in Italia già domani, ma alcuni di loro sono perplessi e vogliono difendersi.


Da quanto è emerso, erano partiti la scorsa settimana per raggiungere una riserva non lontana dalla zona di Valona. Avevano compiuto il viaggio in macchina per riportare a casa della cacciagione uccisa nei mesi scorsi, durante un'altra spedizione. I vicentini, infatti - ma è una pratica molto diffusa - avevano pagato un'associazione locale che “vende” viaggi organizzati. Comprendono vitto, alloggio, permessi per le riserve e attrezzature. Al ritorno, nel bagagliaio di tre auto erano stati trovati degli uccelli morti stipati in alcuni frigoriferi ed erano iniziate le verifiche che hanno interessato tutta la comitiva, compresi i due vicentini che, pur non avendo nulla in macchina, facevano parte del gruppo. Stando a quanto è emerso, nei frigoriferi erano stati trovati degli uccelli appartenenti a specie protette e comunque in numero superiore a quello che è consentito cacciare con la loro licenza. I vicentini avevano chiamato in ausilio gli organizzatori del viaggio, per spiegare di essere innocenti rispetto ad entrambe le accuse: infatti, le specie protette lo sono solo in autunno (e non in primavera, quando i vicentini dicono di aver sparato); e la quantità in eccesso deriva sempre da quanto i vicentini avevano catturato durante il viaggio precedente, e lasciato nei frigoriferi degli organizzatori in vista di una nuova visita. I quattro vicentini sono stati ascoltati più volte dalla polizia di frontiera, e quindi da un responsabile regionale che ha spiegato loro che avrebbero dovuto affrontare il processo, previsto fra qualche settimana.

tratto da http://www.ilgiornaledivicenza.it/

Zbulohet skema e vrasjes së ngadaltë të shqiptarëve nëpërmjet helmimit nga ilaçet e skaduara

Dr. Sulejman Abazi (Neshaj)
Kanceri vjen nga Serbia dhe Greqia nëpërmjet baranave mjekësore në Kosovë dhe Shqipëri
Edhe pse herë pas here është ngritur zëri nga individë dhe zyra të ndryshme për atë çfarë kanë konstatuar në tregtime me shtetin e Serbisë, Greqisë apo dhe të Maqedonisë, veçanërisht në sektorin e farmaceutikës dhe të ushqimeve të konsumit të gjerë, edhe pse qytetarët shpesh kanë denoncuar mjaft raste të kequshqimit për shkak të tregut dhe monopoleve të çmimeve të larta dhe të ulëta, edhe pse prodhuesit shqiptarë kanë protestuar kundër diskriminimit dhe asfiksimit të prodhimit vendas, pothuajse në të gjithë rastet këto kanë rënë në veshin e shurdhër të qeverisjes “Berisha”. Në krahun tjetër, është ndjerë kundërvënia propagandistike e ngritur mediatikisht me art, për arritjet dhe bilancet “pozitive” të ekonomisë shqiptare. Shqetësimi i subjekteve të ndryshme që ndjekin me kujdes procesin e kujdesit ndaj qytetarit është fokusuar në tregtinë farmaceutike të ushqimeve të konsumit të gjerë, për të cilat gjykojmë se janë objekt i Sigurisë Kombëtare. Sipas të dhënave mediatike, kompanitë më të mëdha farmaceutike që veprojnë në Shqipëri, kryesisht me qendër në Tiranë janë: “Intermed”, “Farma ONE”, “Sulkaj”, “Mega”, “Imi”, “Rejsi”, “Medikamenta”, “Alba Trade” (e cila po falimenton, pothuajse rezulton e mbyllur) “Avi Cena”. Kompanitë më të forta qendrën e tyre e kanë në Tiranë dhe më e fuqishmja sot mbetet “Intermed”. Furnizimet me medikamente në Shqipëri vijnë nga Gjermania, Turqia, Anglia, Sllovenia, Serbia, Italia, Bullgaria, Maqedonia, Greqia, Amerika, Franca dhe India. Sipas të dhënave mediatike, subjekteve politike dhe patriotike në Kosovë dhe Shqipëri, kontrabanda me medikamente mjekësore dominon në linjat Serbi – Kosovë – Shqipëri, Itali – Shqipëri dhe Greqi – Shqipëri. Nga Italia dhe Greqia vijnë dorë e parë me çanta dore dhe në makina të vogla, në tragete, nga kufiri tokësor, me linjat e autobusëve në gjendjen rifuxho, të papaketuara. P.sh medikamenti “oki – aluin”, vjen nga Italia rifuxho. Rezulton se, shumë farmaci, depo shpërndarjeje ruajnë ambalazhet, të cilat i vënë disa herë në përdorim, duke abuzuar edhe me afatet e skadencës. Më të rrezikshmet në këtë lloj tregtie të pakontrolluar janë depot e shpërndarjes së nivelit “të dytë”, të cilat janë të instaluara edhe në Tiranë, por kryesisht janë ato që mbulojnë rrethet e vendit. Ky lloj rrjeti është shumë i zgjeruar dhe aspak në kontrollin e shtetit. Të gjitha këto pika distribucioni janë shumë të lidhura me farmacitë kudo, duke pasur norma fitimi të larta në marrëveshje me tavanin e çmimeve. Këtu bëjnë përjashtim ilaçet me rimbursim nga shteti, ku fitimi është shumë i vogël dhe për farmacitë dhe depot ky mall konsiderohet në çdo rast “i shitur”. Edhe nëse kontrollohen apo kapen nga inspektorati i shtetit, në asnjë rast farmacitë nuk kanë dhënë adresat e depove sekondare. Në marrëdhëniet kompani farmaceutike, depo distribucioni – farmaci ekziston norma e fitimit, ku prioritet përherë kanë marrë farmacitë, por në shumë raste me mirëkuptim fitimi është i ndërsjellë, duke dominuar treguan dhe duke bërë biznes konkurrues në mënyrë të pandershme. Farmacitë e zhytura në normat e fitimit nuk kanë aspak natyrë shërbimi në të mirë të klientit. Në këtë lloj tregtie “të kontrolluar” janë të përfshirë edhe mjekët, të cilët janë të lidhur me farmacitë e deri tek kompanitë e distribucionit, të cilat për qëllimet e tyre kanë të punësuar nga një mjek marketingu. Kjo lidhje arrin deri atje sa në raport me rritjen e klientelës, bien dakord edhe në ndarjen e fitimeve, duke abuzuar shpesh dhe me çmimet e medikamenteve. Ka mjaft ilaçe që vijnë nga jashtë, kryesisht nga Italia, të cilat janë të shoqëruara me siglën “produto për Albania” dhe “produto për Kosova”. Shpesh këto medikamente me destinacion për Kosovë rezultojnë të shiten në Shqipëri. Në ambalazhimin e tyre ato janë të shoqëruara edhe më modelarin në gjuhën shqipe. Ajo që është kuptuar në këto lloj prodhimesh farmaceutike, është sasia e mangët e elementëve përbërës, efektiviteti i ulët dhe nevoja për rritjen e kërkesës së tregut spitalor dhe farmaceutik. Këtë problem e kanë me dijeni edhe mjekët e marketingut të kompanive të mëdha në tregun shqiptar. Të gjitha këto lloj ilaçesh me destinacion merren dhe jepen ne çmime të diktuara qoftë nga tregu i jashtëm dhe në tregun e brendshëm. Këto çmime në të gjitha rastet pranohen nga bosët e kompanive që i sjellin nga jashtë. Çuditërisht këto kontingjente medikamentesh janë të miratuara deri tani edhe nga Ministria e Shëndetësisë. Nga kjo ministri stimulohen kompanitë më të fuqishme në tregun shqiptar, duke pasur përfitime reciproke. Për medikamentet ekskluzive, edhe pse ka kontrollohen nga shteti, kompanitë e mëdha bashkëveprojnë me depot sekondare, i vënë dhe ato në sistemin e shpërndarjes që t’u shitet sa më shpejtë malli, duke i stimuluar me fitime, edhe pse në shumë raste veprime të tilla janë krejt të paligjshme. Farmacitë kudo, për shkak të mosstimulimit nga organet tatimore, pothuajse në të gjitha rastet veprojnë vetë me medikamentet që shkojnë në kufijtë e skadencës. Ky problem mbetet gjithandej i pamonitoruar, duke lënë shteg abuzimi të hapur. Indiferenca e shtetit në këtë çështje është shumë shqetësuese. Problemi farmaceutik rezulton të jetë shumë serioze edhe në Kosovë, ku tregu shqiptar ka lidhje veçanërisht në marrëdhëniet e tregtisë me shtetin e Serbisë. Sipas shumë paralajmërimeve të Lëvizjes “Vetëvendosje”, për mallrat ushqimore ka të dhëna se janë të rrezatuara me radioaktivitet me “uaranium IN POËERITO” (të varfëruar). Korridoret e prodhimit të ushqimeve të tregtisë me Kosovën dhe Shqipërinë nga Krushevaci, Sillajnaci, Batanjica, Kragujevci etj.. Në fabrikat e tyre prodhohet enkas për tregtinë me shtete shqiptare. Bilanci pozitiv i tregtisë Kosovë, Shqipëri me Serbinë në favor të kësaj të fundit, nuk është ndonjë rezultat për t’u pasur zili nga ne shqiptarët. I njëjti fenomen ndodh, sipas “Vetëvendosjes”, edhe në tregtinë farmaceutike, të cilat i shpëtojnë kontrolleve doganore nga tregtare matrapazë, nën hundën e institucioneve doganore depërtojnë në tregun e gjerë shqiptar, duke sjellë përfitime kolosale dhe duke vrare gradualisht shëndetin dhe gjendjen fizike të popullsisë. Veprime të tilla janë në kufijtë tronditës, për të cilën akuzat duhet të bien mbi institucionet e qeverisjes së Tiranës që iku dhe të qeverisë që aktualisht kryen detyrën në Prishtinë. Me të drejtë duhet të mendojmë se këtu ka një strategji “luftarake” vrasëse në mënyrë krejt paqësore, duke e detyruar popullsinë të blejë vdekjen me para në dorë dhe me dëshirën e saj. Alarmi që japin herë pas here institucione shqiptare apo mjekë individë, të mbështetur mbi statistikat shqetësuese mbi shëndetin e popullit dhe të grupmoshave, janë për t’u marrë në konsideratë shumë seriozisht. Si rezultat i këtyre ushqimeve dhe medikamenteve për çdo ditë në ambientet spitalore kudo në hapësirën shqiptare shfaqen të sëmurët infektivë me diarre, deri në infeksionet polmonare, të mëlçisë, stomakut, zorrës së trashë, sëmundjet e gjakut, pa përmendur këtu rritjen e rasteve të sterilizimit mashkullor dhe femëror. Institucionet e shtetit shqiptar, për kundër politikave të dyerve të hapura me Serbinë që aplikoi në mënyrën me të paprecedente qeveria Berisha, si dhe në shumë sektorë të tjerë, këtë çështje duhet ta trajtojnë si një element të Sigurisë Kombëtare, e cila ka të bëjë me goditjen e shëndetit të popullit, dëmtimit të sistemit të mjekësisë kurative dhe një goditje e drejtpërdrejtë e prodhimit vendas në prodhimin dhe konsumin e ushqimeve të përditshme, për të cilat tradita jonë popullore ka qenë shumë e shëndetshme. Përgjegjësia në këto situata alarmante duhet të kërkohet mbi të gjithë marrëveshjet e bashkëpunimit tregtar me shtetin e Serbisë, Maqedonisë dhe të Greqisë, mbi sistemin doganor të shtetit, mbi institucionet e kontrollit, mbi Zyrën e Mbrojtjes së Konsumatorit dhe mbi të gjithë ato organizma biznesi që deri tani kanë parë vetëm fitimet marramendëse, pa marr parasysh se cilët janë parametrat jetësor të produktit të tyre tregtar. Kjo situatë është pasojë e politikave të mbrapshta të qeverisjes “Berisha”, e cila i ka hapur dyert investimeve legale dhe ilegale serbe pa hesap në Shqipëri. Gjykojmë se institucionet e shtetit shqiptar do të kenë vullnetin e mjaftueshëm që të verifikojnë dhe neutralizojnë veprimtari të tilla me pasoja të rënda në shëndetin e popullit dhe do të vënë para përgjegjësisë të gjithë ata individë dhe institucione që janë bërë me ose pa dashje pjesë e kësaj veprimtarie, që do ta vlerësonim pa hezitim kriminale, kundër qytetareve tanë.
gazetatelegraf.com

Funerali Enver Hoxha - Piazza Skanderbeg (Tirana) 15 Aprile 1985

15.04.1985 - Tirana, in Piazza Skanderbeg si svolgono i funerali di stato di Enver Hoxha, Primo Segretario del Partito del Lavoro d'Albania - Partia e Punës e Shqipërisë (PPSH).
Miniatura

Albania invasa da immigrati , arrivano da Eriteria, Pakistan e Marocco.


Ultimamente l'Albania è invasa da immigrati che scappano da paesi molto poveri , come riferisce il giornale albanese Shqiptarja.com gli immigrati arrivano dalle zone più povere del mondo.


clandestini_albaniaArrivano dall'Eritrea , dal Pakistan e  persino dal Marocco . Molti di questi immigranti usano l'Albania solo come passaggio , infatti attraversano il confine con la Grecia e si versano in Albania.

Una volta in Albania passano per tutta la rotta balcanica oppure attraversano l'Italia illegalmente per poi raggiungere  i paesi del Nord Europa



Molti di questi clandestini trovano case abbandonate e ci entrano dentro per viverci per mesi e mesi senza che la polizia possa fare niente.
fonte : http://www.ciaobalcani.com/?p=100289

"La grande Albania" inizia la petizione in tutta l'Europa

Per Grande Albania si intende il territorio albanese prima del 1913 , diviso per le decisioni prese a Londra nel 1913.
100 anni molti albanesi stanno protestando per sensibilizzare il mondo in modo tale che si possa anullare come si fece nel 1989 quando La Germania Est e Ovest si sono riunite. In questo video girato in Germania si protesta per le ingiustizie sui albanesi e sulle terre albanesi. video
 


I bimbi albanesi cantano "Xhamadani vija-vija" per le strade di New York

Questi bambini , nati in Usa da genitori albanesi ,cantano per le strade di Manhattan , al Time Square ,la famosa canzone albanese "Xhamadani vija-vija".
Alcuni bimbi sono ancora piccoli però tentano a canticchiare guidati dalle maestre di lingua albanese a Manhattan.
Video

 


Scoperti Mosaici romani in Kosovo


MiniaturaUn sito archeologico di epoca romana vasto centinaia di metri quadrati è stato recentemente scoperto a Dresnik, nel comune di Klina, Kosovo nord-occidentale. La notizia era stata diffusa dal ministero della Cultura di Pristina. Gli esperti hanno definito il ritrovamento come “uno dei più importanti degli ultimi decenni nel campo dell’ archeologia”. I ricercatori kosovari hanno rivenuto in particolare le pavimentazioni di alcuni palazzi di epoca romana decorate con mosaici colorati. Gli scavi nella zona sono iniziati nel settembre 2012 ma gli archeologi non hanno ancora determinato l’esatto periodo di costruzione o la destinazione che avevano gli edifici. Masar Valla, archeologo: “Il mosaico ha una forma geometrica ed è multicolore, abbiamo individuato 7 colori, si tratta di uno dei piu’ bei mosaici mai trovati in Kosovo e pensiamo di poterne trovare altri in questo sito alla ripresa degli scavi da ottobre”. Gli archeologi hanno aperto 4 fosse di scavo che presentano pavimentazioni a mosaico. Si presume che l’impianto fosse stato collocato sul tracciato di un’antica arteria stradale romana chiamata Via Lissus-Naissus che collegava l’attuale cittadina di Lezhe in Albania e di Nis con la Serbia. Le ricerche naturalmente continueranno.

Sfilata arbereshe 2013

Gruppo Storico "Compagnia d'Arme Lazzaro Mathes" di Maschito (PZ) in trasferta a San Marzano di San Giuseppe (TA) il 14 luglio 2013. Grande accoglienza da parte degli organizzatori e cittadinanza. Magnifica esperienza da proseguire con scambi culturali fra le varie minoranze linguistiche arbëreshë.

Miniatura

Arshi Pipa: Montale e l'ombra di Dante.


Arshi Pipa: Montale e l'ombra di Dante.
di Agron Y. Gashi
(Tradotto da Brunilda Ternova) 


Arshi Pipa, poeta e filosofo, critico e studioso di letteratura, sviluppò la sua attività creativa nel corso degli anni 1941-44 nella rivista “Critica”, della quale fu fondatore e direttore. I suoi scritti critici sono stati più di natura saggistica, sia quando scriveva appositamente per specifici autori, sia quando scriveva per fenomeni letterari in generale, e anche quando si cimentava in teoria critica. 
Fin dai primi scritti, Pipa cerca di appianare alcune questioni legate alla categoria di critica letteraria, con particolare accento sulla critica letteraria albanese. Concepiva la critica come una missione spirituale, che assume le dimensioni di una filosofia poetica e una filosofia d'arte. Pertanto, essendo esperto della teoria della critica, lui la definisce nel piano estetico così come in quello storico, individuando la critica d'arte e la critica letteraria.
Sul piano teorico, Pipa ritiene la critica come una attività logica, mettendo l’intuito al suo centro e portando la materia viva come una ricreazione. La sua definizione mette in mostra la critica come ricreazione di un’opera artistica, come metalegittimazione – legittimazione della legittimazione. Nonostante le premesse che derivano dal suo discorso teorico ed saggistico, Pipa da sempre ha mirato ad una critica specializzata, che avrebbe visto la letteratura come differenza specifica.
Fin dall'inizio, mentre scriveva e analizzava i testi di Noli, Fishta o Migjeni, la sua valutazione viene caratterizzata dall’approccio, mettendo sempre di fronte all'oggetto di studio un altro modello letterario.
In fin dei conti, l’erudizione di Pipa apparteneva di più al campo della filosofia, perciò i criteri di valutazione erano basati su una solida conoscenza teorica. 

Montale di fronte a Dante.
Il libro di Pipa, “Montale e Dante” è il primo studio scritto in lingua inglese e adesso anche in albanese che riguarda l’opera di uno dei più grandi poeti italiani, nonché del nobel Eugenio Montale. “Professor Pipa si focalizza nel suo studio sull’influenza che la poesia di Dante ha avuto per Montale. Montale è stato chiamato “dantesco” da alcuni critici, per l’uso frequente della lingua dantesca e per certe affinità con il poeta fiorentino. Con la lettura di Montale attraverso le lenti di Dante, come egli descrive il suo metodo, il prof. Pipa rivela che Dante è stato per Montale non solo un modello per le opere letterarie o linguistiche, ma anche un ideale politico”. Questa è la valutazione riguardo lo studio di Pipa dell'Università del Minnesota, Mineapolis, nel 1968. 
Nella prefazione del libro, Pipa ritiene che l'impatto di Montale è stato forte. Tracce delle sue influenze possono essere trovate anche fuori Italia.
In realtà, i lavori in questione, come dice lui stesso, è un tentativo di determinare il livello di impatto di Dante su Montale, e di interpretare la poesia di Montale avendo come riferimento Dante. Pertanto, la conclusione che le opere comunicano tra di loro sempre diventa esplicita nei nostri studi letterari. 

Struttura
Lo studio in questione ha una struttura complessa, ma che risponde all’ordine scolastico, e anche alla natura delle letture personali di Pipa e alla interpretazione multidimensionale. Il libro è diviso in sette capitoli, come ad esempio: Leggere Montale attraverso la lente di Dante, La Discesa in Inferno di Montale, la Politica e l'Amore, La Battaglia con Cristo, Un Caso di Emulazione, Appendice e Bibliografia. I titoli dei capitoli sono più dei titoli poetici piuttosto che critici, che testimoniano un processo di lettura selettiva.
I sottotitoli che si trovano all'interno si sottopongono ad un sistema di esaminazione e di argomentazione, che rispondono alla teoria critica, e specificamente alla critica accademica. Quindi, in questo studio si sono pavimentati bene le note iniziali, l’oggetto e i metodi di studio, di ricerca e di indagine multidimensionale, fino all'esame dei risultati della ricerca, come caso di emulazione.

Mentre in Appendice, Pipa ha selezionato e ha tradotto numerosi testi saggistici di Montale, attraverso i quali meglio che altrove si esplora il suo concetto sull’arte e la cultura in generale. 

Ambito di Applicazione e Metodi di Studio 
Come si è visto, Pipa ha come tema della propria ricerca una parte dell’opera di Eugenio Montale che si connota in vari livelli con quella di Dante, soprattutto creazioni, come ad esempio: Ossi, Occasioni, Bufera, Farfalla, mettendole di fronte alla Commedia Divina di Dante.

La questione dell’impatto di Dante su Montale è stato oggetto di indagine anche da parte di altri ricercatori, sui quali ci informa anche Pipa attraverso il saggio metacritico su Montale in cui si osservano chiaramente molti elementi linguistici dell’opera di Dante che sono incorporati nella struttura della poesia di Montale.
Anche se Montale non aveva mai accettato in modo diretto una cosa simile: 
"Io non ho scritto con la Divina Commedia aperta vicino a me” - aveva detto a un critico, mentre quest’ultimo insisteva sulla influenza palese che si osservava. 
Arshi Pipa, attraverso il suo studio dimostra la doppia interpretazione; legge il testo poetico di Montale tramite il testo poetico di Dante. La lettura e l’interpretazione di un testo indagando i segni di un altro testo dentro ad esso è segno della scuola poststrutturalista e semiotica, i cui rappresentanti non credono che ci sia un discorso vergine (Barti). In realtà, questo ci riporta alla critica del testo, accompagnata dal metodo dell’analisi logica con dei dati linguistici, stilistici e semantici. In questo modo la lettura dei testi di Dante fornisce una spiegazione argomentata riguardo la poesia di Montale: "La spiegazione non può essere deliberatamente perseguita da Montale", spiega Pipa, procedendo ulteriormente: "Un testo richiama l’altro tramite la risonanza musicale.” Questo accade perché Montale ha assimilato Dante. 

Da qui, l'analisi del testo si avvicina al metodo intertestuale, come una ricerca immanente del testo e come un’analisi logica. Pertanto, qui si dimostra che la questione principale, non tratta dei metodi di lavoro per studiare la letteratura, ma la questione dei metodi della letteratura come uno strumento di studio. (Ejhenbaum). 

L’ Allegorismo: Montale su Montale.
La critica di Pipa oltre alla lettura e l’interpretazione letteraria riconosce anche la lettura referenziale-contestuale. Un passaggio questo dalla perifrasi all’allegorismo, perché fornisce dati non testuali che hanno avuto un impatto diretto sulla creatività di Montale, e nella letteratura italiana in generale. In questo modo la figura di Montale viene vista nel contesto socio-politico, mettendo in evidenza anche i valori della letteratura europea. 
Come per sottolineare lo spazio empirico, l’allegorismo, poiché siamo ancora alle porte dello studio e dell’interpretazione letteraria, Pipa scrive: "... il clima politico in Italia stava cambiando rapidamente e la nuova letteratura, che stava fiorendo, poneva l'accento su questioni politiche e sociali . Montale non è stato coinvolto come altri poeti, anche se il suo verso, dopo una prima immersione nella realtà della politica, generò nuove enfasi.”
Inoltre, Pipa oggettiva i testi di Montale, in cui viene accertata l’avventura dantesca, dalla poesia alla prosa (il racconto) con segni autobiografici, attraverso i quali il modello di vita viene visto con uno status intertestuale a prescindere dal fatto che vengano descritti dall’alta fantasia del tipo dantesco. 
Così, passa dall’allegorismo alla lettura della perifrasi. Si scopre l’allusione che va di pari passo con l’allegoria, un corso questo seguito dall’autore empirico e dall’autore estetico.
Secondo Pipa, le tracce di Dante in Montale si esprimono sotto forma di vaghe reminiscenze. L’Analogia tra le figure concettuali di Dante contrassegnate nel testo insieme con i testi di Montale sono oggetto di indagine da parte di Pipa, contemporaneamente anche illustrate in versetti, il che testimonia una ricerca sistematica e argomentativa. L'argomento è una delle caratteristiche principali della critica letteraria. 
Così, Pipa indaga le tracce dantesche nel poema intitolato Ossi, Meriggiare Pallido scritta nel 1916. Pipa trova che le idee e la struttura poetica siano di Dante, facendo riferimento anche ad altri ricercatori che hanno concluso che il poema in questione è un esempio di imitazione costante, e ad un altro autore, Pascal. (Bunfiliali). 
L’ombra di Dante si manifesta in qualsiasi parte del lavoro di Montale, come dimostra l’analisi comparativa che viene fatta ai testi di Montale, anzi fino alle constatazioni riguardo la fragranza ispiratrice dalla poesia “L’Inferno”, che secondo Pipa fornisce una spiegazione per la poesia di Montale, particolarmente richiamando l'attenzione alla implicazione politica della poesia. 

Tuttavia, le creatività costanti dei due poeti sono spesso accompagnate da una divergenza nella formulazione concettuale e teologica. 

Allegoria e Allusione

Pipa come punto in comune tra Dante e Montale, trova l’allegoria. Secondo Pipa, l’allegoria caratterizza la forma mentis di Dante. In questo modo Pipa vede le tecniche di scrittura di Montale come varietà dell’allegoria. L’Analisi testuale si mette alla ricerca di varianti equivalenti tra i due grandi poeti.
La lettura dell’allusione e dell’allegoria è una lettura di due estremità tematiche: Amore e Politica. Così, la ricerca e l'analisi delle figure del testo, in questo caso l’allusione e l’allegoria, confermano le vecchie tesi secondo cui la poesia di Montale si basa sui significati suggeriti da parole e frasi interessanti. In questo contesto, si danno degli esempi di codici e figure narrative, come ad esempio: metonimia e omonimia.
In generale, come in altri casi, Pipa cerca le figure concettuali come figure significative estrapolandone l’origine, nel caso della poesia di Montale così come in quella di Dante.
Così, attraverso l'analisi sottile figurativa e le piccole unità della sintassi (sintassi-stilistica) si scoprono le idee politiche ed estetiche di Montale, che sono ben codificate all'interno del testo e che fungono da principali figure letterarie.
Pertanto, la figura poetica si scompone, si decodifica nel contesto stilistico come pure nel contesto semantico. Poi, si esaminano i poemi narrativi in base ad una analisi testuale e contestuale, scomponendo ogni parola e frase che corrisponde tra di loro. In questo modo, l'interpretazione si concentra sulla polivalenza del linguaggio poetico, in tutti i contesti. 

La somma delle analisi
L’Analisi della struttura delle opere letterarie di Montale si accompagna ad un'analisi comparativa fono-stilistica. Tale interpretazione è in favore della più profonda comprensione della perifrasi, per aprire il grande dialogo con il testo, per convertire la sua critica in critica di dialogo, avendo per base l’analisi linguistica ed etimologica delle parole e delle frasi poetiche. 

L’Analogia, il dettaglio, la reminiscenza, l'immagine, il gioco delle parole e la semantica delle figure concettuali sono nozioni che portano Pipa verso i risultati della ricerca per definire la figura come allegoria visionaria, qualcosa che va oltre la figura e che diventa una strategia, struttura letteraria, da sempre legata alla stretta lettura che legittima quasi tutti i piani del testo: 
"Le analogie (del testo) non finiscono qui. ‘Arsenio’ in greco significa ‘male- cattiveria’ e ‘Adam’ in ebraico significa ‘uomo’". Segue l’analisi morfologica del testo (come microstruttura), nella quale si mette in evidenza l’analogia delle classi delle parole di Dante, che sono ben assimilate da Montale. 
Questo probabilmente dirige Pipa verso una ricerca poststrutturale, per vedere e concepire queste analogie come una reminiscenza e invariante del testo. 


La lettura delle (in)varianti 
Le invarianti linguistiche e letterarie funzionano in modo “dinamico” in tutta l'opera di Montale. Come tali, esse hanno a che fare con veri e propri elementi testuali, e in termini latu sensu del concetto, illustrano il profondo gioco di similitudine, dei constanti e dei diversi punti d’incontro. Le invarianti, come dimostrato, contribuiscono a dare una accurata descrizione della struttura dell’opera letteraria. Basato sul sistema che adopera il teorico e comparativìsta A. Marino, Pipa è un profondo ricercatore; indagando le versioni del testo, egli mette in evidenza anche le invarianti strutturali, poiché Montale fa riferimento alla letteratura mondiale come la Divina Commedia, quindi fa riferimento alle invarianti relazionali e intra-comunicative come corrispondenza (contatti) tra le letterature nazionali (ricorda qui l'approccio Coleridge) come quella inglese, americana e francese, e anche le invarianti universali e culturali, con accento sulla cultura biblica. Questi invarianti, sia nell’aspetto fono-stilistico, sintattico-stilistico e semantico-stilistico si mostrano sempre sotto forma di reminiscenza sfocata. 

Analisi testuale del lessico
 
L’Analisi di Pipa, essendo polivalente, lascia i principi metodologici e si lancia in analisi testuali di lessico indagando le connotazioni del lessico semantico. Per ogni parola Pipa osserva, scompone il significato delle frasi o gruppo di parole, ma anche le connotazioni e il significato secondario. 
Pertanto, l'analisi di Pipa è analisi progressiva (Barti), poiché essa segue una procedura specifica: parola dopo parola, disintegra il testo in frammenti tematici, frasi e figure essenziali della poesia di Montale, che sono identificati come reminiscenze di Dante. Qui, dalla lettura estetico-semiotico si slitta nella lettura semantica, perciò il discorso critico-estetico si trasforma in discorso contestuale-referenziale. Tuttavia, la ricerca della allegoria è continua; attraverso essa si indagano le linee di scrittura di Dante. Pipa, essendo sempre davanti o dietro al modello del suo oggetto, Montale, rafforza il testo con il discorso critico argomentativo, suo elemento base di approccio. 
La natura di tale lettura, espone i primi significati e la figura viene letta come una figura doppia, o come l’avrebbe chiamato Pipa come multipla allegoria. 

Analogia doppia 
In aggiunta a Dante, Montale ha delle analogie letterarie anche con Petrarca, sia nell’ambito tematico e in quello stilistico e formale, così come nella struttura dei personaggi. Pertanto per Pipa diventa riferimento anche la constatazione di Montale stesso quando sostiene che il suo stile è petrarchesco, soprattutto con il poema “Finisterre”, che considera come un sviluppo della sua esperienza stilistica. Secondo Pipa, la poesia di Montale consiste di più nella scia delle azioni, nel carattere dei personaggi, nel posizionamento dell'autore di fronte al personaggio lirico, come l'impegno e l'amore di Petrarca per Laura, Beatrice per Dante. Quella in cui Pipa insiste è l’analogia nella descrizione di alcune caratteristiche fisiche delle donne, che sono la maggior parte in analogia con Petrarca anziché con Dante. Ma ciò che più ha attratto Montale è stato l’amore trascendentale: "L’Amore di Montale per Clizia è una replica moderna dell’amore di Dante per Beatrice ....". L’Introduzione del codice ‘narrativo’ sexy davanti al grande codice a causa della identificazione e divinazione dei personaggi da un lato, e d'altro canto la descrizione del fisico come esseri umani-terrestri espone un forte impatto teologico e filosofico. Pipa pertanto questo sforzo di estrarre analogie in tali contesti lo chiamerà battaglia per la veridicità. Da qui lo sforzo di assomigliare al grande poeta Dante, crea un’altra variazione per motivi di concetti teologici. Così, questo modello è in parte accolto e in parte respinto, "in una battaglia che diventa dolorosa verso la fine." 

Esaminare i Risultati 
La materia che viene esaminata in tutte le interpretazioni letterarie infine viene vista come un caso di emulazione e si conclude sempre dato la portata e l'impatto di Dante su Montale, come un desiderio dell'autore per equivalere gli uni con gli altri. Pertanto, le conclusioni si scompongono in alcuni sottotitoli come l’ambivalenza e l’ambiguità, vedendo come ambivalente l'atto della creazione e l'influenza di Dante, mentre il doppio senso va al di là dell’analisi esposte all’ingresso per fermarsi nell’ambiguità dei dispositivi fonetici, come ad esempio: l’eco allitterativa, omofonia e omonimia ecc. 
Secondo Pipa l’impatto di Dante su Montale è stato sistematico, a seconda del periodo di tempo. Dalla Divina Commedia prende in modo selezionato elementi che descrivono e illustrano situazioni che commentano la sua poesia. 
Infine, Pipa arriva alla conclusione che l'atteggiamento dei due poeti nei confronti della lingua è lo stesso. Questo è evidente dall’analogia nella sintassi: la frase è strettamente intrecciata, domina la conversazione esibita con lunghi frasi e forti congiunzioni. Inoltre, Pipa ritiene che i due poeti hanno come punto di incontro l’allegoria: "il significato allegorico diventa una sorta di significato all’ombra, indistinta e illusoria dopo il significato letterario", per poi concludere che i due poeti sono poeti metafisici. Questo rimbalza Pipa nel campo della critica in filosofia. Là dove iniziano e finiscono tutte le strade del pensiero critico-letterario. 

Conclusione 
Arshi Pipa ha scritto una tipica critica testuale che si riferisce non solo ad un modello di ricerca. Pipa appartiene a quei genere di studiosi che funzionalizzano la critica immanente della letteratura. La poetica strutturale e post-strutturale, la lettura, la ricerca immanente lo vedono intrinesco con la ricerca delle forme. Quindi, Pipa non casualmente, si riferisce ai teorici che hanno come concetti di base nella pratica letteraria la conoscenza intuitiva. Infine, il metodo immanente della critica letteraria è un metodo strutturale, il che significa lettura dei segni del testo, vale a dire le strutture dei testi letterari.
Infine, l’obiettivo di Pipa è quello di scomporre la pluralità del testo, l’apertura alle sue significazioni. Pipa rimane fedele costante al motto: La critica è un segno della mente matura. Ed è questo il principio che lo guida durante tutta la lettura critica di Montale. 

(Titolo in originale: “Arshi Pipa: Montale dhe hija e Dantes” - Agron Y. Gashi)

Tradotto da Brunilda Ternova 

I bambini di una scuola albanese creano per gioco la Grande Albania

Questi bambini di una scuola albanese hanno pensato bene come passare il loro tempo , studiare geografia attraverso la costruzione delle mappe , in questo caso stanno creando l'Albania prima che fosse invasa e depredata delle sue terre , ossia l'Albania prima del 1912.

La suora albanese e la sua bandiera , la foto che ha fatto il giro del mondo.

L'Albania durante la dittatura comunista è diventato il primo paese ateo al mondo.
 Chi credeva era considerato debole o non sano di mente.Chi credeva di nascosto veniva ucciso e torturato e la sua famiglia andava a conseguenze serie.

Oggi le diverse religioni in Albania stanno fiorendo anche se la maggior parte della popolazione è rimasta atea.
Un segno della libertà di religione in Albania ma anche dell'amore verso la proprio patria lo potete notare in questa foto.

Questa suora albanese bacia la sua bandiera , chissà ,  forse per quella bandiera i suoi avi hanno combattuto per avere un Albania libera come oggi.
E' raro vedere una suora con una bandiera ma in questo caso questa foto ha fatto il giro del mondo.



Mario Balotelli con la maglia dell'Albania

Il giocatore del Milan e della Nazionale italiana Mario Balotelli , conosciuto per i suoi gol ma anche per le sue performance negative , in questa foto indossa la maglia della nazionale albanese .


I coreani innamorati dell'Albania


MiniaturaQuesto gruppo di sud coreani dopo aver visitato l'Albania ha girato questo video per le strade della Corea dove li ritrae tutti con la maglia dell'Albania e alcuni provano a fare la forma dell'Aquila con le mani , altri provano a ballare balli tradizionali albanesi.
Video

Kledi Kadiu in versione popolare come non l'avrete mai visto



Ci sono imprenditori e ricchi albanesi che che pagherebbe anche 10 mila euro per vedere ballare in costume tradizionale albanese Kledi Kadiu. Non si è visto spesso veder ballare nella terra natia uno dei ballerini più importanti in Italia degli ultimi anni.

Kledi,  invitato al matrimonio di un amico artista anch'esso , si è cimentato in un ballo popolare albanese al emozionando gli invitati .

Noi del Blog turismoinalbania ve lo proponiamo gratis Video


fonte video  https://www.facebook.com/photo.php?v=10201908284497736

100 svizzeri cantano una canzone albanese "Po vijnë krushqit"

Gli svizzeri si sono messi a cantare le canzoni albanesi.
Miniatura
Tre gruppi di cori dell' Accademia di Musica di Basilea si sono riuniti e, sotto la direzione di Susanne Würmli-Kollhopp , hanno incaprettato una serie di canti popolari.

Tra le altre canzoni è stata selezionata una canzone tradizionale albanese "Po vijnë krushqit" (arrivano gli invitati delle nozze).

E 'impressionante sentir più di 100 giovani svizzeri cantare con precisione e artisticamente questa canzone così famigliare all'Albania.

Distrutta falsa chiesa ortodossa in Albania , era il nido dei criminali serbi e greci

Nella città di Permet alcuni preti ortodossi , dopo le lamentele dei cittadini , avevano avuto l'avviso di abbandonare un edificio culturale trasformato in chiesa perche li si nasconderebbero criminali serbi e paramilitari Greci e che i soldi che finanziavano quelle fondazioni provenivano dalla Russia , dalla Serbia e dalla Grecia.
Sono stati proprio i cittadini di Permet , tra i quali anche molti ortodossi albanesi ,  cristiani, bektashi e atei - a contrapporsi alla costruzione della chiesa greca nella loro città.
Miniatura

Il partito neonazista greco , Alba Dorata , dove al suo comando ci sono due cittadini albanesi , emigrati in Grecia nel 1992 . dicono che tra la Grecia e l'Albania ci potrebbe essere addirittura una guerra .
Peccato per i greci perchè l'Alba dorata non è altro che un partito finanziato dagli stessi stati Uniti per creare una destra greca che non c'è mai stata contrapponendo così  la forte sinistra pro Russa .

C'è da dire che 1/3 dei membri dell'Alba Dorata dice che Greci e Albanesi sono fratelli , ma la chiesa ortodossa(filo russa) tratta i suoi fedeli a modo suo continuando a dividere ancora oggi la  Grecia e l'Albania spostando la Grecia sempre più vicino alla Russia e alla Serbia e allontanandola dall'occidente e dall'Albania.

 

 Il Padre superiore Nikolla Marku akuza il faslo sacerdote Anastasi


  Invece in questo video potete vedere la protesta del 1992 degli ortodossi albanesi contro i i preti ortodossi greci , ritenuti antialbanesi.

La foto di un albanese sulla CNN

La fotografia ritrae un ragazzo che "tiene" sulle mani e "bacia" il sole. La foto è stata scattata in Albania da Ardian Limani ed è stata pubblicata sulla pagina Ufficiale Facebook della CNN. Lo stesso fotografo in seguito commenta sulla pagina Facebook della tv più importante del Mondo , ringraziandoli.



Albania batte 2-0 l'Armenia in amichevole (video gol)

L'Albania del ct De Biasi batte l'Armenia per 2 a 0 con un Super goal di Valdet Rama e con un Euro Goal di Ergys Kace. Video

 

Gli alpinisti sulle montagne dell'Iran sventolano la bandiera albanese


Il monte Damavand , alto 5610 metri sul livello del mare , è un vulcano dormiente situato nell'Iran settentrionale Posto al centro della catena montuosa dell'Elburz, il Damavand è la cima più alta dell'Iran e di tutto il Medio Oriente. È delimitato a nord dalle coste meridionali del Mar Caspio, nella regione del Mazandaran, 66 km a nordest di Teheran.

Le foto



















Le spiagge dell'Albania


Shengjin , Lezhe - Albania
Jal . Albania


Cristiano Ronaldo saluta il Kosovo

Il miglior giocatore del mondo per il 2008 e la stella del Real Madrid Cristiano Ronaldo attraverso la sua pagina Twitter , con 20 milioni di follower , ha inviato un saluto al nuovo stato del Kosovo.

Tutto questo è venuto dopo che un fan ha scritto sulla sua pagina twitter

"Ciao Ronaldo. Tu sei il miglior calciatore al mondo. Sei il benvenuto in Kosovo. "

Subito dopo Ronaldo ha salutato scrivendo "Un grande ciao a tutto il Kosovo".

Questa risposta ha fatto felici tanti tifosi del Real Madrid in Kosovo che  subito dopo si sono scatenati sui social network.





Einstein contro Belgrado nel 1931 , per i massacri sui albanesi

Anche se molti fisici  accusarono e accusano Einstein di essere stato un copione ossia di essersi appropriato delle formule e dei lavori dell'italiano Olindo De Pretto , rimane uno dei fisici del 19 secolo più conosciuti al mondo . Insomma non tutti avevano la possibilità di scrivere sul New York Times , Einstein era davvero fortunato.





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Ecco cosa scrive Einstein a difesa dell'Albania

Prendiamo dal sito http://brunildaternova.blogspot.it
Einstein contro il governo Jugoslavo nel 1931
Einstein aveva alzato la voce contro il governo della ex-Jugoslavia, quando in un modo barbaro fu ucciso il noto albanologo, professor Milan Suflay a Zagabria nel 18 febbraio 1931. Insieme con lo scrittore Heinrich Mann, fratello di Thomas Mann, inviarono una lettera congiunta alla Lega Internazionale dei Diritti Umani a Parigi, per protestare “contro l’orribile brutalità del governo jugoslavo ...”. Nella lettera inviata da Einstein nel 6 maggio 1931, che è stata pubblicata anche nel giornale americano New York Times , lo scienziato accusava il regime serbo per il terrore esercitato contro il popolo croato, quello bosniaco e quello albanese. Il professor Suflay veniva citato nella lettera per il suo grande lavoro di storico e per i numerosi libri scientifici pubblicati.
Gli albanesi, senza dubbio, devono essere giustamente orgogliosi di aver salvato migliaia di ebrei e tra questi anche il più importante scienziato del XX secolo, Albert Einstein.


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Potete leggere questo articolo di come Einstein si rifugiò in Albania http://turismoinalbania.blogspot.it/2011/12/come-rinacque-albert-einstein-in.html



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